I Direttori suonano... e si raccontano (seconda serata)

Giovedì, 26 Aprile, 2018
Ore: 
20:30

GIOVANNI ANTONINI flauti e OTTAVIO DANTONE clavicembalo

Programma
Andrea Falconeri, “La suave melodia”
Dario Castello, Sonata prima a soprano solo
Jacob van Eyck, “Fantasia in echo”
Andrea Falconeri, “Brando dicho il melo”
Francesco Mancini, Sonata IX in sol minore per flauto e basso continuo
Domenico Scarlatti, Sonata K 87 in si minore,
Sonata K 27 in si minore per clavicembalo
Arcangelo Corelli, “Follia” per flauto e basso continuo
Georg Friedrich Haendel, Sonata in la minore per flauto e basso continuo
Johann Sebastian Bach, Sonata in sol minore (orig. in mi minore) BWV 1034 per flauto e basso continuo.
 
 

Il concerto del 26 aprile alle ore 20.30 al Teatro Toniolo, inserito nella XXXII Stagione di musica sinfonica e da camera di Mestre, conclude la rassegna ideata dal direttore artistico degli Amici della Musica di Mestre, Mario Brunello, dal titolo "I direttori suonano". A salire sul palco una coppia di prestigiosi direttori d’orchestra, Giovanni Antonini ed Ottavio Dantone, qui nelle vesti di strumentisti, che suoneranno e racconteranno al pubblico come l’attività direttoriale ha cambiato la loro percezione della musica. Scrive Mario Brunello: «Un’autentica novità sarà ascoltare celebri direttori d’orchestra in veste di esecutori […]. Interpreti abituati a dirigere le più grandi orchestre del mondo ritornano a esecuzioni con il loro strumento originale, ma ci diranno anche come si sono trasformati i loro orizzonti». In dialogo tra di loro, nel corso del concerto racconteranno al pubblico come l’attività direttoriale ha cambiato la loro percezione della musica. Un'occasione imperdibile per ascoltare, oltre alla voce dei loro strumenti, i loro pensieri, esperienze e concezioni musicali.

Il programma illustra un percorso musicale che parte dall'Italia nel primo Seicento e si snoda attraverso quasi un secolo e mezzo approdando a due autori, Händel e Bach, che devono molto allo stile italiano, essendone stati estremamente influenzati. Questo ideale viaggio vede protagonisti il Flauto diritto e il Clavicembalo, due tra gli strumenti simbolo della vita musicale nel periodo barocco. Il Flauto ebbe grande fortuna a quell'epoca perché, pur potendo essere alla portata di dilettanti, poteva raggiungere altissime vette tecniche ed espressive, se in mano a virtuosi. Per tale motivo saranno eseguite musiche del fiammingo Jacob van Eyck, che per il Flauto dolce solo scrisse una grande quantità e varietà di musica, ancora oggi considerata fondamentale nel repertorio di questo strumento.
La popolarità del Clavicembalo si spiega da un lato in virtù del suo sterminato repertorio solistico, ma soprattutto dal fatto che era per eccellenza lo strumento per accompagnare qualsiasi formazione, dal duo all'orchestra, suonando o raddoppiando la parte del basso aggiungendo gli accordi dell'armonia estemporaneamente. Nel programma sono presenti, oltre a brani composti espressamente per Flauto e Cembalo, anche molte trascrizioni, prassi normalissima nel periodo barocco, tra le quali musiche di Corelli (La Follia), Falconieri, Castello. A completare il programma due Sonate per Clavicembalo di Domenico Scarlatti, autore di più di 500 Sonate dedicate a questo strumento. L'apporto di Scarlatti allo sviluppo espressivo e tecnico della musica per tastiera fu decisivo, grazie alla varietà di stili, ritmi, melodie ed armonie.

Giovanni Antonini ed Ottavio Dantone sono ritenuti due musicisti che hanno reinventato l’esecuzione della musica barocca. 

Giovanni Antonini è tra i fondatori dell’ensemble Il Giardino Armonico che dirige stabilmente dal 1989 e con il quale ha tenuto concerti in tutta Europa, Stati Uniti, Canada, Sud America, Australia, Giappone e Malesia, sia come direttore che come solista al flauto dolce e flauto traverso barocco. Ha collaborato con artisti di fama internazionale quali Cecilia Bartoli, Viktoria Mullova, Giuliano Carmignola, Giovanni Sollima, Sol Gabetta, Katia e Marielle Labèque. Noto per la sua raffinata interpretazione del repertorio classico e barocco, è invitato regolarmente come direttore ospite presso le orchestre più prestigiose quali Berliner Philharmoniker, Concertgebouworkest di Amsterdam, Tonhalle di Zurigo, Mozarteumorchester Salzburg, Orquesta Nacional de España, Gewandhaus Orchester di Lipsia, Kammerorchester Basel. Ha diretto importanti produzioni al Teatro alla Scala di Milano, al Festival di Salisburgo, al Teatro dell’Opera di Zurigo. Negli ultimi anni con Il Giardino Armonico e con la partecipazione di importanti solisti ha pubblicato con Decca Classics, Harmonia Mundi e Alpha Classics - Outhere Music group.

Ottavio Dantone dal 1996 è il Direttore Musicale dell’Accademia Bizantina di Ravenna con la quale collabora dal 1989. Profondo conoscitore della prassi esecutiva del periodo Barocco, sotto la sua direzione l’Accademia Bizantina, nel giro di pochi anni, si afferma come uno degli Ensemble di musica barocca con strumenti antichi più noti ed accreditati nel panorama internazionale. Nel corso dell’ultimo ventennio, Ottavio Dantone ha gradualmente affiancato alla sua attività di solista e di leader di gruppi da camera, quella di Direttore d’Orchestra, estendendo il suo repertorio al periodo classico e romantico. La sua carriera lo ha portato ad accostare al repertorio più conosciuto la riscoperta di titoli meno eseguiti o in prima esecuzione moderna nei festival e nei teatri più importanti del mondo tra cui Teatro alla Scala di Milano, Glyndebourne Festival Opera, Teatro Réal di Madrid, Opéra Royale Versailles, Opera Zurich ed London Proms. Ha inciso, sia come solista che come direttore, per le più importanti case discografiche: Decca, Deutsche Grammophon, Naïve e Harmonia Mundi ottenendo premi e riconoscimenti prestigiosi dalla critica internazionale.

 

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