La rabbia è una forza universale, simile a una tempesta: inevitabile in certe condizioni e naturalmente ricorrente. È una forza duplice: al tempo stesso distruttiva e catalizzatrice di cambiamento, una risposta a uno squilibrio.
Nel solo Tempest, Lisbeth Gruwez attinge alla precisione delle arti marziali per incanalare questa forza primordiale e questa energia grezza in una forza concentrata. Un corpo oscillante che si muove tra improvvisi slanci di energia e il potenziale per una chiarezza silenziosa.
La rabbia è qui incarnata come una corrente collettiva — una vibrazione in un campo energeticamente carico, che tutti abitiamo e con cui ci relazioniamo. Tempest ci invita ad assorbire e trasformare la tempesta: a convertire la rabbia in forza. Un luogo dove gli elementi si scontrano, si fondono e si placano in una nuova presenza. Un corpo poroso incontra questa forza, metabolizzando il tumulto in lucidità.
È una danza attraverso l’occhio del ciclone — una danza che apre un occhio dentro la tempesta — rivelando la quiete nel suo cuore.
Lisbeth Gruwez (1977) è una danzatrice e coreografa belga, nonché metà del team artistico di Voetvolk. Ha studiato alla Royal Ballet School di Anversa e, dal 1997 al 1998, presso P.A.R.T.S. a Bruxelles. Ha iniziato la sua carriera professionale con Ultima Vez/Wim Vandekeybus nel progetto pasoliniano Of Heaven and Hell, e in Far from Sleeping Dogs con Iztok Kovač. Dal 1999 ha collaborato con Jan Fabre, interpretando As long as the world needs a warrior’s soul (2000), seguita da Je suis sang (2001), creata per la Cour d’honneur del Festival di Avignone. È stata una delle guerriers de la beauté (“guerriere della bellezza”) di Fabre, recitando anche nel film omonimo di Pierre Coulibeuf (2001). Qualche anno dopo, Jan Fabre ha creato per lei l’iconico solo Quando l’uomo principale è una donna.
Nel 2002 ha lavorato con Needcompany/Jan Lauwers in Images of Affection, per poi collaborare con Grace Ellen Barkey in Few Things e Cry Me a River di Riina Saastamoinen. Nel 2003 ha danzato nella produzione See-Sick di Polydans e nell’acclamato Foi, produzione di Les Ballets C. de la B./Sidi Larbi Cherkaoui. Ha inoltre partecipato all’installazione DON’T, con Peter Verhelst.
Lisbeth ha avuto ruoli principali nei film Lost Persons Area e The Silent Treatment di Caroline Strubbe, regista appartenente alla nuova generazione del cinema fiammingo, i cui lavori sono stati presentati anche al MoMA di New York.
Lisbeth conduce workshop, lavora come coach del movimento, assistente coreografica e consulente per artisti come Maxim Storms, Pieter Ampe, FC Bergman, Charles Pas, Michael De Cock e Kasper Vandenberghe, tra gli altri.
Maarten e Lisbeth fanno parte di “KVS faces” — un collettivo aperto di artisti che, ogni stagione, contribuisce a plasmare e incarnare la visione artistica del teatro KVS.