Principali iniziative legislative

INDICAZIONI LEGISLATIVE NEL CONTESTO EUROPEO

  • CES, BUSINNESSEUROPE, UEAPME, CEEP Tra i più recenti provvedimenti, l'accordo tra le Parti sociali europee a livello intersettoriale che segue una fase di consultazione - avviata nel 2004 - delle Parti sociali in merito al tema della violenza sul luogo di lavoro e dei suoi effetti sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro, definito nella strategia comunitaria per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro 2002-2006.
 
  • COM (2007) 686 dell'8 novembre 2007 Accordo che mira a impedire e, nel caso, a gestire i problemi di prepotenza, molestie sessuali e violenza fisica sul luogo di lavoro; condanna tutte le forme di molestia e di violenza fisica sul luogo di lavoro; conferma il dovere del datore di lavoro di tutelare i lavoratori contro tali rischi.
 
  • Direttiva 89/391/CEE del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro. A tal fine, essa comprende principi generali relativi alla prevenzione dei rischi professionali e alla protezione della sicurezza e della salute, all'eliminazione dei fattori di rischio e di incidente, all'informazione, alla consultazione, alla partecipazione equilibrata conformemente alle legislazioni e/o prassi nazionali, alla formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti.
 
  • Direttiva 2000/43/CE, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica, mira cioè a stabilire un quadro per la lotta alle discriminazioni fondate sulla razza o l'origine etnica, al fine di rendere effettivo negli Stati membri il principio della parità di trattamento. A tal fine, gli Stati membri stabiliscono che siano istituiti uno o più organismi per la promozione della parità di trattamento di tutte le persone senza discriminazioni fondate sulla razza o l'origine etnica. Tali organismi fanno eventualmente parte di agenzie incaricate, a livello nazionale, della difesa dei diritti umani o della salvaguardia dei diritti individuali
 
  • Risoluzione A5-0283-2001 del Parlamento Europeo del 20/09/2001, contro la violenza e le molestie nei luoghi di lavoro fa il punto sui dati a disposizione degli esperti, in seguito ad un sondaggio svolto tra 21500 lavoratori della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Fondazione di Dublino). Il sondaggio ha stabilito che l'8% dei lavoratori dell'Unione europea, pari a circa 12 milioni di persone, è stato vittima di mobbing sul posto di lavoro. La Risoluzione, ritenendo che il mobbing costituisca un grave problema nel contesto della vita professionale e che sia opportuno prestarvi maggiore attenzione, intende rafforzare le misure per farvi fronte, inclusa la ricerca di nuovi strumenti per combattere il fenomeno. Pertanto, richiama l'attenzione sul fatto che il continuo aumento dei contratti a termine e della precarietà del lavoro, in particolare tra le donne, crea condizioni propizie alla pratica di varie forme di molestia; sugli effetti devastanti del mobbing sulla salute fisica e psichica delle vittime, nonché delle loro famiglie, in quanto essi impongono spesso il ricorso ad un trattamento medico e psicoterapeutico e conducono generalmente a un congedo per malattia o alle dimissioni; sul fatto che le donne sono più frequentemente vittime che non gli uomini dei fenomeni di mobbing, che si tratti di molestie verticali (discendenti dal superiore al subordinato o ascendenti dal subordinato al superiore), di molestie orizzontali (tra colleghi di pari livello) o di molestie miste. Rileva inoltre che i problemi di mobbing sul posto di lavoro vengono probabilmente ancora sottovalutati in molti settori all'interno dell'UE e che vi sono molti argomenti a favore di iniziative comuni a livello dell'Unione, quali ad esempio la difficoltà di trovare strumenti efficaci per prevenire e contrastare il fenomeno; esorta le istituzioni europee a fungere da modello sia per quanto riguarda l'adozione di misure per prevenire e combattere il mobbing all'interno delle loro stesse strutture che per quanto riguarda l'aiuto e l'assistenza a individui o gruppi di lavoro, prevedendo eventualmente un adeguamento dello statuto dei funzionari nonché un'adeguata politica di sanzioni.
 
  • Direttiva 2002/73/CE, del 23 settembre 2002, che modifica la direttiva 76/207/CEE relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionale e le condizioni di lavoro. La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali ed osserva i principi riconosciuti, in particolare, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. La parità fra uomini e donne è un principio fondamentale ai sensi dell'articolo 2 e dell'articolo 3, paragrafo 2, del trattato CE, nonché ai sensi della giurisprudenza della Corte di giustizia. Le suddette disposizioni del trattato sanciscono la parità fra uomini e donne quale "compito" e "obiettivo" della Comunità e impongono l'obbligo concreto della sua promozione in tutte le sue attività. Ancora una volta, in questo contesto, si incoraggiano i datori di lavoro e i responsabili della formazione professionale a prendere misure per combattere tutte le forme di discriminazione sessuale e, in particolare, a prendere misure preventive contro le molestie e le molestie sessuali sul posto di lavoro, in conformità del diritto e della prassi nazionali.
 
 

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