Santa Marta

itinerario: Ex Chiesa di Santa Marta - Ex Cotonificio - Chiesa di San Sebastiano - Chiesa dell'Angelo Raffaele - Ex convento delle Terese - Teatro Universitario G. Poli

 

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L’area di Santa Marta occupa l’estremità occidentale della città, dove gli insediamenti di antichissima formazione sono stati sostituiti da quartieri popolari e da costruzioni realizzate tra l’Ottocento ed il Novecento. La zona è caratterizzata anche dalla presenza di edifici di archeologia industriale, grande dimensione: dagli impianti del gasometro a quelli dell’acquedotto, dalle grandi costruzioni dell’ex Cotonificio veneziano agli ex Magazzini Ligabue. Nel corso degli anni, molti di questi edifici, sono stati trasformati in sedi universitarie tanto che la zona può essere considerata una vera e propria cittadella universitaria. L’area, inoltre, è strategica per la vicinanza al porto dove transitano un gran numero di turisti in arrivo e in partenza da e per le diverse località turistiche. Per raggiungere l’area e l’Itinerario accessibile di Santa Marta, partendo da Piazzale Roma potete prendere i motoscafi AVM/Actv accessibili ad una sola carrozzina per volta, di linea 4.1, 5.1 e 6, e scendere alla fermata di Santa Marta. Inoltre, da Tronchetto, per raggiungere Piazzale Roma, è possibile prendere il servizio di funicolare terrestre People Mover.

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Uscendo dall’imbarcadero di Santa Marta, girando a destra, potete arrivare all’ex Chiesa di Santa Marta di origine trecentesca, adibita, dopo il restauro, a centro culturale ed espositivo, gestito dall’Università di Ca’ Foscari.

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Proseguendo lungo Calle Secchi è possibile trovare l’ingresso del Teatro Universitario Giovanni Poli, un edificio accessibile al suo interno che ospita in alcune occasioni spettacoli legati ad importanti eventi culturali veneziani. L’ingresso principale presenta un gradino di 6 cm, mentre, l’ingresso laterale risulta accessibile.

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Arrivando sulla fondamenta è possibile raggiungere l’ex Complesso conventuale delle Terese. Le due ali del monastero racchiudono la semplice facciata della chiesa di Santa Teresa realizzata ai primi del settecento. Il chiostro è accessibile grazie alla presenza di rampe che permettono di superare lievi dislivelli. L’edificio attualmente ospita la sede dell’Istituto Universitario IUAV di Venezia e, durante gli orari d’apertura, dal cortile è possibile accedere ai servizi igienici girando a sinistra subito dopo aver attraversato l’ingresso principale, questi ultimi, infatti, sono accessibili anche a persone con diversa abilità motoria. Il complesso ospita sul fronte del canale anche una scuola dell’infanzia completamente accessibile. Uscendo dall’edificio, oltre il rio, potete scorgere la Casa dei 7 camini, un interessante esempio di edilizia residenziale minore, che nel 1996 venne rialzato di 40 centimetri grazie ad un’operazione sperimentale di ingegneria per salvarlo dall’acqua alta.

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Continuando a percorrere la Fondamenta dei Bari, da cui si può vedere al di là dell’omonimo rio la Chiesa di San Nicolò dei Mendicoli risalente al XII secolo con il campanile veneto-bizantino, arrivando grazie ad una rampa lineare all’ex Cotonificio, un’altra sede dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, sempre durante l’orario di apertura, è possibile attraversare gli spazi universitari mediante una serie di rampe a gradino agevolato per raggiungere la banchina sul Canale della Giudecca. Qui, sul tetto dell’edificio di ingresso, si possono notare le Ali, un’opera simbolo di libertà realizzata dall’architetto Massimo Scolari per La Biennale del 1991 come porta  dell’Arsenale e poi donata all’Università. Arrivando lungo la banchina del porto turistico-commerciale è possibile raggiungere gli ex Magazzini Ligabue, un complesso di capannoni di carattere architettonico preindustriale
con mattoni a faccia vista, originariamente utilizzati come punto franco, recentemente ristrutturati per ospitare aule universitarie dello IUAV e di Cà Foscari. Inoltre, continuando lungo la riva di San Basilio potete ammirare al di là del canale l’isola della Giudecca con l’imponente edificio ottocentesco del Mulino Stucky, un importante esempio di archeologia industriale ora adibito a struttura ricettiva e congressuale.

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Da qui, percorrendo la rampa limitrofa al Terminal Aliscafi della Stazione Marittima, potete raggiungere l’ex Convento di San Sebastiano che ospita la facoltà di Lettere e Filosofia di Ca’ Foscari adiacente all’omonima chiesa. Per accedere al cortile, sul retro, è presente un ingresso per persone con diversa abilità motoria ed una rampa che permette di superare una scala di 6 gradini di 18 cm. Al cortile è possibile giungere anche  varcando il portale d’ingresso sul lato opposto progettato nel 1978 da Carlo Scarpa, che rappresenta un esempio di confronto dialettico tra edifici appartenenti ad epoche diverse e di accostamento di superfici differenti. L’ingresso è sottolineato plasticamente da una cornice in pietra d’Istria modanata geometricamente, mentre, accanto, lastre della stessa pietra rivestono parte del prospetto e, in corrispondenza del margine superiore, incorniciano l’antica statua di San Sebastiano. Per vederlo potete attraversare il cortile e scendere una prima rampa di 3 gradini di 16 cm, affiancata sul lato sinistro da un corrimano per agevolare la discesa, ed una seconda rampa di scale composta da 3 gradini, di cui i primi due sono di 16 cm e l’ultimo è di 12 cm, priva di corrimano. In alternativa, potete uscire dal cortile tornando indietro e raggiungere agevolmente il portale girando attorno all’edificio, non essendo presenti ulteriori barriere architettoniche. Accanto al portale si erge la facciata della quattrocentesca Chiesa di San Sebastiano, uno dei più importanti luoghi dell’arte veneziana, per il grandioso ciclo pittorico attribuito a Paolo Veronese, di cui conserva le spoglie.Interessante è la decorazione delle portelle dell’organo ed il soffitto della sacrestia, accessibile superando due gradini di 10 cm, dove si possono ammirare l’Incoronazione della Vergine, I quattro evangelisti, le Virtù e scene dell’antico testamento. All’interno della chiesa sono custodite, inoltre, alcune opere di Paris Bordone e di Jacopo Sansovino, nonché Il San Nicolò di Tiziano. Tuttavia, attualmente, a causa della presenza del cantiere di restauro all’interno della chiesa, i suoi ambienti interni possono essere ammirati solo dall’ingresso, in quanto non è consentito al pubblico proseguire oltre per ragioni di sicurezza.

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Usciti dalla chiesa potete tornare in Campazzo San Sebastiano e, dopo il Campo Drio al Cimitero, trovare la Chiesa dell’Angelo Raffaele, dove al centro dell’imponente facciata è possibile ammirare il gruppo marmoreo  rappresentante l’Angelo Raffaele. Per accedere alla chiesa vi sono due ingressi: quello principale presenta due gradini, mentre, quello laterale non presenta alcuna barriera architettonica. 

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Tornando indietro, potete concludere l’itinerario oltrepassando il Ponte Molin, di proprietà dell’Autorità portuale, dotato di rampa metallica provvisoria che garantisce il collegamento con le Zattere e la fermata di San Basilio, dove potete prendere nuovamente i motoscafi AVM/Actv di linea 5.1 o 5.2 o il vaporetto AVM/Actv di linea 2. A tal proposito, vi consigliamo di contattare l’ufficio tecnico del Porto di Venezia al numero 041 5334111 per  verificare le tempistiche di installazione della rampa. Dalla fermata di San Basilio potete decidere di rientrare al Tronchetto, a Piazzale Roma e alla Ferrovia o potete proseguire verso est lungo le Zattere per percorrere l’Itinerario accessibile di Zattere - Accademia - Salute, oltrepassando il Ponte Longo dotato di rampa da settembre a giugno. In alternativa, girando verso sinistra, potete prendere Calle del Vento ed iniziare l’Itinerario accessibile di Santa Margherita.

Per ulteriori informazioni sull’accessibilità e gli orari dei vaporetti, di apertura degli edifici e delle Chiese indicate, consultare:

www.actv.it; www.visitmuve.it; www.chorusvenezia.org; www.iuav.it; www.port.venice.it; www.wctoilettevenezia.com