Poesia e contemplazione - Antonella Anedda

Venezia, Sant'Elena
Centro Studi Donne per la Pace,
Campo della Chiesa, 3
 
Lunedì 18 aprile

POESIA E IMMAGINE
 
16-18: intervento poetico
18-20: laboratorio di poesia aperto anche alle partecipanti del laboratorio di arti visive organizzato da Waves.

L'incontro rientra nel programma "Poesia Infinito Reale", organizzato a cura della Associazione Settima Stanza scuola di poesia e WAVEs (Women Arts Venice), con il sostegno del Centro Donna del Comune di Venezia.

Il ciclo Poesia Infinito reale  mette insieme nella formula poesia filosofia + laboratori ( poesia e arti visive) il rapporto parola- immagine declinate nella gradualità delle sezioni cha vanno dal reale quotidiano alla dimensione contemplativa e mistica.
I laboratori poetici sono a cura degli autori invitati e dalle responsabili di La Settima Stanza e Waves, mentre i laboratori di arti visive, che sviluppano l'espressività e la soggettività dei partecipanti attraverso vari linguaggi a partire dalla pittura, sono a cura di Federica Montesanto e M.Luisa Pavanini  

Antonella Anedda,  dal 1992 con la sua raccolta poetica " Residenze invernali" è stata via via invitata a presentare numerose sue successive pubblicazioni: "Notti di pace occidentale"- Premio Montale- nel 1999, "La luce delle cose"-raccolta di saggi- nel 2000, " Dal balcone del corpo", sua ultima raccolta poetica nel 2008, diventando e restando amica fedele della nostra associazione.
Ha sempre accompagnato la poesia con la scrittura  saggistica e narrativa in cui i riferimenti e le riflessioni sulle immagini artistiche sono affascinanti occasioni meditative.
L'ultima sua pubblicazione,  " LA VITA DEI DETTAGLI"- Donzelli, 2009- in cui lei stessa sperimenta  nuove interpretazioni  e nuove modalità espressive componendo testi con dettagli visivi, ha il seguente sottotitolo: Scomporre quadri,/ immaginare mondi.  Nelle introduttive" Istruzioni per l'uso"così l'autrice si propone: "L'iconologia.....se nel tempo ha nutrito la mia passione, da tempo mi ha mostrato quella che sono: una collezionista, un'adoratrice solitaria di immagini" , e così conclude: "Usando lo sguardo come coltello, redigendo a memoria, seminando queste pagine di indizi volevo che ognuno avesse il suo quadro, inventasse un'altra storia, vedesse, a sua volta, in modo impensato".