Voci del Nord - August Strindberg

Martedì, 24 Marzo, 2026
Ore: 
17.30

Il gruppo oggi discute tre libri di August Strindber:

Il padre.

Il padre, che Nietzsche lesse «con profonda commozione e con eccezionale sorpresa», è un dramma che Strindberg dichiarava di aver scritto «con l’accetta e non con la penna», quadro di orrori domestici sconvolgente per intensità e chiaroveggenza; e qui, forse, Strindberg è riuscito a creare il più terribile fra i suoi personaggi femminili: una moglie borghese che, dietro le tranquille apparenze, è una vera «artista del crimine» e con poche, sottili perfidie riuscirà a far passare per pazzo il marito.

La signorina Julie.

La vicenda si svolge nella notte di mezza estate, la Notte di San Giovanni, di pagana memoria, in cui le gerarchie si assottigliano per far emergere le pulsioni che normalmente non si sussurrerebbero nemmeno, ma che in questa occasione diventano realtà. In questo sabba ubriaco avviene l'incontro tra Julie e Jean. Il pretesto scenico è di matrice sessuale, una attrazione quasi animale della giovane nobile per il servo raffinato e maschio che però risulta essere fidanzato con la cuoca Kristin. Ma quello che potrebbe sembrare il più classico dei triangoli amorosi si piega al ritmo ossessivo del brulicare delle voci del popolo, un sussurro che diviene voce piena, irrompendo sulla scena e materializzando i desideri più nascosti. Un dramma a tinte fosche e incalzante che si chiude su un atto fuori scena che lascia in sospeso il giudizio e la morale; un'opera che sottolinea la maestria di Strindberg nel mettere a nudo i meccanismi più nascosti e violenti dei rapporti umani.​​​​​​​

Il sogno.

Scritto nel 1901, questo dramma si pone sulla soglia del secolo come prefigurazione di tutte le audacie del teatro moderno. "Tutto può avvenire, tutto è possibile e probabile. Tempo e spazio non esistono; su base minima di realtà, l'immaginazione disegna nuovi motivi: un misto di ricordi, esperienze, invenzioni, assurdità e improvvisazioni". Così scriveva Strindberg presentando Il sogno. In effetti anche il lettore di oggi rimane stupefatto davanti alla naturalezza con cui Stri​​​​​​​ndberg scavalca tutte le convenzioni teatrali del tempo per addentrarsi in una nuova regione, in una nuova forma, che si potrebbe definire "teatro psichico".​​​​​​​

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Ultimo aggiornamento: 05/03/2026 ore 09:25