Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

Domenica, 10 Marzo, 2019
Ore: 
16.30
 
da L. Sepùlveda
con Serenella Todesco, Angela Graziani, Francesca Foscarini, Pippo Gentile, Stefano Questorio/Marco D'Agostin
scenografie Adriana Sasso
regia Stefano Questorio
dai 4 anni
 
una produzione Ullallà Teatro
 
Kengah, la bella gabbiana dalle piume argentate, sta riacquistando le forze dopo un lungo volo….ma l’onda nera, la maledizione dei mari…………. Zorba è un gatto del porto, una specie di bullo stimato per il suo coraggio e amato dalle più belle gatte di Amburgo ma… ora si trova di fronte ad un bel grattacapo: una gabbiana morente depone un uovo proprio sul terrazzo dove lui è appisolato, e gli ruba la promessa di prendersi cura dell’uovo e del piccolo che nascerà per insegnargli infine a volare. Una promessa è una promessa, e le affannose cure del gatto porteranno i loro frutti: in un momento inaspettato, ecco che l’uovo si dischiude e ne esce una piccola gabbiana dalle piume arruffate.
Tuttavia crescere in un mondo di gatti può essere duro per un piccolo di gabbiana, specialmente se si crede un gatto e fa di tutto per assomigliare a Zorba, che crede essere la sua “Mamma”! Ad ogni angolo un pericolo in agguato: una gatta sciantosa amante dello shopping e dello champagne che quella piccola gabbiana se la vorrebbe mangiare in salsa di mirtilli; e poi l’oscuro mondo dei topi, i grossi ratti del porto che non vogliono certo essere esclusi dall’eventuale lussuoso banchetto! Un susseguirsi di imprevisti e ostacoli mettono a dura prova Zorba, che nelle sue peripezie è aiutato dagli amici gatti, abitanti nel mondo variopinto e strambo del Bazar: la generosità partenopea di Colonnello, la lealtà lamentosa di Segretario, le conoscenze di Diderot che non si separa mai dalla sua preziosa Enciclopedia, aiuteranno Zorba a mantenere la sua promessa e accompagneranno la piccola gabbiana ad affrontare la verità sulla sua mamma e ad accettare la sua vera identità. L’amore e la forza delle promesse fatte, spingeranno i gatti del porto alla felice riuscita nel loro intento: Fortunata volerà! Ma anche Zorba uscirà trasformato da questa esperienza: “E’ molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile, e tu ci hai aiutato a farlo”.
 
Note di regia
Del racconto originale di Sepulveda sono stati sviluppati i nuclei tematici che ci parevano più interessanti e urgenti. Innanzitutto la solidarietà e l’accettazione della diversità, anche se altri temi percorrono lo spettacolo, come l’ecologia, o il tema dell’adozione. Nella trasposizione scenica si è scelto di utilizzare vari linguaggi che vanno dalla danza contemporanea al teatro d’attore, dal video alla narrazione, e si è scelta una scenografia modulare di sapore vagamente minimalista, che si costruisce e decostruisce di fronte agli spettatori, come nei giochi di costruzioni per bambini quali il Lego o il Tangram. Particolare attenzione è stata poi data alle scelte musicali, che vanno dal Jazz, a sonorità contemporanee come quelle di Bjork o dei Sigur Ros, alla musica Sacra di Vivaldi, fino alle sonorità del compositore Pascal Comelade. Nella sua commistione di linguaggi, lo spettacolo vorrebbe essere anche una introduzione ai linguaggi del teatro contemporaneo. Il tentativo è quello di rendere accessibile ad un pubblico non adulto la complessità e la ricchezza della scena contemporanea e presentarlo a quelli che un giorno saranno spettatori adulti e, speriamo, appassionati.
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