Dal Silenzio alla Parola. Lorenzo Marini

da Mercoledì, 24 Giugno, 2020 a Domenica, 30 Agosto, 2020
Ore: 
dalle 10.30 alle 17.30

Galleria di Piazza San Marco 71/c, Venezia
Dal mercoledì alla domenica, dalle 10.30 alle 17.30
Fino al 30 agosto 2020, ingresso libero

Curatore Sabino Maria Frassà

Dal Silenzio alla Parola ha un doppio significato. Parla sia della evoluzione della mia ricerca artistica, (dal bianco al colore e dal concetto al type), ma anche della città di Venezia, che passa da un Silenzio assordante e imposto, all’umanità della Parola. In entrambi i casi parliamo sempre di poesia”. Lorenzo Marini

In Piazza San Marco a Venezia gli spazi della prestigiosa Fondazione Bevilacqua La Masa ospitano dal 24 giugno al 30 agosto “Dal Silenzio alla Parola”, mostra antologica dedicata a Lorenzo Marini e curata da Sabino Maria Frassà.

Dopo la Los Angeles Art Fair, Venezia ospita una mostra che celebra il percorso artistico dell’artista che ha fondato la corrente artistica della “TypeArt”, liberando definitivamente le lettere. Come sottolinea il curatore “L’arte per Lorenzo Marini è un percorso di catarsi volto a trovare la “Parola”. L’arte per Lorenzo rappresenta quindi quel senso, quella parola, che ha riempito e riempie ogni giorno il “silenzio” della vita quotidiana”.

Lorenzo Marini commenta così l’importanza di questa mostra e racconta il suo legame con la città: “Venezia è l’unica città in cui posso parlare del mio percorso artistico: nel 1980 lasciai l’Accademia di Belle Arti di Venezia e il mio amato Maestro Vedova per conseguire la laurea in architettura e intraprendere l’avventura professionale nel mondo della pubblicità. Negli anni sono riuscito a ricomporre questa dicotomia tra forma e contenuto affrontando il fumetto, gli slogan e il silenzio del bianco. Il punto d’arrivo l’ho ritrovato unendo l’amore per il futurismo, allo studio della calligrafia orientale. Per me le lettere sono nate libere e come gli uomini sono creature sociali ma anche individuali. È tempo di celebrare la bellezza della geometria che le compone e lasciare il gregge della tipologia alfabetica. Non sono necessarie solo per leggere o per scrivere, ma anche per alimentare la fantasia”.

Le 30 opere in mostra ripercorrono questo percorso cominciato 40 anni fa a Venezia: al fianco delle opere concettuali degli anni ‘90, passando per il Manifesto per la Liberazione delle Lettere, la mostra si conclude con l’installazione di AlphaCube, in cui l’artista crea un’opera immersiva e interattiva.


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