Analogia del silenzio: il respiro dell'uomo, l'attesa delle cose

da Mercoledì, 13 Maggio, 2026 a Domenica, 14 Giugno, 2026

Filippo de Pisis
Natura morta con pesci, 1943 ca. — Collezione Fondazione di Venezia

Anatole France, 1929 – Collezione Sandro Pertini

In occasione del 130° anniversario della nascita di Filippo de Pisis, il confronto tra un suo ritratto e una sua natura morta rivela il cuore pulsante della sua poetica: quella “zampata” pittorica capace di catturare l’essenza dell’esistere in un istante fuggevole. Per de Pisis non esiste gerarchia tra il volto umano e l’oggetto inanimato; entrambi sono intrisi della stessa malinconica vitalità. Nel ritratto cerca la vibrazione psicologica, traducendo l’anima del modello in segni rapidi e nervosi. Nella natura morta, i pesci non sono esercizi di stile, ma frammenti di vita che vibrano della stessa intensità di un respiro umano.

Accostare queste due sponde della sua produzione significa annullare la distanza tra soggetto e oggetto. Il “silenzio analogo” che li unisce è quello di una materia pittorica che sembra sfaldarsi sulla tela, lasciando spazi vuoti che parlano di attesa e solitudine. Il volto diventa paesaggio interiore, la natura morta si carica di umanità. Sotto il pennello di de Pisis, ogni cosa è viva e ogni cosa ci somiglia.

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Ultimo aggiornamento: 18/05/2026 ore 12:35