Stagione Concerti 2023.24

La nuova Stagione concertistica del Teatro Toniolo porta in scena 12 concerti di grande levatura con artisti e formazioni musicali di fama internazionale, insieme a giovanissimi talenti che si stanno imponendo sulla scena musicale.

fabrizio bosso
È sempre una bella stagione
XXXVIII Stagione di musica da camera e sinfonica di Mestre 2023.24
in collaborazione con Associazione Amici della Musica di Mestre
direttore artistico Mario Brunello
 
 
E' arrivata alla sua 38esima edizione la Stagione di musica da camera e sinfonica di Mestre del Teatro Toniolo, frutto della proficua collaborazione del Settore Cultura del Comune di Venezia con l'Associazione Amici della Musica di Mestre.
 
La stagione 2023.24 ideata dal Direttore Artistico Mario Brunello comprende 12 concerti di grande levatura con artisti e formazioni musicali di fama internazionale, insieme a giovanissimi talenti che si stanno imponendo sulla scena musicale, protagonisti del ciclo intitolato 6 suonato? Stagione giovane, inaugurato nel corso della scorsa stagione. I concerti di 6 suonato? Stagione giovane vogliono essere delle occasioni privilegiate di incontro e di confronto tra i giovani musicisti e gli studenti di alcune scuole secondarie del territorio. Nella mattinata del concerto, i musicisti dialogheranno con gli studenti, presso una delle scuole della Città, suoneranno per loro, risponderanno alle loro domande sul repertorio proposto, con una narrazione “a tu per tu”. Durante il concerto serale saranno gli studenti a raggiungere i musicisti in teatro, per ascoltare la loro esibizione.
 
Una stagione ricca e raffinata che anche quest'anno mira a stimolare la curiosità degli spettatori, offrendo all’ascolto una variegata selezione di musiche che vanno dai capolavori del repertorio classico ad opere eseguite per la prima volta in Italia, dalle incursioni nel jazz alla riproposizione in una nuova veste di alcuni capolavori di Pino Daniele.
 
Ad inaugurare la stagione “26 mani d’oro” di ben 13 pianisti: il maestro Massimo Somenzi insieme a 12 dei suoi migliori allievi che si sono formati sotto la sua guida e diplomati con il massimo dei voti presso i Conservatori di Venezia e Castelfranco Veneto. Dodici pianisti dalle diverse caratteristiche e sensibilità musicali, ma accomunati da un unico maestro, che suonerà insieme a ciascuno di loro in un concerto-maratona che ripercorrerà la storia del duo pianistico. Un progetto irripetibile e complesso, ideato da Massimo Somenzi mosso dall’affetto per gli eccellenti allievi che ha avuto nella sua lunga attività d’insegnamento e dal piacere di suonare insieme a loro un repertorio che ha esplorato approfonditamente nella sua carriera concertistica. Un repertorio, in particolare quello per pianoforte a 4 mani, che pone non pochi problemi di equilibrio sonoro e di identità musicale, e che sarà esplorato in oltre 4 ore di musica.
 
La voce umana e la voce degli strumenti musicali sono al centro del concerto del Duo Dragonfly composto da Danusha Waskiewicz e Naomi Berrill. Due strumenti. Viola e Violoncello. Due voci. Femminili. Eppure le musiciste restano per tutto il tempo soltanto due. Così vuole questa formazione senza precedenti che sembra provocata direttamente dalle pagine di un repertorio
frastagliato di musiche che rinascono in questa occasione: ripensate, arrangiate perchè le variazione di Johann Sebastian Bach o i Songs di Dowland o di Britten prendano una nuova consistenza sonora. Cosi il Seicento di Purcell può entrare in naturale risonanza con il Novecento di Bartok. Dragonfly è un atlante dove musica colta e popolare rovesciano le attese di chi si pone all’ascolto. "Il risultato è una performance magnetica e sognante, ricca di intensità e passione" promettono le due soliste, che hanno scelto la figura della libellula - dragonfly - per rappresentare l'insostenibile leggerezza della musica. Il concerto inaugura il ciclo “6 suonato? Stagione giovane”.
 
Un concerto che unisce un profondo valore simbolico ed una indiscussa qualità musicale, nato nell'ambito del progetto Open Doors for Ukraine, è quello della Kharkiv Chamber Orchestra (Ucraina) insieme al clarinettista Fabrizio Meloni, primo clarinetto solista dell’Orchestra del Teatro e della Filarmonica della Scala di Milano dal 1984. Il progetto è nato nel 2022 in un momento storico e politico internazionale estremamente complesso e doloroso. Lo scopo è quello di creare uno spazio di residenza per i musicisti ucraini e valorizzare il ruolo della Musica nella costruzione della pace con gli "strumenti" della musica. Un vero messaggio di pace e solidarietà al popolo ucraino. L’ensemble della Kharkiv Chamber Orchestra, tutto al femminile, perché non è concesso ai musicisti di sesso maschile di lasciare il Paese, è formato da tredici straordinarie musiciste ucraine, costrette ad una fuga precipitosa dal loro Paese e attualmente impegnate in una tournée italiana fortemente voluta dall’Associazione Culturale Euro Artists. È un appello all’unione e alla fratellanza. Contrapporre la bellezza della musica agli orrori di un conflitto e cercare di supportare concretamente un popolo che da più di un anno convive con una sanguinosa guerra: questo è ciò che si prefigge la serie di concerti in giro per l’Italia.
 
Atteso ritorno sul palco del Teatro Toniolo del duo Giovanni Andrea Zanon (violino) e Leonora Armellini (pianoforte). Due giovani talenti veneti che ben rappresentano l’Italia nel mondo. Giovanni Andrea Zanon ha iniziato lo studio del violino all’età di 2 anni. Nel corso della sua attività musicale ha vinto oltre 30 concorsi nazionali ed internazionali, tra i quali il Riviera Etrusca all’età di 4 anni, il Premio Nazionale delle Arti come miglior violinista dei conservatori italiani, il concorso di Novosibirsk in Russia dove ha ottenuto anche tutti i premi speciali ed il diploma di laurea al Wieniawski and Lipinski Violin Competition di Lublino. Leonora Armellini è stata una giovanissima vincitrice del “Premio Janina Nawrocka” per la “straordinaria musicalità e la bellezza del suono” al Concorso Pianistico Internazionale “F. Chopin” di Varsavia (2010). L’esito è stato brillantemente confermato nell’edizione del 2021, con un Quinto Premio che ne fa la prima pianista italiana ad aver scalato le vette della competizione considerata come il vertice del pianismo mondiale. Il concerto è parte del ciclo “6 suonato? Stagione giovane”.
 
Spazio alle canzoni ed ai brani musicali della tradizione jazz da ballo nordamericana degli anni '20 e '30 con il quartetto Federico Zaltron & Duved Dunayevsky Hot Four. Violino, chitarre e contrabbasso trasporteranno il pubblico nell’atmosfera swing di un secolo fa, grazie alla partecipazione straordinaria del chitarrista e compositore con base a Parigi Duved Dunayevsky, considerato il massimo interprete dello stile chitarristico di Django Reinhardt degli anni Trenta. Attualmente è band leader della sperimentale "Prebop Orchestra” e dell’ensemble “Duved And His Transatlantic Five", che ricalca le orme del leggendario “Quintette du Hot Club de France” di Django Reinhardt. Si esibisce regolarmente in festival Jazz di tutto il mondo, mantenendo vivo il jazz tradizionale, non solo preservandolo, ma ampliandone l’eredità creativa. Anima del quartetto è Federico Zaltron, violinista, improvvisatore, arrangiatore, compositore e didatta, di base tra Parigi e Berlino. Suona prevalentemente swing e jazz tradizionale, ma lavora anche in altri ambiti musicali come jazz contemporaneo, improvvisazione libera, musica classica e musica sudamericana. Il concerto è parte del ciclo “6 suonato? Stagione giovane”.
 
IL CIELO E' PIENO DI STELLE Omaggio a Pino Daniele è il titolo del progetto musicale del celebre trombettista Fabrizio Bosso, accompagnato al pianoforte da Julian Oliver Mazzariello. Il progetto è nato in occasione di una rassegna dedicata ai grandi autori italiani organizzata dal Maxxi di Roma, che affidò a Fabrizio Bosso il compito di rendere omaggio al grande cantautore partenopeo. Pino Daniele è stato uno dei suoi punti di riferimento: «la sua musica mi ha accompagnato ogni giorno nel periodo della vita più complicato, quello dell’adolescenza. Quando ero triste ascoltavo la musica di Pino, ma anche se ero felice era quella la scelta». Immediata la decisione di realizzare questo tributo con Julian Oliver Mazzariello, con il quale il sodalizio dura ormai da un ventennio. La musica di Pino Daniele è molto vicina al jazz, che lui amava, conosceva bene e frequentava attraverso le numerose collaborazioni con, per citarne solo alcuni, Pat Metheny, Rita Marcotulli, Gato Barbieri. L'omaggio di Fabrizio Bosso e Julian Oliver Mazzariello è rispettoso, appassionato, denso di emozione: «Pino ci manca tanto e ci mancherà sempre, ma le sue note continueranno ad accompagnarci».
 
Il concorso pianistico internazionale Fryderyk Chopin di Varsavia è una delle più antiche e prestigiose competizioni pianistiche internazionali. Istituito nel 1927, si tiene ogni 5 anni e sono pochissimi i pianisti italiani risultati vincitori: Maurizio Pollini vinse il Primo Premio nel 1960, Corrado Rollero si aggiudicò il Quarto Premio nel 1990, Alberto Nosè il Quinto Premio nel 2000. Nel 2021 sono stati ben due i pianisti italiani vincitori: Leonora Armellini (Quinto Premio), nel cartellone della Stagione, ed Alexander Gadjiev, vincitore del Secondo Premio e del premio speciale Krystian Zimerman. Pochi mesi prima il pianista goriziano aveva vinto il Primo Premio al Concorso Internazionale di Sydney 2021. Ha tenuto concerti presso: Verbier Festival, MiTo Festival a Torino, il Festival Pianistico Internazionale di ClaviCologne a Düsseldorf, il Piano Festival Rafael Orozco a Cordova, il Festival di Ljubljana, Bologna Festival, Settimane Musicali del Teatro Olimpico di Vicenza, Festival Animato di Parigi, Kammermusik Salzburg Festival, Teatro La Fenice, Kioi Hall e Bunka Kaikan a Tokyo, Kitara Concert Hall di Sapporo, Hyogo Performing Arts Center di Osaka, la Salle Cortot di Paris, il Conservatorio di Mosca, e, inoltre, a Salt Lake City, Istanbul, Barcellona, Roma, Milano e molti altri. Poche settimane fa ha vinto il Premio della critica musicale “Franco Abbiati” come “Miglior solista” dell’anno 2022.
 
Il palcoscenico del Toniolo diventa trampolino di lancio per il quartetto d’archi che vincerà la seconda edizione del Concorso per Quartetto d’Archi “Pietro Marzani”, la cui fase finale si terrà a Rovereto (TN) il 2 e 3 dicembre 2023. Una iniziativa a sostegno dei quartetti d’archi composti da giovani musicisti: l’età complessiva dei quattro componenti non deve superare i 110 anni e quella dei singoli i 30 anni. Progetto in rete tra: Associazione Filarmonica di Rovereto, Amici della Musica di Mestre, Società del Quartetto di Vicenza, Associazione Forlìmusica, Amici della Musica di Ancona, Amici della Musica di Firenze, Amici della Musica di Modena. Il concerto conclude il ciclo “6 suonato? Stagione giovane”.
 
Il concerto del Trio Boccherini (Suyeon Kang violino, Vicki Powell viola, Paolo Bonomini violoncello) costituisce il secondo appuntamento di un progetto triennale dedicato all’esecuzione integrale dei trii per archi e dei quartetti per pianoforte di Ludwig van Beethoven. Ogni anno al Trio Boccherini si unirà un pianista diverso. Nel 2024 sarà Elia Cecino. In programma ogni anno anche la prima esecuzione italiana di un’opera contemporanea per trio d’archi. Nel 2024 sarà This
is the color of my dreams della compositrice americana Alyssa Weinberg, creatrice di una musica definita "letteralmente sbalorditiva" (Chicago Tribune).
Il Trio Boccherini si è costituito a Berlino nel 2014, nel 2015 è stato nominato Ensemble ufficiale dell’ECMA, l’Accademia di Musica da Camera Europea. Il Trio ha già ricevuto ragguardevoli apprezzamenti dalla critica musicale e si è esibito, tra gli altri, alla Wigmore Hall di Londra, alla Konzerthaus di Berlino, ed in Cina per un tour di concerti. Individualmente, i membri del Trio Boccherini svolgono una propria attività solistica, cameristica e come prime parti di importanti orchestre europee.
Elia Cecino è vincitore del XXXVI Premio Venezia e del primo premio ai concorsi di New Orleans (USA), James Mottram di Manchester (Inghilterra) e Ricard Viñes di Lleida (Spagna). Si è inoltre aggiudicato ulteriori riconoscimenti tra cui il Finalist Prize al 17° Arthur Rubinstein Piano Master Competition di Tel Aviv e il Vendome Virtuoso Award all’ 8º New York Vendome Prize. Ha suonato da solista con orchestre tra cui la Royal Liverpool Philharmonic, Orchestra del Teatro La Fenice, Israel Philharmonic, Israel Camerata Jerusalem, Louisiana Philharmonic, Simfònica del Vallès, Sinfónica de Galicia, Düsseldorf Symphony Orchestra, Sinfonica di Milano, FVG Orchestra, Sinfonica Città di Roma.
 
In fase di definizione il concerto che vede rinnovarsi, da molti anni, la solida e preziosa collaborazione con la Fondazione Teatro La Fenice di Venezia.
 
Due fuori abbonamento:
 
- lo spettacolo FRAMMENTI. La musica e me, nato da un’idea di un gruppo di studenti del Liceo “A. Rosmini” di Rovereto (TN), ideazione di Atelier Elisabetta Garilli. Un progetto di rete, prodotto dall’Associazione Filarmonica di Rovereto, che coinvolge 8 partner in 7 diverse regioni. Pensato soprattutto per il pubblico dei giovani, ma apprezzato anche da un pubblico adulto che abbia voglia di giocare con questa materia a volte percepita cosi ostica e impegnativa, è uno spettacolo che porta alla scoperta della musica classica. In scena c’è un giovane attore, Sebastiano Bronzato: un ragazzo che ci racconta il suo rapporto con la musica, che potrebbe essere quello di chiunque sia seduto in sala. Scopriamo cosi che alcuni dei brani più celebri di tutto il repertorio “classico” lo hanno accompagnato nel corso della sua vita, e ancora lo accompagnano, più o meno casualmente, nella sua quotidianità. I brani sono interpretati dall’Orchestra Filarmonica Settenovecento, costituita da 41 musicisti under 30. “Frammenti” è la storia di vita di un ragazzo del 2022, ritratto nella sua quotidianità e velocità di relazione, nella sua vita “frammentata”, dove il tempo che passa non trova spazio per l’incontro con l’io interiore. A poco a poco, la frammentazione viene superata, in un percorso che va a scoprire l’io interiore accompagnato dall’ascolto di melodie celebri, che progressivamente si liberano dal loro rapporto forzato con la pubblicità e con gli angusti spazi ricavati nei ritagli di tempo del quotidiano.
 
- il concerto della GOM Giovane Orchestra Metropolitana, diretta da Pierluigi Piran, a coronamento della nona edizione dei laboratori d’orchestra. Il progetto, nato nel 2015 dalla sinergia tra Associazione Amici della Musica di Mestre, Comune di Venezia e Ufficio Scolastico territoriale di Venezia - Rete delle Scuole ad Indirizzo Musicale della Città Metropolitana di Venezia, è rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio della Città Metropolitana di Venezia. Un attesissimo appuntamento per avere il piacere di sentire i giovani musicisti che crescono assieme e che vivono la musica d’insieme in una esperienza fondamentale per la loro formazione di uomini e di cittadini.
 
Ultimo aggiornamento: 23/06/2023 ore 15:43