Nuvola Camera nasce a Como nel 1998. Nel 2021 si diploma al triennio di Pittura e Arti Visive presso l'Accademia di Belle Arti NABA (Milano) sotto la guida di Adrian Paci, di cui ora è assistente presso il corso di Pittura. Nel 2025 si diploma al biennio di Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia.
Nel 2025 partecipa ad una residenza in Francia presso il Centre International d’Art et du Paysage, vincendo il bando “Nuovo Grand Tour”. È assegnataria degli atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa nell’anno 2024-2025. Nel 2024 è vincitrice del Premio Rotary “Be the Difference With Art”, nel 2023 partecipa a una residenza presso Dolomiti Contemporanee, è vincitrice del Premio Città di Treviglio e nel 2022 è finalista del Premio Francesco Fabbri.
Tra le mostre più recenti si ricordano: 2025: GRANDA, Fondazione Bevilacqua la Masa, Venezia, a cura di Antonio Grulli; Soft Grounds (solo), The Information Lab, Milano, a cura di Filippo Percassi; Sine Sole Sileo, Tube Culture Hall, Milano; 2024: Il Respiro del Buio, Spazio VM12, Milano, a cura di Spaghetti Boost; From the Passenger’s Seat (solo), Spazio MenoUno, Treviglio, a cura di Laura Santini; USCITA PISTOIA, SpazioA gallery, Pistoia; 2023: Lost in the Garden, private show at Iva Lulashi’s studio, Milano, a cura di Domenico de Chirico; Antares, Magazzini del Sale, Venezia, a cura di Daniele Capra; Delle Foreste e delle Acque, Neoformazioni forestetiche, Nuovo Spazio di Casso, Casso, a cura di Gianluca D’Incà Levis.
La pratica artistica di Nuvola Camera si concentra principalmente sulla pittura di paesaggio.
Attraverso una radicale riduzione delle forme, il suo lavoro sovverte le modalità convenzionali di questo genere e della fruizione dello spazio. Ogni apparizione sul piano pittorico trattiene memorie stratificate e, al contempo, apre a una dimensione che trascende il momento storico o il dato geografico. Rendere visibile lo scorrere del tempo attraverso l’utilizzo di una pronunciata matericità e di sovrapposizioni o cancellazioni di diversi piani visivi è diventato un elemento rilevante della sua pratica, elemento costantemente in dialogo (e in conflitto) con la persistenza dell’immagine figurativa.
La sua è una prospettiva non gerarchica: considera la pittura una pratica intrinsecamente antispecista, che presuppone un livello costante di attenzione nell’osservazione del mondo, indipendentemente dal soggetto su cui di volta in volta si concentra, affinchè si svelino i misteri, o i meccanismi, della visione. È allora che le cose più marginali, raramente osservate, rivelano la propria carica di senso. La sua pratica mira a generare una dissonanza cognitiva che induce l’osservatore a rivedere il proprio sistema di rappresentazioni — quei presupposti paragonabili al pregiudizio nella sfera dell’intelligenza. L’occhio crede di riconoscere l’oggetto, ma la forma si dissolve, sollecitando una revisione del senso di familiarità nei soggetti più ordinari.
Nonostante l’impianto analitico, la pittura di Camera conserva un’intensa componente emotiva. Come afferma Aldo Rossi nell’Autobiografia Scientifica, “il progetto di architettura si identifica con la vita stessa”: analogamente, pur evitando attentamente il soggetto umano, la sua pittura rispecchia un vissuto personale nella speranza di elevarlo a esperienza universale.
Il suo metodo di lavoro si configura come una resistenza quotidiana alla razionalizzazione, mantenendo un’affinità profonda con pratiche quali la meditazione, la psicoanalisi o la deriva situazionista. L’obiettivo è quello di dare la possibilità di scoprire qualcosa di nuovo in ciò ci circonda e accade quotidianamente, di creare uno spazio in cui farsi stupire.
Chiostro SS. Cosma e Damiano - Giudecca

Senza Titolo
acrilico su tela
2025
40 x 50 cm