Eco-Pressures Beyond Venice
(THE SKY IS BLUE AND THE SUN IS SHINING)
Eco-Pressures Beyond Venice
Anno Accademico 2025/26
La Fondazione Berggruen Arts and Culture – Palazzo Diedo, la Fondazione Bevilacqua La Masa – Sala Del Camino, la Fondazione SUMus – La Fucina del Futuro ospitano (THE SKY IS BLUE AND THE SUN IS SHINING) Eco-Pressures Beyond Venice dal 17 al 25 Gennaio 2026.
La mostra presenta opere e progetti realizzati dagli studenti del Laboratorio avanzato di Arti visive 2 condotto dalla Professoressa Yuko Hasegawa con la collaborazione di Claudia Rossini.
(The Sky is Blue and the Sun is Shining) <Il cielo è azzurro e il sole splende> enuncia il titolo con ironia tagliente. A una prima lettura, la frase evoca un’idea di sereno e pacifico equilibrio naturale, richiamando un immaginario condiviso di stabilità ambientale. Tuttavia, nel contesto concettuale di questo progetto, funge come un prompt, uno stimolo a farsi domande e a rivelare una serenità piuttosto fragile. Questa affermazione evidenzia crepe e tensioni che non si manifestano solo nella sfera materiale, ma anche nelle reti di intra-azione tra corpi umani, infrastrutture, specie biologiche, dati e tecnologie che modellano la vita contemporanea.
Sviluppato da un laboratorio di arti visive a Venezia, il progetto riunisce 33 studentɜ, tra artistɜ, architettɜ, designer e curatorɜ, presentando opere di nuova produzione. La città è stata considerata organicamente come un laboratorio vivente per riflettere sulle interdipendenze ecologiche, dove i suoi strati storici, simbolici e fisici vengono rielaborati in un continuo esercizio di traduzione. Costruita sull’acqua e continuamente esposta al rischio di essere inondata e sommersa, Venezia simboleggia la condizione di un patrimonio vulnerabile di fronte ai cambiamenti climatici, al turismo e alle politiche di conservazione.
Il progetto si sviluppa attorno a cinque assi tematici che servono da orizzonti esplorativi per la mostra senza imporre una narrativa lineare: Venezia come una rete di attori composta da agenti umani e non umani, le tensioni tra turismo e vivibilità, il ruolo storico della città come spazio di traduzione culturale tra Oriente e Occidente, e la trasformazione degli spazi di attesa e di transito. Questi assi si intrecciano come campi d'indagine sovrapposti, permettendo alle opere di risuonare oltre i confini concettuali e incoraggiando molteplici modalità di interpretazione in ciascuna sede.
Anziché concentrarsi esclusivamente sulla vulnerabilità o sul senso di perdita, la mostra dimostra come la capacità immaginativa, che traduce l'invisibile e le possibilità proiettate, emerga proprio da condizioni di pressione.
Alla Fondazione Bevilacqua La Masa - Sala del Camino, la pressione ecologica si articola attraverso la convergenza di pratiche umane che modellano l'ambiente, il patrimonio culturale e le prospettive future basate su identità legate all'acqua, sulla presenza del corpo, e su forme di difesa individuale e collettiva. Opere che impiegano media e materiali diversi entrano in dialogo tra loro, posizionando l'ecologia non come una preoccupazione astratta, ma come una condizione plasmata da azione, negoziazione e risposta.
Paola Aguilar, Sofia Aloni, Valentina Annesi, Francesca Bonani, Ottavia Carradore, Samuel Cimma, Marco Drago, Gabriele Edomi, Marica Fabris, Damiana Facen, Stefano Gobetti, Cecilia Larese De Santo, Giulia Violetta Macello, Tommaso Macelloni, Simone Marconi, Sofia Montresor, Matilda Nardoni, Maddalena Osti, Carlotta Pozzebon, Tiago Ramos Amico, Emma Romaniello, Volga Sisa, Oliwia Spiralska, Vittoria Todini, Denise Tosato, Eugenio Toscano, Beatrice Toso, Tommaso Tufi, Michelle Xompero.
Professoressa Yuko Hasegawa, assistente Claudia Rossini.
In collaborazione con lɜ studentɜ Matheew Carrillo M., Daniela Matera, Lorenzo Seano, Gabriele Edomi, Matilda Nardoni, Beatrice Toso, Maria Chudy, Tommaso Macelloni, Emma Romaniello, Vittoria Todini, Eugenio Toscano.
info@bevilacqualamasa.it
Tel. 041 274 7570
@bevilacqualamasa