I roditori

Gli ecosistemi urbani attuali hanno messo a disposizione dei ratti rifugi confortevoli e riserve di cibo abbondanti e di facile accesso; il degrado ambientale (rifiuti urbani, case e terreni abbandonati, reti fognarie intasate, ecc.), l'assenza di elementi di disturbo e la riduzione drastica della presenza di predatori hanno contribuito ad aumentare notevolmente il numero dei ratti nelle città.
Tre sono le specie appartenenti alla famiglia dei Muridi considerate cosmopolite e definite 'commensali dell'uomo': il topo domestico (Mus domesticus), il ratto dei tetti (Rattus rattus) ed il ratto delle chiaviche (Rattus norvegicus). Esse non solo hanno un rilevante impatto economico, legato al consumo e alla contaminazione delle riserve alimentari, ma rivestono anche il ruolo di veri e propri serbatoi di microbi (peste, leptospirosi, salmonellosi, ecc.), contaminando, attraverso peli, feci o urine, le superfici che attraversano.

I ratti e i topi sono onnivori e si nutrono di una vasta varietà di cibo, compresi carta e legno. Il pasto può essere consumato in loco o accumulato in appositi spazi ricavati all'interno delle tane.
La loro diffidenza è tale per cui ogni piccola modifica che trovano nelle loro rotte di passaggio, come la presenza di un elemento estraneo (ad esempio un'esca tossica), innesca una "reazione al nuovo" che viene definita "neofobia". Questo comportamento talvolta impedisce la buona riuscita degli interventi di derattizzazione mentre la conoscenza della biologia dell'animale si dimostra di rilevante importanza.

Il topo domestico (Mus musculus)
è il noto "topolino delle case", il più piccolo topo rinvenibile in città.
Trova rifugio in presenza e accumulo di materiale inutilizzato. D'estate visita soprattutto i giardini e i parchi, i fabbricati nei quali entra attraverso fessure anche di mezzo centimetro. D'inverno entra nelle case attratto dal calore, rifugiandosi negli anfratti più nascosti (legnaie, caldaie, magazzini, ecc.).
È un grande arrampicatore per cui lo possiamo ritrovare anche ai piani superiori delle case. La sua attività è prevalentemente notturna ma con un raggio d'azione inferiore ai 10 m.
Ha anche una notevole resistenza fisiologica alle sostanze più comunemente usate come rodenticide e questo può creare problemi nell'eradicazione dell'infestazione.

Il ratto nero (Rattus rattus)
È il "ratto comune" detto anche "ratto dei tetti". Ha sfruttato la sua abilità di arrampicatore e di saltatore per colonizzare le chiome degli alberi, i piani superiori delle abitazioni (come i sottotetti) e i granai.
Benché la sua dieta sia onnivora, conduce un'esistenza semiarboricola, preferendo cibi vegetali (frutti, semi, corteccia degli alberi) e può restare senza bere per lunghi periodi. Come gli altri ratti manifesta abitudini notturne.

Il ratto delle chiaviche (Rattus norvegicus)
Detto anche "ratto bruno", "ratto delle fogne" o surmolotto, è comunemente noto con il nome dialettale di "pantegana".
È più tozzo, robusto ed aggressivo del ratto nero e ha delle straordinarie capacità plastiche e fisiche che gli permettono di appiattirsi e di attraversare fessure di pochi centimetri, di saltare in altezza anche ottanta centimetri e in lungo anche più di un metro; sa nuotare in superficie ed in apnea, scava lunghe gallerie e perfora raschiando e rodendo il cemento e lamine di metalli teneri.
I suoi habitat naturali sono le rive degli scoli d'acqua, dei fiumi e dei canali essendo una specie propriamente terricola-scavatrice. Costruisce tane nel sottosuolo sino ad una profondità di quaranta centimetri, dei veri e propri labirinti con corridoi, camere con funzione di nido o di deposito di riserve alimentari. In ambienti antropizzati lo troviamo nelle discariche di rifiuti, nelle fognature, nelle condutture sotterranee, nelle cantine, nei magazzini, tutti i luoghi tranquilli dove le derrate alimentari o gli oggetti stazionano per molto tempo e sono accessibili facilmente dai roditori.
Le sue abitudini sono essenzialmente crepuscolari e notturne anche se nelle infestazioni più gravi le sue apparizioni avvengono in pieno giorno. La sua presenza è indice di massimo degrado e provoca danni ingenti. 

Il controllo diretto
La lotta contro i roditori può essere effettuata prevalentemente con mezzi meccanici (utilizzo di trappole) o chimici (uso di rodenticidi).
La maggior parte degli interventi di controllo viene effettuata con l'impiego di esche tossiche (sempre contenute in appositi contenitori e mai lasciati libere), costituite da principi attivi a base di anticoagulanti, che portano alla morte dell'individuo dopo alcuni giorni dall'ingestione, evitando che i roditori sviluppino la diffidenza per l'esca.

Rispettando regole preventive, verrebbero meno i fattori legati al cibo ed al rifugio e di conseguenza la popolazione dei ratti/topi diminuirebbe di conseguenza, evitando e limitando l'uso di veleni per affrontare il problema quando è già tardi.

Cosa fa e dove interviene il Comune
Il Servizio, supportato tecnicamente dall'Azienda ULSS 3 Veneziana,

Controllo integrato (I.P.M. Integrated Pest Management)

il sistema più efficace in quanto considera vari aspetti della prevenzione oltre alla derattizzazione chimica. L'azione diretta è svolta con l'utilizzo di esche alimentari e polveri rodenticide a base di anticoagulante di ultima generazione (difenacoum), che per la sua azione cumulativa deve essere consumato per più giorni perchè sia efficace. Questi prodotti sono  quindi, per il basso dosaggio ed il lento tempo d'azione, meno pericolosi per le persone e gli animali domestici.

Sicurezza: vengono prese tutte le precauzioni possibili (oltre a quelle prescritte per legge) in particolare nei confronti di bambini e di altri animali (cani, gatti e selvatici). Laddove possibile, sono stati posti degli erogatori di esca (rat-box) in materiale plastico resistente alla rottura e provvisti di una chiusura di sicurezza, costruiti in modo che né un bambino né un animale diverso dai ratti possano raggiungere l'esca a meno di manomissioni. Nel corso degli interventi e controlli vengono posti dei cartelli informativi.

In caso di ingestione accidentale: rivolgersi ad un medico o telefonare al centro antiveleni il cui numero compare nelle etichette informative (l'antidoto è comunque la vitamina K).

Ambito degli interventi
Tutto il territorio comunale esclusi i siti di proprietà privata, in particolare:

  • strade nei centri abitati adiacenti a fossati;
  • principali tratti di rete fognaria (tombini e caditoie);
  • sponde dei canali e corsi d'acqua dei centri abitati e nelle immediate adiacenze;
  • edifici comunali (quali uffici e non in quelli dati in locazione), depuratori comunali, cimiteri, discariche abusive;
  • scuole di competenza comunale: asili nido, scuole materne e dell'obbligo (sono escluse le scuole di istruzione superiore)
  • adiacenze dei mercati ortofrutticoli, delle pescherie e dei macelli;
  • prossimità dei campi nomadi;
  • siti individuati dal monitoraggio ambientale, che presentano particolari esigenze
 
Cosa possono fare i cittadini nei loro contesti
  • innanzitutto tener conto dei due fattori fondamentali: presenza di cibo ed opportunità di rifugio
  • in contesti limitati: utilizzare esche da collocare in appositi erogatori, da non lasciate alla portata di altri animali (come ricordato nell'Ordinanza del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del 18/12/2008 e succ. mod.),
  • in contesti ampi: rivolgersi a ditte di derattizzazione private e qualificate

Prevenzione e lotta integrata
alcuni consigli che i cittadini, gli esercenti, i conduttori di attività ricettive e di negozi alimentari dovrebbero seguire ai fini preventivi:

  • collocare i rifiuti, nei magazzini o negli scoperti privati, in appositi contenitori di plastica/metallo muniti di coperchio
  • non abbandonare i rifiuti sul suolo pubblico  o fuori dei cassonetti pubblici;
  • non lasciare allo scoperto, nelle ore notturne, residui di cibo per altri animali di affezione (es. gatti) o di allevamento (pollame, ecc.)
  • mantenere in ordine i magazzini, garage, scantinati, ecc. evitando di posizionare generi alimentari a diretto contatto con il pavimento, ma porli su ripiani e scaffalature lontani da terra, proteggendoli in recipienti con chiusura;
  • verificare e chiudere gli accessi con l'esterno (fessure sotto le porte, reti metalliche alle finestre, ecc.) ed avviare gli accorgimenti di piccola manutenzione per impedire l'entrata del topo, utilizzando metodi e materiali a prova di ratto (nel caso della chiusura di parti in muratura, mettere dei frammenti di vetro nell'impasto cementizio)
  • considerare che i ratti possono trovare rifugio nelle intercapedini (es.: dietro pannelli, rivestimenti con cartongesso, ecc.) ed evitare di creare spazi inaccessibili alle pulizie e all'ispezione
  • verificare che gli scarichi dei piani terra siano stati progettati con sifone
  • proteggere i tombini e gli scarichi con griglie metalliche a maglia fitta (non superiore a 1,5cm)
  • provvedere allo sfalcio sistematico dell'erba e non accatastare ramaglie o foglie secche nei giardini
  • verificare l'integrità dei contenitori nel caso del compostaggio domestico
  • potare i rami degli alberi che sovrastano i tetti delle abitazioni o che lambiscono gli edifici
  • avviare sempre una costante ed accurata ispezione degli ambienti interni ed esterni, come giardini e cortili, verificando segni di rosura, buchi, fessurazioni, presenza di feci, ecc.
     

Chi contattare se si avvistano dei ratti

in area pubblica:

  • VERITAS numero verde  800 893 963, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30
  • Comune di Venezia - sistema IRIS, vai su IRIS
  • Settore Tutela e Benessere Ambientale - Servizio Igiene Ambientale e Polizia Mortuaria -  041/2747924 - tutela.animali@comune.venezia.it

in contesto privato:

  • rivolgersi a ditte specializzate (consultare le pagine gialle o rete web "disinfestazione, derattizzazione")
Per saperne di più 
La pubblicazione può essere scaricata ma la diffusione del testo, o parte di esso, deve rispettare l'integrità e riportare la citazione chiara di autori e provenienza
 
Info e contatti:
Servizio Igiene Ambientale e Polizia Mortuaria - Animali
email: tutela.animali@comune.venezia.it
Tel: 041 274 7924 -7951