Storia e Gloria dei Campioni del Remo

Testi di Umberto Zane - A cura di Renzo Brugin

 
1897 Al traguardo Pasquale Maddalena e Giovanni Fasan riescono a contenere la rimonta di Luigi Civili e Natale Scarpa “Panetti” - Foto Filippi
 

La Regata Nei Secoli

Risalgono al 1300 i primi documenti ritrovati dagli studiosi attestanti lo svolgimento di regate a Venezia. Dapprima organizzate come esercizio militare o come esibizione coreografica in onore di governanti o personalità in visita a Venezia, con relativa ostentazione di lusso e ricchezza, esse diventano ben presto anche vere e proprie manifestazioni sportive.

1845 Il corteo che fa da prologo alla Regata, in un’incisione conservata al Museo Correr di Venezia

1845 Il corteo che fa da prologo alla Regata, in un’incisione conservata al Museo Correr di Venezia

 

1846 La regata di Venezia, raffigurata in un quadro di Ippolito Caffi, conservato al museo Correr di Venezia

1846 La regata di Venezia, raffigurata in un quadro di Ippolito Caffi, conservato al museo Correr di Venezia

 

1847 La rassegna delle regate dal 1670 al 1847 redatta da Felice Minozzo “Manao”, “servitor da barca”

1847 La rassegna delle regate dal 1670 al 1847 redatta da Felice Minozzo “Manao”, “servitor da barca”

 

1847 Il manoscritto di Felice Minozzo “Manao” è corredato da disegni acquerellati raffiguranti i più forti regatanti dal 1670 al 1847

1847 Il manoscritto di Felice Minozzo “Manao” è corredato da disegni acquerellati raffiguranti i più forti regatanti dal 1670 al 1847

 
1895 Per la prima volta fa la sua apparizione in Canal Grande la bissona “Naviglio”
 

1895 Per la prima volta fa la sua apparizione in Canal Grande la bissona “Naviglio”

Se nel Rinascimento a farsene carico sono solitamente le varie “Compagnia della Calza” (società formate dai giovani nobili veneziani per ravvivare le feste cittadine, a cominciare dal Carnevale) dal Seicento è lo stesso governo della Serenissima a farsene carico in prima persona, per celebrare una visita importante, una vittoria militare, l’elezione di un doge o qualche festa cittadina particolarmente sentita.
L’ultima regata promossa dalla Repubblica di Venezia è del 1791, in onore dell’imperatore d’Austria, Leopoldo II d’Asburgo, del re di Napoli, Ferdinando IV, e del granduca di Toscana, Ferdinando d’Austria.
Una regata viene poi organizzata nel 1807, per accogliere a Venezia l’arrivo dell’imperatore francese Napoleone Bonaparte.  Col governo austriaco viene ripreso l’uso di far svolgere alcune regate: a quelle del 1815 e 1825 assiste l’imperatore Francesco II, a quella del 1838 il suo successore, Ferdinando I.
Dopo l’annessione del Veneto al Regno d’Italia le regate di “voga in piedi” riprendono con vigore, non solo nei tradizionali specchi d’acqua del Bacino di San Marco e del Canal Grande, ma via via, nell’ultimo quarto dell’Ottocento, anche a Murano, Mestre, Castello e, dall’inizio del Novecento, a Burano, Pellestrina, Giudecca, Lido, Sant’Erasmo. Pur cambiando negli anni varie volte denominazione (Regata, Regata veneziana, Regata reale, Regata fascista, Regata storica) l’appuntamento di gran lunga più prestigioso continua comunque ad essere quello che si svolge ogni anno, la prima domenica di settembre, in Canal Grande.

La Regata Moderna

1928 I cugini Luigi Scarpa “Saran” e “Panetti“ guidano davanti a Giuseppe Molin “Pippa” e  Giuseppe Costantini “Verzotto”, ad Achille Vianello “Crea I” e Giovanni Vianello “Crea II” ed ai fratelli  Luigi e Leopoldo Busetto entrambi detti “Arcisa”. Manca ormai poco al traguardo
 

Il 1841 viene considerato l’anno di nascita delle regate moderne.
La Congregazione Municipale di Venezia presenta richiesta alle autorità austriache perché venga effettuata annualmente una “corsa di barchette lungo il Canal Grande a cura e a spese del Comune per incoraggiare i gondolieri a mantenere in onore la decantata loro destrezza”: la domanda viene accolta e la manifestazione si tiene il 20 giugno.
In effetti, passeranno molti anni perché la regata assuma i contorni attuali.
La cadenza annuale viene rispettata ad esempio solo in brevi periodi (1841-47, 1874-81, 1889-93).
Spesso lo svolgimento della manifestazione è legato ancora ad un arrivo importante in città o fa da corona ad un avvenimento culturale o scientifico significativo (come ad esempio la Biennale o un Congresso).
Non sempre è il Comune ad organizzarla, ma anche le associazioni di categoria (L’Unione esercenti nel 1904 e 1905) o addirittura qualche organo di stampa (Il Giornale d’Italia nel 1920).
Solo dal 1922 avrà cadenza annuale (interrotta solo dalla II Guerra Mondiale) e sarà organizzata sempre dall’Amministrazione comunale, mentre la tradizione di svolgere la manifestazione la prima domenica di settembre comincia dal 1946.
Lo stesso numero dei partecipanti cambia varie volte: 8 nelle prime due edizioni (1841 e 1842); addirittura solo 7 nel 1843 e dal 1857 al 1874; 9 dal 1844 al 1856, e dal 1875 ad oggi.
I colori nelle imbarcazioni appaiono per la prima volta nel 1843, per consentire agli spettatori di seguire più facilmente la gara.    Essi però variano continuamente: nel corso degli anni si sono ad esempio adottati il blu, il cendrè (grigio), il solferino (in onore della battaglia vinta nel 1859 dagli italiani sugli austriaci), il verde chiaro.
Solo dal 1892 si ripetono i colori attuali: bianco, canarin (giallo), arancio, rosa, celeste, verde, rosso, viola e marrone.
Anche il corteo storico assume una veste simile all’attuale solo verso la fine del diciannovesimo secolo, in concomitanza con la nascita della Biennale d’Arte, mentre la celebrazione del ritorno a Venezia, nel 1489, della regina di Cipro Caterina Cornaro (che aveva ceduto la sua corona alla Serenissima in cambio della signoria di Asolo) avviene per la prima volta, addirittura, solo verso la metà degli anni Cinquanta del Novecento.

1893 Il corteo della Regata in Canal Grande: in primo piano la   bissona “Nettuno”

1893 Il corteo della Regata in Canal Grande: in primo piano la bissona “Nettuno”

 

 1899 I partecipanti alla Regata (dal Corriere Illustrato   dell’Esposizione)

1899 I partecipanti alla Regata (dal Corriere Illustrato dell’Esposizione)

 

1957 Regata dei campioni: I fratelli Palmiro e Giuseppe Fongher “Bepi” primi anche sotto il ponte di Rialto

1957 Regata dei campioni: I fratelli Palmiro e Giuseppe Fongher “Bepi” primi anche sotto il ponte di Rialto

 

1975 Gli araldi con le trombe annunciano il passaggio del corteo   storico

1975 Gli araldi con le trombe annunciano il passaggio del corteo storico

 
2006 Un bel primo piano del “doge” e della “regina di cipro” Caterina   Cornaro. La Regata Storica rievoca infatti la regata tenutasi in   onore di quest’ultima al suo ritorno a Venezia nel 1489
 

2006 Un bel primo piano del “doge” e della “regina di Cipro” Caterina Cornaro. La Regata Storica rievoca infatti la regata tenutasi in onore di quest’ultima al suo ritorno a Venezia nel 1489

La "Machina" e i Suoi Grandi Ospiti

1954 La gara si è appena conclusa: gli equipaggi in bandiera attendono la premiazione difronte alla "Machina"
 

La Machina è da sempre uno dei simboli della regata.
E’ per antonomasia il luogo dove si trova il traguardo, dove ci sono le bandiere che vengono assegnate ai vincitori (dapprima rosse per i primi, verdi per i secondi, blu per i terzi e gialle per i quarti, poi, con l’annessione al Regno d’Italia, in onore della nostra bandiera, rispettivamente rosse, bianche, verdi e blu).
In origine erano gli stessi regatanti, una volta giunti all’arrivo, a salire sulla machina per impossessarsene, poi è invalso l’uso di farle consegnare dalle autorità.
La prima immagine fotografica della Machina risale al 1881, anno in cui la nuova arte fa ufficialmente il suo esordio alla Regata storica, grazie al grande fotografo Carlo Naya.
Ha forma tondeggiante ed è posta a lato, e non davanti, il palazzo di Ca’ Foscari.
Ben presto essa assume la foggia e la collocazione che ci sono abituali, ovvero rettangolare, a tetto spiovente, con uno spazio per il pubblico, sempre in prossimità di Ca’ Foscari.
Le uniche eccezioni nel periodo fascista.
Nel 1925 la regata ha come arrivo i Giardinetti reali, dove è posta anche la machina e nel 1927, con l’arrivo situato davanti alla Salute, essa invece addirittura non ci sarà.

1856 11 30 Regata Storica - Incisione

1856 11 30 Regata Storica - Incisione

 

1881 Gli equipaggi vincitori vengono premiati davanti alla “machina” dalle autorità presenti (foto Naya)

1881 Gli equipaggi vincitori vengono premiati davanti alla “machina” dalle autorità presenti (foto Naya)

 

1904 Il telegramma con cui si annuncia, da Palazzo reale, che il Re non verrà a Venezia per la Regata “per il ritardo del lieto avvenimento...”, la nascita del futuro re Umberto II

1904 Il telegramma con cui si annuncia, da Palazzo reale, che il Re non verrà a Venezia per la Regata “per il ritardo del lieto avvenimento...”, la nascita del futuro re Umberto II

 

1912 La Regata si è da poco conclusa: le barche invadono il Canal Grande per assistere alla premiazione dei vincitori

1912 La Regata si è da poco conclusa: le barche invadono il Canal Grande per assistere alla premiazione dei vincitori

 

1924 L’arrivo alla “machina” degli equipaggi primi classificati (da “Il Gazzettino Illustrato”)

1924 L’arrivo alla “machina” degli equipaggi primi classificati (da “Il Gazzettino Illustrato”)

 

1955 Il patriarca Roncalli, futuro Papa Giovanni XIII, premia l’equipaggio di Lio Piccolo, primo nelle Caorline

1955 Il patriarca Roncalli, futuro Papa Giovanni XIII, premia l’equipaggio di Lio Piccolo, primo nelle Caorline

 

Dal secondo dopoguerra poco è cambiato sulla machina, diventata posto sempre più ambito per assistere alla competizione, nonché luogo di incontro mondano, con la possibilità di sedere a poca distanza da autorità e personaggi del mondo politico e della cultura.
Essa è il luogo dove vengono presi i tempi ufficiali e le posizioni dei concorrenti.
Lo scenario di tante foto ufficiali con i sorrisi degli equipaggi vincitori.
 Ma anche il teatro di polemiche, diverbi e scontri rimasti negli annali.
Sino alla Seconda guerra mondiale i grandi ospiti della Regata Storica sono stati i sovrani, come gli imperatori d’Austria Francesco Giuseppe e Sissi (nel 1856), e i re sabaudi: da Vittorio Emanuele II (nel 1866), a Umberto I, la regina Margherita, Vittorio Emanuele III, Umberto II.
Dal dopoguerra nella Machina hanno trovato posto, tra gli altri, vari nostri Capi di Stato, un numero molto consistente di ministri, e ben due futuri Papi.

1961 Regata dei campioni: il presidente del Consiglio Fanfani consegna a “Ciaci” e “Strigheta“ la bandiera rossa dei primi arrivati

1961 Regata dei campioni: il presidente del Consiglio Fanfani consegna a “Ciaci” e “Strigheta“ la bandiera rossa dei primi arrivati

 

1962 il Presidente della Repubblica Segni premia Strigheta e Ciaci “sponsorizzati” da una nota ditta americana di bibite gassate

1962 il Presidente della Repubblica Segni premia Strigheta e Ciaci “sponsorizzati” da una nota ditta americana di bibite gassate

 

1972 Una immagine della “Machina”: a fare gli onori di casa a Donna Vittoria, consorte del presidente della Repubblica Leone, è il sindaco di Venezia Giorgio Longo

1972 Una immagine della “Machina”: a fare gli onori di casa a Donna Vittoria, consorte del presidente della Repubblica Leone, è il sindaco di Venezia Giorgio Longo

 

1972 Giuseppe Fongher “Bepi” e Sergio Tagliapietra “Ciaci”, ancora primi, sorridono al patriarca Luciani, futuro Papa Giovanni Paolo I

1972 Giuseppe Fongher “Bepi” e Sergio Tagliapietra “Ciaci”, ancora primi, sorridono al patriarca Luciani, futuro Papa Giovanni Paolo I

 

2004 la “machina” come appare ai giorni nostriarrivo alla “machina” degli equipaggi primi classificati (da “Il Gazzettino Illustrato”)

2004 la “machina” come appare ai giorni nostri

 

2007 E’ il momento della lite tra Igor Vignotto e il sindaco Cacciari.  Il primo, furibondo, getterà in Canal Grande le bandiere e subirà per questo una lunga squalifica

2007 E’ il momento della lite tra Igor Vignotto e il sindaco Cacciari. Il primo, furibondo, getterà in Canal Grande le bandiere e subirà per questo una lunga squalifica

 

I Momenti Topici

1963 Le prime fasi della gara: lo sforzo di Ciaceti-Stella
 

I Momenti Topici - La Cavata

Seppure sia una gara lunga, che dura dai 35 ai 40 minuti, la Regata ha uno dei suoi momenti topici proprio alla partenza.
E’ fondamentale, per ogni equipaggio, effettuare al meglio la “cavata”, ovvero la progressione subito dopo lo start, all’inizio all’interno ognuno della sua corsia, e poi in campo aperto, per guadagnare la miglior posizione di entrata in Canal Grande.
Una volta dentro il “canalazzo”, infatti, è molto difficile effettuare dei sorpassi.
L’esito della prima parte della “cavata” è determinata anche dalla buona sorte, visto che l’assegnazione delle corsie viene effettuata con sorteggio, poi è in ogni caso il movimento delle correnti in quel momento in essere a determinare una migliore o peggiore posizione.
Nella seconda parte della “cavata”, quella in campo aperto, emerge invece la forza, il talento, il fiuto, dei vari equipaggi, nello scegliere anche la rotta più vantaggiosa.
Accodarsi all’equipaggio in quel momento in testa significa in qualche modo accrescere le possibilità di piazzamento, ma diminuire di molto quelle di vittoria.
D’altro canto provare una soluzione di rotta alternativa, può portare ad una clamorosa rimonta, ma anche ad annullare del tutto le probabilità di conquistare una bandiera.

1951 Virgilio D’Este “Mariner”-Lidiano Dei Rossi primi all’entrata in Canal Grande, seguiti da Luigi Seno “Bota”- Pietro Grassetti “Pavero” e da Albino Dei Rossi “Strigheta”-Marcello Bon “Ciapate”

1951 Virgilio D’Este “Mariner”-Lidiano Dei Rossi primi all’entrata in Canal Grande, seguiti da Luigi Seno “Bota”- Pietro Grassetti “Pavero” e da Albino Dei Rossi “Strigheta”-Marcello Bon “Ciapate”

 

1952 Una spettacolare immagine aerea della partenza della Regata

1952 Una spettacolare immagine aerea della partenza della Regata

 

1957 I gondolini dei campioni giungono in bacino San Marco: è il momento del primo dei tanti inutili attacchi che Albino Dei Rossi “Strigheta”-Rino Enzo “Capon” porteranno ai fratelli Fongher

1957 I gondolini dei campioni giungono in bacino San Marco: è il momento del primo dei tanti inutili attacchi che Albino Dei Rossi “Strigheta”-Rino Enzo “Capon” porteranno ai fratelli Fongher

 

1964 E’ il momento del via: gli equipaggi devono percorrere quest’anno i primi 600 metri all’interno della propria corsia

1964 E’ il momento del via: gli equipaggi devono percorrere quest’anno i primi 600 metri all’interno della propria corsia

 

1971 I campioni passano davanti a piazza San Marco: è già netta la superiorità di “Bepi” e “Ciaci” nei confronti di tutti gli altri rivali

1971 I campioni passano davanti a piazza San Marco: è già netta la superiorità di “Bepi” e “Ciaci” nei confronti di tutti gli altri rivali

 

1974 Mancano pochi istanti alla partenza, gli equipaggi della regata dei Campioni sono ormai pronti a darsi battaglia

1974 Mancano pochi istanti alla partenza, gli equipaggi della regata dei Campioni sono ormai pronti a darsi battaglia

 
 1987 Regata dei Campioni: l’attesa prima del via
 

1987 Regata dei Campioni: l’attesa prima del via

I Momenti Topici - Il Giro del Paletto

1949 Al giro del paleto è lotta per le posizioni di rincalzo: il rosso di Ortolan-Calegher, che finirà terzo, precede il verde di Bellagna-Dei Rossi quarti al traguardo
 

Il “paleto” è la bricola che viene posta nei pressi della stazione ferroviaria e che i regatanti devono oltrepassare prima di compiere la manovra di inversione della loro imbarcazione e intraprendere il percorso di ritorno sul Canal Grande, sino all’arrivo, posto a Ca’ Foscari.
E’ tradizionalmente uno dei momenti più delicati, ed insieme spettacolari, della gara, perchè rappresenta una delle ultime occasioni che si hanno per guadagnare posizioni in classifica.
E’ fondamentale per chi è in testa poter disegnare la traiettoria migliore per compiere la manovra, senza dar modo agli inseguitori di provare ad infilarsi all’interno.   
D’altro canto una rotta troppo interna rischia di rallentare troppo la velocità della barca, favorendo magari chi, seppur facendo un giro più largo, può invece tenere un’andatura più sostenuta.
E’ un momento di massima attenzione anche per i giudici, che devono rilevare eventuali infrazioni commesse dai regatanti: molte manovre che venivano in passato concesse agli atleti, in quanto considerate frutto della loro perizia e scaltrezza, sono invece oggi ritenute irregolari.

1905 Una fase del giro del “paleto”: gli equipaggi di testa sono già transitati

1905 Una fase del giro del “paleto”: gli equipaggi di testa sono già transitati

 

1925 Al giro del paleto i cugini Luig Scarpa “Saran” e “Panetti” sono primi davanti a Emilio Basaldella “Furlan” e Luigi Busetto “Grebani”. Dietro a loro Enrico Simoni “Baleti” e Antonio Boldrin “Cioci”, sino ad allora terzi, stanno per essere superati da Leonardo Barugolo “Bepi” e Arturo Cucchiero “Scuciaro” e dai “Crea” Anafesto e Giovanni Vianello

1925 Al giro del paleto i cugini Luig Scarpa “Saran” e “Panetti” sono primi davanti a Emilio Basaldella “Furlan” e Luigi Busetto “Grebani”. Dietro a loro Enrico Simoni “Baleti” e Antonio Boldrin “Cioci”, sino ad allora terzi, stanno per essere superati da Leonardo Barugolo “Bepi” e Arturo Cucchiero “Scuciaro” e dai “Crea” Anafesto e Giovanni Vianello

 

1946 I Campioni alle prese con il giro del “paleto”

1946 I Campioni alle prese con il giro del “paleto”

 

1950 Giro del paleto: è bagarre tra ben 6 equipaggi per conquistare le ultime due bandiere

1950 Giro del paleto: è bagarre tra ben 6 equipaggi per conquistare le ultime due bandiere

 
1957 Regata dei campioni, giro del “paleto”: i primi girano racchiusi in un fazzoletto
 

1957 Regata dei campioni, giro del “paleto”: i primi girano racchiusi in un fazzoletto

1986 Regata dei giovani: l’equipaggio Maurizio Rossi “Sustin”-Stefano Tagliapietra “Ciacetti” al giro del paleto. Al traguardo arriveranno sesti

1986 Regata dei giovani: l’equipaggio Maurizio Rossi “Sustin”-Stefano Tagliapietra “Ciacetti” al giro del paleto. Al traguardo arriveranno sesti
 

La Tradizione

1969 Tanta gente sulle gradinate mentre in gondola  il porchetto attende di essere assegnato all’equipaggio 4° classificato
 

La Tradizione - Il "Disnar"

Il “Disnar”, il “desinare”, ovvero il momento conviviale  organizzato per i regatanti alla vigilia della gara è ormai da tempo uno dei riti della Regata Storica, senza dubbio uno dei meno “pubblici”, ma dei più sentiti dai partecipanti.
Nato in origine, probabilmente, per dar modo anche ai regatanti più poveri, di competere alla pari con gli altri, ingerendo un pasto ricco e corroborante, prima della gara, il “disnar” ha assunto poi altre valenze e significati.
Mentre consumano un menù sempre succulento, ovviamente dedicato ai piatti e alle specialità veneziane, gli atleti hanno modo sia di fraternizzare, ma anche di studiarsi, di capire, magari da uno sguardo, o da qualche battuta, il grado di forma degli altri equipaggi.
Ma il “disnar” può diventare anche un momento di cultura: è da qui che il sindaco-poeta Riccardo Selvatico, alla fine del secolo scorso, declamava la sua celebre poesia in ottave dedicata alla Regata.
In epoca fascista assiduo partecipante dei disnar è il conte Giuseppe Volpi, l’ideatore della Biennale del Cinema e di Porto Marghera, nonché ministro ed esponente di prestigio del regime.
In queste occasioni, però, egli amava spesso dimenticare cariche e formalità, parlando e scherzando con i regatanti in dialetto.
Anche in tempo di guerra la tradizione del “disnar” è stata rispettata: seppur con un menù molto meno sostanzioso, e in uno squero invece che in un ristorante, i regatanti si sono ritrovati e hanno mangiato assieme prima della gara.

1904 Lettera d’invito al tradizionale “disnar” dei regatanti, in programma il sabato precedente la gara all’hotel Vittoria

1904 Lettera d’invito al tradizionale “disnar” dei regatanti, in programma il sabato precedente la gara all’hotel Vittoria

 

 1912 Il menù del “disnar” dei regatanti in programma il giovedì precedente la gara

1912 Il menù del “disnar” dei regatanti in programma il giovedì precedente la gara

 

Regata del 1925 Il menu del “Disnar” offerto ai gondolieri participanti alla Regata

Regata del 1925 Il menu del “Disnar” offerto ai gondolieri participanti alla Regata

 

Regata 1942: il “disnar” di guerra si tiene presso lo squero di Ognissanti

Regata 1942: il “disnar” di guerra si tiene presso lo squero di Ognissanti

 

1955 Un momento del “disnar” dei regatanti

1955 Un momento del “disnar” dei regatanti

 

1962 E’ il momento del saluto del sindaco Favaretto Fisca al “disnar” dei regatanti: Strigheta, primo a destra, ascolta con attenzione le parole del primo cittadino

1962 E’ il momento del saluto del sindaco Favaretto Fisca al “disnar” dei regatanti: Strigheta, primo a destra, ascolta con attenzione le parole del primo cittadino

 

La Tradizione - La Consegna dei Gondolini e la Benedizione

Uno dei riti più sentiti dai regatanti che partecipano alla Storica è quello legato alle imbarcazioni con cui poi gareggeranno.
Ai campioni sono riservate i gondolini, tipiche barche che sono state “inventate” proprio per partecipare alla regata Storica e che vengono realizzate da un unico costruttore, per garantire che abbiano tutte le stesse prestazioni.
I gondolini vengono poi consegnati, qualche giorno prima della gara, ai partecipanti. Ad ogni coppia viene assegnata l’imbarcazione del colore estratto.
Essendo gli sportivi, per antonomasia, scaramantici, spesso vedersi abbinare un colore invece di un altro può essere per gli atleti sinonimo di buona o cattiva fortuna.
Le statistiche ricordano in effetti quali siano i colori che hanno trionfato di più e quali invece di meno, ma non bisogna dimenticare che ogni gondolino, periodicamente, viene nuovamente dipinto di un altro colore.  Quindi si può vedersi assegnato il colore vincente nell’edizione precedente, magari però con l’imbarcazione arrivata ultima.
Un altro momento importante è la benedizione dei gondolini stessi, a cui assistono tutti i partecipanti, che si svolge quasi alla vigilia della gara.
Tradizionalmente partecipa al rito, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, l’assessore di riferimento, che pronuncia anche qualche parola di augurio ai regatanti e consegna loro ufficialmente le sciarpe di gara, del colore dei loro rispettivi gondolini.

1930 La consegna dei gondolini ai partecipanti alla Regata

1930 La consegna dei gondolini ai partecipanti alla Regata

 

1965 La Regata è finita: anche per i gondolini è tempo di riposo e restyling in attesa della nuova stagione

1965 La Regata è finita: anche per i gondolini è tempo di riposo e restyling in attesa della nuova stagione

 

1967 La benedizione dei gondolini

1967 La benedizione dei gondolini

 

2004 Gli equipaggi partecipanti alla regata dei Campioni attendono l’inizio della cerimonia di benedizione dei gondolini, tradizionale anteprima della Regata

2004 Gli equipaggi partecipanti alla regata dei Campioni attendono l’inizio della cerimonia di benedizione dei gondolini, tradizionale anteprima della Regata

 
2007 L’assessore Salvadori consegna ufficialmente fasce e fazzoletti alla coppia Luca Quintavalle “Mussato” e Vito Redolfi Tessat
 

2007 L’assessore Salvadori consegna ufficialmente fasce e fazzoletti alla coppia Luca Quintavalle “Mussato” e Vito Redolfi Tessat

La Tradizione - Il Maialino

Nell’immaginario collettivo il maialino è un altro dei simboli della Regata storica.
E’ stato per secoli, infatti, il “premio di consolazione” che va, oltre alla bandiera, ai quarti classificati.
Per lui tradizionalmente, una vita ”breve”, visto che costituiva poi la pietanza principale del pranzo che gli stessi suoi vincitori tenevano a fine stagione con amici e parenti.
Se invece avesse deciso di allevarli sicuramente avrebbe potuto avere una fornita “porcilaia” Giannino Vianello “Testacalda”, vincitore di ben sette maialini.
Ma pure molto nutrita potrebbe essere quella di Benito “Veleno” e Bruno “Arsenico” Vignotto, che ne hanno conquistati sei.
Forse perché inconsciamente inconsapevole della sua precoce fine, il maialino è stato spesso protagonista, al momento della sua consegna, di gustosi siparietti, ed è pure finito qualche volta in acqua, col rischio di annegare.
Proprio per questa somma di ragioni, su richiesta delle associazioni animaliste, il Comune di Venezia ha deciso di trasformare il maialino vivo in uno…di vetro: dal 2003 esso è diventato una preziosa opera unica, ogni anno diversa, firmata dai più prestigiosi maestri vetrai veneziani.

1921 I vincitori della Regata si avvicinano alla machina. Il maialino, nella gabbia, sarà consegnato ai quarti, come da tradizione

1921 I vincitori della Regata si avvicinano alla machina. Il maialino, nella gabbia, sarà consegnato ai quarti, come da tradizione

 

1956 Ermenegildo Fravega “Scardola” si porta via in barca il maialino, “premio di consolazione” per l’equipaggio quarto classificato

1956 Ermenegildo Fravega “Scardola” si porta via in barca il maialino, “premio di consolazione” per l’equipaggio quarto classificato

 

1966 Operazioni di imbarco per il maialino, appannaggio dei quarti classificati, Palmiro Fongher e Giannino Vianello “Testacalda”

1966 Operazioni di imbarco per il maialino, appannaggio dei quarti classificati, Palmiro Fongher e Giannino Vianello “Testacalda”

 

1971 Palmiro Fongher e Giannino Vianello, dopo la bandiera, ricevono l’altro premio riservato ai quarti classificati: l’ambito maialino

1971 Palmiro Fongher e Giannino Vianello, dopo la bandiera, ricevono l’altro premio riservato ai quarti classificati: l’ambito maialino

 

1974 All’equipaggio Fongher-”Testacalda”, quarto, un gustoso premio: il maialino

1974 All’equipaggio Fongher-”Testacalda”, quarto, un gustoso premio: il maialino

 

2004 Andrea Dei Rossi e Bruno Dei Rossi “Strigheta”, quarti nella gara dei Campioni, ricevono dall’assessore Peres il maialino di vetro, opera dei maestri vetrai di Murano

2004 Andrea Dei Rossi e Bruno Dei Rossi “Strigheta”, quarti nella gara dei Campioni, ricevono dall’assessore Peres il maialino di vetro, opera dei maestri vetrai di Murano

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