Autoritratto

Sabato, 7 Novembre, 2026
Ore: 
20.00

di e con Davide Enia
musiche composte ed eseguite da Giulio Barocchieri
luci Paolo Casati
suono Francesco Vitaliti
si ringrazia Antonio Marras per gli abiti di scena
 
co-produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa, Accademia Perduta Romagna Teatri, Spoleto Festival dei Due Mondi
 
Vincitore dei Premi Ubu 2025 nelle categorie miglior Attore o performer e Nuovo testo italiano o scrittura drammaturgica
 
Durata | 90 minuti
 
Come si racconta la mafia quando non è soltanto un fatto di cronaca o di storia, ma una presenza che attraversa la vita quotidiana, il linguaggio, le relazioni e la memoria di un'intera comunità?
 
Con questo nuovo lavoro, Davide Enia affronta Cosa Nostra partendo da una domanda personale: non come comprendere la mafia in astratto, ma come riconoscerne le tracce dentro di sé, nella propria educazione, nella cultura condivisa e nei meccanismi che regolano il vivere insieme.
 
Attraverso il racconto autobiografico, il teatro diventa un processo di autoanalisi che si intreccia con la memoria collettiva di Palermo. I ricordi dell'infanzia, gli incontri con Giovanni Borsellino e padre Pino Puglisi, il senso di vulnerabilità che ha segnato un'intera generazione diventano il punto di partenza per interrogare il rapporto tra individuo, potere e responsabilità.
 
Al centro dello spettacolo emerge una delle vicende più atroci della storia di Cosa Nostra: il rapimento e l'assassinio di Giuseppe Di Matteo, il bambino sequestrato per oltre due anni e infine ucciso per vendetta mafiosa. Un evento che segna una frattura irreversibile nella coscienza civile e pone domande che nessuna risposta può davvero colmare.
 
Corpo, parola, canto, dialetto, teatro di figura e cunto compongono il linguaggio scenico di un'opera che unisce tragedia contemporanea e orazione civile, trasformando il teatro in uno spazio di memoria, confronto e responsabilità.
Più che raccontare la mafia, lo spettacolo invita a interrogare il modo in cui essa continua a riflettersi nelle nostre paure, nei nostri silenzi e nelle nostre scelte. Un autoritratto intimo e collettivo che chiama il pubblico a condividere un percorso di consapevolezza.
 
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Ultimo aggiornamento: 11/09/2026 ore 12:40