dalle novelle di Boccaccio
adattamento teatrale Tindaro Granata
regia Tindaro Granata, Ugo Fiore
con Angelo di Genio, Tindaro Granata, Francesca Porrini, Emilia Tiburzi
scene e costumi Margherita Baldoni
luci Roberta Faiolo
produzione Gli Incamminati Centro di Produzione Teatrale
in collaborazione con Proxima Res
DURATA | 70 minuti
Boccaccesco porta in scena quattro tra le novelle più rappresentative del Decameron, restituendo al pubblico la forza comica, poetica e profondamente umana della scrittura di Giovanni Boccaccio.
Attraverso una narrazione corale e conviviale, lo spettacolo attraversa storie di astuzia, inganno, amore e destino, mettendo in luce quei vizi e quelle virtù dell’animo umano che, ancora oggi, ci appartengono.
La prima novella è quella di Chichibio, il cuoco furbo e innamorato che, grazie alla propria prontezza di spirito e a una brillante capacità di improvvisazione, riesce a salvarsi dall’ira del padrone dopo una bugia nata per amore di una giovane donna.
Segue la storia di Ser Ciappelletto, un uomo malvagio e senza scrupoli che, proprio sul letto di morte, riesce con la sua astuzia a costruire l’immagine di un santo, fino a essere venerato dalla comunità dopo la sua scomparsa.
La terza novella racconta La badessa con le braghe del prete, una storia di equivoci e ironia in cui una giovane novizia, sorpresa con il proprio amato, riesce a sottrarsi al rimprovero della superiora scoprendo un imbarazzante errore: la Badessa indossa per sbaglio le braghe di un prete al posto della cuffia.
Infine, lo spettacolo propone il celebre racconto di Lisabetta da Messina, una delle novelle più intense del Decameron. Una storia d’amore tragica e struggente, dove il dolore della protagonista si trasforma in un gesto estremo di memoria e devozione: conservare vicino a sé il ricordo dell’amato perduto attraverso un vaso di basilico.
Boccaccesco non vuole semplicemente rappresentare le novelle di Boccaccio, ma riscoprire la musicalità dell’antico volgare italiano, quella lingua capace di generare immagini, emozioni e pensiero, e che nel tempo ha contribuito alla nascita dell’italiano moderno.
La parola è il cuore dello spettacolo: attraverso il ritmo, il suono e la coralità degli interpreti, gli attori e le attrici danno vita a un mondo fatto di racconti condivisi, come in una nuova brigata del Decameron.
Le storie di Boccaccio continuano così a parlarci: ci fanno ridere, riflettere e riconoscere, con una sottile e stratificata amarezza, i caratteri e le contraddizioni dell’essere umano e della nostra cultura.