Molière

da Mercoledì, 17 Marzo, 2027 a Domenica, 21 Marzo, 2027

Mercoledì 17 marzo ore 19.30
Giovedì 18 marzo ore 19.30
Venerdì 19 marzo ore 21.00
Sabato 20 marzo ore 19.30
Domenica 21 marzo ore 16.30
 
L'arte della beffa
 
Alessio Boni
 
testo di Francesco Niccolini 
liberamente ispirato a La vita del signor de Molière di Michail Bulgakov
regia Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer
cast in via di definizione
 
Durata: 90 minuti atto unico
 
Dalla prigione al successo della corte: la vita rocambolesca e l'eterno genio di Molière.
 
Era destinato a diventare un tappezziere come suo padre, ma suo nonno lo portava a vedere gli spettacoli di strada dei comici italiani e lui, appena fu grande abbastanza, si diede al teatro.
La sua prima compagnia fu un tale disastro che gli costò la prigione per debiti.
 
Suo padre lo tirò fuori dal carcere e lui partì insieme ad un teatro viaggiante. Per quindici anni se ne andò in giro per la Francia e, oltre che attore divenne anche autore, prima di pessime tragedie, poi di farse così geniali e divertenti da riportarlo a Parigi a recitare per Luigi XIV, il Re Sole.
 
Da quel momento fu l’uomo di teatro più amato dal Re e dal pubblico parigino, ma anche il più odiato da tutti gli altri: attori invidiosi, cortigiani arrivisti, accademici bigotti, medici affaristi, ipocriti uomini di fede, mercanti disonesti, mariti traditi, donne sempre troppo alla moda, intellettuali salottieri e tanti altri gli giurarono vendetta perché lui li copriva di ridicolo in scena e castigava, con loro, l’infinita gamma dei vizi umani.
Qualcuno ha scritto che il suo teatro trasformò gli artigiani e i bottegai parigini nel popolo che, un secolo dopo, fece la prima grande rivoluzione d’Europa, la Rivoluzione Francese.
Di sicuro rivoluzionò il teatro. Commedia dopo commedia i suoi personaggi diventarono veri: non più maschere, ma donne e uomini vivi. La scena diventò specchio deformante e sincero della realtà, luogo privilegiato di sguardi impietosi dove è permesso ridere di tutto, anche delle ferite dolorose che l’era moderna apriva nelle coscienze.
 
La sua irriverente follia creativa bussava alle porte del tragico, lo scandalo e i pettegolezzi intorno ai suoi lavori ed alla sua vita privata aumentavano, come il numero dei suoi anni.
I suoi nemici divennero troppi, la censura non gli dava pace, i gusti del re iniziarono a cambiare e le persone che più amava iniziarono a tradirlo, ma lui non smise di battersi come un leone per il suo teatro e la sua compagnia, scrivendo i suoi capolavori più celebri.
 
Se la sua vita sembra uscita da un romanzo, la sua morte non è da meno: morì in scena, dove aveva vissuto, fra le risate del pubblico e l’incredulità dei suoi attori.
Dopo il funerale segreto riservato agli attori che non abiuravano il loro mestiere, quando cent’anni dopo la nuova Francia repubblicana ne cercò la tomba per trasferirne il corpo in un mausoleo dedicato al genio più illustre della nazione, non riuscirono a trovarlo.
 
Ce n’è abbastanza per credere che sia solo un morto immaginario e che, vivo e modernissimo come il suo teatro, continui la sua tournée per i teatri di tutto il mondo.
 
Signore e signori, ecco a voi Molière!

 

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Ultimo aggiornamento: 16/07/2026 ore 14:21