Io Sono Musica 2019/20. La presentazione del Direttore Artistico

 
 
 
 
Note di Stagione
di Mario Brunello*
 

“Sempre dolce è ascoltare come un suono si arrotonda in canto” diceva Goethe e questo sarà il filo conduttore della nuova Stagione degli Amici della Musica di Mestre. Abbiamo riunito intorno a questa esigenza di ascolto del “canto” un nutrito numero di artisti che nella musica e con la musica hanno espresso ed esprimono il canto in tutte le sue forme e suoni.

A iniziare dal canto della natura che Vivaldi ha tradotto nelle celebri Quattro Stagioni e nei Concerti per flauto. Saranno il “manifesto “ della stagione alla serata inaugurale affidata a Andrea Griminelli e a Uto Ughi che, ritornando, ha voluto ringraziare il nostro pubblico per la festosa accoglienza al concerto della scorsa stagione dedicato alla sua carriera.

Il canto nella musica francese di Ravel, Debussy e Satie assieme a Piazzolla e Ginastera entrambi molto influenzati dalla musica francese, tutto immerso nel suono di aria e fuoco del Signum Saxophone Quartet e alla giovane voce di Nika Gorič.

Il canto proveniente dalle radici della nostra cultura mediterranea nelle voci di un violoncello e di un mandolino, uno strano duo, ma strumenti che nelle mani di Giovanni Sollima e Avi Avital sorprendono sempre.

Veronika Eberle violino, Edicson Ruiz contrabbasso e Gonzalo Grau percussioni, ci porteranno il canto dell’America Latina filtrato attraverso la varietà infinita di ritmi irresistibili che caratterizzano da sempre la musica proveniente da quella parte del mondo.

Il canto-poesia di Fabrizio De Andrè ha lasciato e continua a lasciare il segno da molte generazioni. Danilo Rea viaggerà con il suo raffinato jazz tra le canzoni indimenticabili del cantautore genovese.

Il canto romantico per eccellenza non può non passare per Brahms. In particolare il giovanile Trio op. 8 si presenta con una melodia infinita che dà un’impronta lirica a tutta la composizione. Lorenza Borrani violino, Giorgio Casati violoncello e Alice Baccalini pianoforte ne daranno una lettura originale in tutti i sensi, anche per la presenza di un pianoforte dell’epoca.

Il canto del violoncello spunterà tra le voci di un coro nel concerto di Mario Brunello con il Coro del Friuli Venezia Giulia in un programma che va a cercare la fusione tra canto strumentale e vocale da Bach ai giorni nostri e con la presenza della voce registrata di un altro grande poeta della canzone, Leo Ferrè.

Il Quartetto d’archi non manca mai in una stagione di musica da camera e il Quartetto di Venezia continuerà nella sua esplorazione dei quartetti di Malipiero, ma questa volta si farà anche “orchestra” per far risaltare il canto di Sara Mingardo in opere di Respighi e Mahler.

E per concludere anche la danza ha il suo canto, le danze tradizionali in particolare si basano spesso su canti popolari. Ne sarà formidabile interprete Martin Frost con il suo clarinetto dai mille suoni insieme al pianista Vikingur Olafsson in un viaggio geografico-musicale tra le tradizioni di Islanda, Svezia, Ungheria e Romania.

Il pianoforte avrà due interpreti tra i più acclamati nel mondo musicale: Arcadi Volodos, russo, pianista originalissimo che affiancherà Liszt con la celebre Kreisleriana di Schumann.

Andrea Lucchesini darà vita ad una degna celebrazione dell’anno Beethoveniano con l’esecuzione delle tre ultime Sonate op. 109, 110 e 111, per pianoforte, il testamento musicale di Beethoven.

A raccontare quanto il canto sia stato fonte di ispirazione e punto d’arrivo nella musica di tutti i tempi ci sarà, come nella passata stagione Giovanni Bietti, pianista, compositore, scrittore e grande divulgatore di musica, in tre serate assieme a Rea, Borrani e Lucchesini. Una voce che con le parole aprirà strade nuove nella conoscenza della musica e darà molti spunti d’ascolto, perché il canto non sia solo una semplice melodia.

A chiudere la stagione 2019-2020 un attesissimo appuntamento con la GOM per avere il piacere di sentire i giovani musicisti che crescono assieme e che vivono il canto della musica di insieme in una esperienza fondamentale per la loro formazione di uomini e di cittadini.

L’Orchestra e Coro del Teatro La Fenice di Venezia diretti da Claudio Marino Moretti ci regalerà un ultimo grande canto con il concerto in Duomo e l’esecuzione dell’impressionante Requiem di Alfred Schnittke.

E che ogni suono si arrotondi in canto!

*Direttore artistico di Io Sono Musica

Città di Venezia

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