L’Accademia di Belle Arti di Venezia presenta Re-trahere, mostra personale dell’artista tibetano Awangzhaba, a cura del professor Paolo Fraternali di asia.program ABAV, realizzata in collaborazione con LINLI Art Space. L’esposizione, che rientra nel palinsesto de “Le Città in Festa”, sarà aperta al pubblico dal 3 luglio al 3 agosto 2026 negli spazi del Padiglione 36 a Forte Marghera.
La mostra sarà aperta con i seguenti orari: mer-ven 16-20, sab-dom 11-20. L’ingresso è libero. L’inaugurazione è in programma giovedì 2 luglio alle ore 17.30.
Con Re-trahere, il programma internazionale asia.program ABAV prosegue il proprio impegno nella valorizzazione delle ricerche artistiche contemporanee, favorendo il dialogo tra culture, poetiche e sensibilità diverse. La mostra si configura come un viaggio nell’enigma del volto, tra assenza, mistero e metamorfosi spirituale. Da decenni Awangzhaba sviluppa una ricerca che intreccia questioni estetiche, ontologiche e metafisiche: il ritratto non è restituzione mimetica di un’identità stabile, ma luogo di rivelazione del mistero. Ogni volto dipinto si sottrae allo sguardo, si ritrae, lasciando emergere una presenza che coincide con la sua stessa assenza.
Nei dipinti della serie "Occhi", realizzati con tecniche pittoriche stratificate su lino e ispirati al principio filosofico “Uno genera Due, Due genera Tre, Tre genera tutte le cose”, l’artista evoca l’esperienza infantile della foresta al calare della notte: una relazione inquieta tra lo sguardo che cerca e l’infinito arretramento del cercato.
Le opere su carta di riso – tra cui Ando Chamba, Yongdeng (Geshe) e Dudeng Living Buddha – presentano figure divine incarnate nella mimesi del corpo-volto umano, prive di attributi essenziali e portatrici di un mistero più denso. Le serie La Grandezza Umana dietro la Divinità e Il Libro del Desiderio propongono una riflessione sull’evoluzione umana come cammino spirituale: l’Io e i corpi superiori si trasformano attraverso il Mistero, in una “respirazione cosmica” tra mondi fisici e mondi spirituali.
Chiude il percorso la serie "I Grandi Realizzati", omaggio a Tsangyang Gyatso, sesto Dalai Lama e poeta di fama mondiale, i cui canti d’amore – tramandati nell’edizione xilografica tibetana di Lhasa e tradotti in oltre venti lingue – costituiscono un patrimonio culturale prezioso. In questi ritratti l’interiorità singolare si immerge nel tutto della natura e si espone al nulla dell’io.