Io Sono Danza

Manifesto

L’appuntamento con la danza rinnova ogni anno, al Toniolo, l’impegno a individuare una rosa di spettacoli d’assoluta eccellenza, in virtù di una selezione assai rigorosa volta a toccare esperienze artistiche e registri espressivi a loro modo “esemplari”, e assai differenti.

- Biglietteria

Di Aeros (27 novembre), spettacolo in “coabitazione” col cartellone di prosa, si è già parlato nella sezione lì dedicata; nato da un’idea originale di Antonio Gnecchi Ruscone, per le coreografie di Daniel Ezralow, David Parsons e Moses Pendleton, vede come protagonisti gli Atleti della Federazione di Ginnastica Rumena, alla ricerca di un connubio originalissimo fra azione coreografica e humour, movimento atletico e sensualità.

Con #Hashtag 2.0 (2 febbraio) si cambia radicalmente scenario, virando decisamente in una sensibilità tutta contemporanea; irrompe infatti sulla scena uno sguardo sulla nuova percezione della realtà, fra i bagliori elettronici di display grandi e piccoli e i nuovi riti dei social network. E’ il nuovo, straordinario spettacolo offerto dai Pockemon Crew, compagnia hip hop tra le più titolate al mondo, nata alla fine degli anni novanta sul piazzale davanti all’Opéra di Lione e che ora, guidata da Riyad Fhgani, continua a imporsi nei maggiori contest internazionali con un successo travolgente. Qui la danza attraversa con energia e disincanto alcuni tic e comportamenti cui ormai siamo abituati: dallo sguardo fisso sullo schermo del proprio smartphone mentre si cammina, alla fatale disabitudine a curiosare il reale, con il mondo esterno sempre più declassato a sottoprodotto di un’incubatrice digitale ubiquitaria.

Luogo fertile per la contaminazione fra i vari codici del linguaggio corporeo, la danza è chiamata talvolta ad offrire un terreno esemplare di sintesi; come nel lavoro della celebre compagnia londinese Gandini Juggling, che in Smashed (2 marzo), spettacolo nato in concomitanza con una residenza al National Theatre di Londra, presenta il momento culminante di una meticolosa indagine di Sean Gandini sul rapporto tra giocoleria, danza e teatro, coadiuvato anche dalla lunga collaborazione con il coreografo Gill Clarke. Si tratta di un omaggio a Pina Bausch e al suo Tanztheater, attraverso un Tanzjonglage per nove straordinari giocolieri, che ricreano sulla scena una serie di immagini dal sapore cinematografico, ispirate alle coreografie della Bausch.

La stagione si conclude con uno spettacolo di altissimo livello, che fin dal debutto nel 2012 ha acceso l’entusiasmo della critica e lo stupore del pubblico in tutto il mondo. Carmen.maquia (16 aprile), portato in scena dalla compagnia valenciana Titoyaya Dansa sotto la direzione artistica e coreografia di Gustavo Ramírez Sansano, rilegge il capolavoro di Bizet sotto la lente di suggestioni espressive diverse e convergenti, dalle incursioni ritmiche nel flamenco a un tocco estetico di sapore cubista, emendando la partitura dalle parti corali per garantire un approccio maggiormente essenziale e “minimalista” al canovaccio centrale, centrato sulle vicende dell’eroina di Prosper Mérimée.