UNISDR - Making cities resilient

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Nel 2011 la città di Venezia è stata riconosciuta dalle Nazioni Unite come «città modello di resilienza" per il suo impegno nella promozione e nello sviluppo della resilienza delle città e nella protezione dei beni culturali, e il 28 marzo 2013 ha aderito alla campagna “Making Cities Resilient" dell'UNISDR (United Nations International Strategy for Disaster Reduction), l’agenzia delle Nazioni Unite dedicata alla riduzione delle calamità.

La campagna, lanciata nel maggio 2010, sottolinea la necessità per i governi locali di città di diverse dimensioni, caratteristiche, situazioni e profili di rischio di diventare resilienti nei confronti dei disastri urbani. Oltre che ai sindaci e alle autorità locali, si indirizza anche alla società civile, ai progettisti e ai professionisti del settore urbano, così come alle autorità nazionali, perché siano coinvolti in prima persona nello sviluppo di soluzioni innovative nella riduzione del rischio di calamità. L’UNISDR ha redatto una lista di 10 “Essentials” per rendere la propria città resiliente:

 
  1. Assicurare la consapevolezza e la comprensione dei rischi di calamità da parte della società civile e dei gruppi di cittadini, mettere in atto una stretta collaborazione tra i portatori di interesse e chiarire il ruolo di ciascuno nel provvedere alla riduzione di tale rischio. 
  2. Assegnare un budget per la riduzione del rischio di disastri e stanziare incentivi perché i cittadini, le aziende ed il settore pubblico facciano altrettanto.
  3. Preparare delle valutazioni di rischio, provvedere al loro costante aggiornamento ed utilizzarle per lo sviluppo dei piani urbani e per l’assunzione delle decisioni in materia.
  4. Investire, mantenere ed adattare ai cambiamenti climatici le infrastrutture dalla funzione critica di ridurre il rischio urbano, come, ad esempio, i sistemi di drenaggio delle acque.
  5. Valutare e mantenere la sicurezza delle scuole e delle strutture sanitarie.
  6. Creare e attuare piani di regolamento edilizio realistici e adatti al proprio profilo di rischio.
  7. Assicurare che nelle scuole e nelle comunità locali si attuino programmi di educazione e informazione sulla riduzione del rischio di calamità.
  8. Proteggere gli ecosistemi e i mezzi con cui la natura difende sé stessa dalle inondazioni, le maree e altri pericoli.
  9. Installare sistemi di allarme e aggiornare regolarmente i piani di gestione delle emergenze.
  10. Dopo ogni calamità, assicurare che i bisogni dei sopravvissuti siano posti al centro della ricostruzione, e che sia dato loro supporto.
 

La città di Venezia vanta un patrimonio artistico e culturale di inestimabile valore, e ha sempre dovuto difendere sé stessa da numerosi e differenti rischi, così come diversi sono gli aspetti sociali, economici, culturali e ambientali che racchiude nel suo territorio, formato dal centro storico, la laguna, le isole e la terraferma. Il fenomeno stesso dell’acqua alta, che la città affronta da secoli, sembra aggravarsi negli ultimi decenni manifestandosi sempre più frequentemente e con maggiore intensità, con gravi conseguenze sulla città. Sono state adottate numerose misure per difendere Venezia dalle inondazioni e per gestirle al meglio, che consentono il regolare svolgimento delle funzioni urbane anche in caso di acqua alta: dal rinforzo delle barriere naturali che separano la laguna dal mare, al sistema pedonale di passerelle che assicura la praticabilità delle calli. Le previsioni sempre più accurate delle maree ed il loro costante monitoraggio ha permesso inoltre di sviluppare efficienti servizi di informazione e comunicazione tramite telefono, quotidiani, sito web, bollettini, punti informativi e social network ed allerta attraverso sirene, servizi di notifica SMS ed e-mail ed applicazioni per Smartphone.

La conformazione del centro urbano, caratterizzato da edifici antichi, elevata densità e largo utilizzo del legno nelle costruzioni, espone Venezia al rischio di incendi, aggravato dalla difficoltà di accesso a molti luoghi per i vigili del fuoco. La situazione è decisamente migliorata in seguito alle iniziative portate a termine dalla Protezione Civile, specialmente in seguito al rovinoso incendio che distrusse il teatro La Fenice il 29 gennaio 1996, che hanno portato nel 2006 alla creazione di un nuovo sistema antincendio basato su uno studio approfondito che considera l’entità del rischio a cui la città è sottoposta, ma anche il valore degli edifici interessati e la vulnerabilità del territorio. Infine, l’estesa area di Porto Marghera è fonte di significativi rischi industriali.

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito della campagna:
http://www.unisdr.org/campaign/resilientcities/

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