Io Sono Teatro 2019/20

Manifesto

Programma

Teatro per le Feste

Biglietteria del teatro

Dopo i 2.700 abbonati dell'annata appena conclusa, il Teatro Toniolo presenta la stagione teatrale con una serie di importanti novità.

Il nuovo cartellone 2019-20 è costruito per confermare il posizionamento del teatro ai vertici del panorama nazionale, ma soprattutto per rispondere alle esigenze di un pubblico affezionato e attento e anche di nuovi spettatori che si avvicinino al teatro.

È per questo che l’organizzazione della nuova stagione teatrale, in collaborazione con Arteven, ha assunto le caratteristiche di una vera e propria sfida per rispondere in modo adeguato a una domanda sempre più sofisticata.

Le innovazioni introdotte sono numerose e significative.

Nasce infatti un nuovo turno per gli abbonati: il martedì si aggiunge agli ormai tradizionali cinque turni del mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica. Si tratta di una scelta organizzativa impegnativa, per offrire alla città un’ulteriore disponibilità di posti in sala e per permettere a molti di migliorare la propria poltrona. Il nuovo turno prevede 8 spettacoli dal cartellone, così da favorire un taglio maggiormente internazionale sempre più richiesto dal pubblico del Toniolo.

Il cartellone, sulla scorta dell’esperienza maturata in questi anni con qualche esperimento riuscito, diventa sempre più vario mescolando il teatro con la danza, il circo e il musical, facendogli assumere definitivamente un respiro internazionale capace di attrarre nuovi spettatori.

Molto gradito, nelle ultime stagioni, si è dimostrato il cambiamento dell’orario di inizio degli spettacoli: dalle 21,00 alle 19,30. Il Teatro Toniolo è stato un esempio che molti teatri hanno seguito con successo: con questa stagione l’orario delle 19.30 viene scelto anche per il nuovo turno del martedì ed esteso anche al turno del giovedì che quindi non sarà più alle 21.

Il sipario si alza a novembre sull’ultimo capitolo creativo dei leggendari Momix: con Alice, lavoro ispirato all’universo fantasmagorico di Lewis Carrol e del suo Paese delle Meraviglie. L’immaginifico coreografo Moses Pendleton ha scelto di rivelare un mondo magico, dove il corpo umano si trasforma e niente è ciò che appare.

Sul versante “classico” il genio di Molière si presenta nella luce di sorprendente maturità che caratterizza i suoi ultimi testi: La scuola delle mogli attraversa come poche altre opere i chiaroscuri vitali fra gioia e dolore, in un equilibrio sorprendente fra teatro comico e tragico. È una raffinata lettura di Arturo Cirillo, presente anche sulla scena, che mette in luce lo sguardo cinicamente autoaccusatorio dello stesso autore, che sembra voler rappresentare con ironia, ma senza sconti, la propria cedevolezza morale, elevata a emblema dolente dell’umanità intera.

Uno dei romanzi più famosi della letteratura del Novecento, Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov, ha come protagonista il giovane Michele Riondino, a interpretare un “testo pieno di colori potenti e assoluti, tutti febbrilmente accesi, quasi allucinanti”. Così “si passa in un attimo dal registro comico alla tirata tragica, dal varietà più spinto all’interrogarsi su quale sia la natura dell’uomo e dell’amore”.

Brusca sterzata di genere e torna l’inventiva spiazzante e anticonvenzionale di Filippo Timi a segnare con forza anche quest’anno il cartellone del Toniolo. Skianto compone sulla scena una favola amara, in un rincorrersi di sferzate emotive in salsa pop. Come rivela lo stesso attore perugino, “Skianto è la bocca murata; ossia il racconto di un ragazzo disabile che ha il cancello sbarrato. Io spalanco quella bocca in un urlo di Munch.” E continua: “Gli esseri umani sono disabili alla vita. E siamo tutti un po’ storti se ci confrontiamo alla grandezza della Natura”.

Il drammaturgo britannico Michael Frayn, autore dello straordinario Copenaghen, torna con un suo capolavoro. In Rumori fuori scena, del 1977, si raccontano le avventure di una sgangherata compagnia teatrale, svelando con affettuosa ironia le dinamiche che si celano spesso dietro le quinte. Nell’allestimento di Valerio Binasco, gli spettatori assistono alla prova generale della pièce, un congegno teatralmente perfetto di entrate e uscite di scena, accanto a divertenti equivoci e ribaltamenti di prospettiva.

Fra le voci che sostengono con forza la ripresa di un teatro d’impegno sociale con tratti di genuina ispirazione poetica, Simone Cristicchi si è guadagnato con merito una posizione d’eccellenza e torna al Toniolo con Manuale di volo per l’uomo. In una surreale favola metropolitana Cristicchi è Raffaello, un quarantenne rimasto bambino, che possiede dei poteri speciali: la sua mente fotografica è dotata di una lente di ingrandimento che mette a fuoco i particolari, dettagli insignificanti che rivelano però un’infinita bellezza.

Quando l’inventiva dei “classici” si colloca agli albori della storia del teatro, talvolta fissa un modello esemplare, destinato a stimolare riletture nel corso dei secoli, fino a un fitto dialogo con la contemporaneità. È il caso dell’Anfitrione di Plauto in cui, questa volta, i protagonisti, tra i quali Gigio Alberti, Barbara Bobulova e Antonio Catania, aggiornano all’oggi la storia torbida nella quale si consuma il più ambiguo e il più perfido dei tradimenti: quello inconsapevole di una moglie che si concede tra le braccia di una divinità, quanto mai consapevole invece di goderne le grazie e i piaceri.

Proseguendo fra i “classici”, l’opera di Carlo Goldoni offre un banco di prova per una scatenata vitalità drammaturgica. La casa nova presenta gli ingredienti ideali per far rivivere una freschezza d’ispirazione senza tempo. Dialoghi serrati, in cui più che mai il dialetto ritorna quella lingua universale d’affetti. Giuseppe Emiliani, guida un cast composto da Piergiorgio Fasolo, Stefania Felicioli, Lucia Schierano e gli attori della compagnia giovani del Teatro Stabile del Veneto.

Yazmina Reza, la drammaturga franco-iraniana più volte programmata al Toniolo, ci offre le atmosfere drammatiche di Bella Figura, che vede sul palco Anna Foglietta, Paolo Calabresi, Anna Ferzetti, David Sebasti e Simona Marchini. Definito da alcuni“tragedia divertente”, in realtà pende molto più verso toni tragici; una messinscena ridotta e funzionale alla struttura asciutta dell’opera, in accordo con la vocazione dell’autrice a scolpire veri mondi interiori sottotraccia, spesso poco comunicanti e insensibili a sviluppi d’intreccio.

Dopo il successo della prima festosa incursione al Toniolo nel 2017, Recirquel Company Budapest torna con la sua nuova produzione di circo-teatro. My Land è uno spettacolo che ripercorre, in un plastico susseguirsi di corpi animati e cangianti forme mobili, un viaggio alle radici dell’umanità. In scena sette tra i più capaci e talentuosi artisti ucraini di circo, in uno spazio che diviene un’astrazione visiva senza tempo.

A questo punto del cartellone, non poteva mancare il musical di grande qualità. Con più di 8 milioni di spettatori e 12 anni di repliche consecutive solo a Londra, entra in gioco lo show famoso in tutto il mondo: We Will Rock You, nella sua versione italiana. Esempio del genere “musical-jukebox”, punta tutto sull'assemblaggio dei maggiori successi dei Queen e sul ricordo dell’icona Freddie Mercury.

Torna Carlo Goldoni, col suo testo più rappresentato: l’Arlecchino servitore di due padroni con la maschera di scena di Natalino Balasso, per offrire un ulteriore punto di feconda contaminazione fra classico e contemporaneo, dopo l’indimenticabile Servo per due con Pierfrancesco Favino. Famelico, bugiardo, disperato e arraffone, Arlecchino è un poveraccio che costruisce sugli equivoci una specie di misero riscatto sociale.

Dopo le interazioni con altri stimolanti codici espressivi, torna sotto i riflettori la danza “pura”, in una declinazione contemporanea di elevatissima qualità. Ne è protagonista la compagnia L. A. Contemporary Dance Company con Bodytraffic, in una creazione di grande vitalità poetica e raffinatezza tecnica.

Giocando tra i generi di spettacolo, il regista Ferzan Özpetek traspone con perizia dal grande schermo alle assi del palcoscenico il suo Mine Vaganti, film cult del 2010, in grado di sbancare il botteghino e vincere 2 David, 5 Nastri d’argento e 4 Globi d’oro. A Francesco Pannofino è affidato il compito di ricordare, nel ruolo del padre, l’indimenticabile Ennio Fantastichini.

Impatto ben più drammatico assume la proposta di Carrozzeria Orfeo dal titolo Cous Cous Klan. Al centro, uno scenario catastrofico: due roulotte e una vecchia panda semi affossate nella terra, sporcizia ovunque. Voci che si alternano a spot di luci, una vecchia radio e un corpo nudo; questi gli elementi della visione “estrema” di un futuro che manovra oscuramente le scelte dei protagonisti. Sullo sfondo, la lotta per l’acqua potabile divenuta rara e elemento socialmente discriminante.

È difficile dimenticare Il padre interpretato da Alessandro Haber: l’autore di quel testo così struggente è l’appena quarantenne drammaturgo francese Florian Zeller. Quindi torna in un cartellone con Mi amavi ancora. Il dramma di Anne è tutto nel rovello interiore dopo la morte del marito Pierre: gli affetti sono setacciati senza tregua alla ricerca di una qualche verità postuma. A Ettore Bassi, Simona Cavallari e Giancarlo Ratti il compito di interpretare questa ricerca quasi impossibile.

Massimo Popolizio, affiancato in scena da Maria Paiato, presenta un testo drammatico di Henrik Ibsen, Un nemico del popolo. L’opera del 1882 diventa estremamente contemporanea, assorbendo dalla sensibilità d’oggi una inedita forza comunicativa, nel mettere a fuoco il rischio che corre ogni società democratica quando chi la guida è corrotto e la maggioranza soggiace al giogo delle autorità pur di salvaguardare l’interesse personale.

Occhio di riguardo al teatro scelto per passare le feste natalizie e l'ultimo dell'anno in compagnia.

Mai come quest’anno, per le festività natalizie, il Toniolo si propone di risvegliare il bambino che si dice sia dentro ognuno di noi con la proposta Teatro per le Feste.

Il lago dei cigni di Tchaikovsky, messo in scena dal Balletto di San Pietroburgo, apre i giochi prima di Natale.

Allo scadere dell’anno e per festeggiarne insieme la fine, un evento davvero unico nel suo genere: Gran gala du cirque, nel quale si alternano sulla scena i più creativi interpreti circensi del mondo, dal Lido di Parigi al Festival di Monte Carlo, dai teatri internazionali più prestigiosi ai circhi più rinomati, come il Cirque du Soleil. Un'occasione unica.

Per chiudere le feste, alla Befana, il live musical Aladino e la lampada meravigliosa, la fiaba classica che si veste di modernità in uno spettacolo frizzante e divertente confezionato con un’inventiva straordinaria.

 

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