Lavori in corso - Work in progress

Mercoledì, 22 Maggio, 2019
Ore: 
21.00
 
Liceo G. Berto - Mogliano Veneto
 
autore: testo autoprodotto
regia: Elisabetta Milisenna
responsabile del laboratorio: Elisabetta Milisenna
musiche e scenografia: Berto’s Lab Academy
coreografie: Paola Fabris
adattamento: Elisabetta Milisenna
 

con: Andreola Noemy, Bardi Carlotta, Bardo Tommaso, Bertoli Anastasia, Bettin Alessia, Blonda Silvia, Boccuzzi Agnese, Bogos Madaleyna, Bonato Elettra, Carraro Arlene, De Franceschi Filippo, Di Noto Riccardo, Gava Matteo,, Guala Cora, Lanza Jessica, Lucato Sofia, Magoga Chiara, Michielan Nicolò, Migliore Sofia, Napolitano Anna, Olivari Emma, Pascoschi Lisa, Pasin Nicolas, Pavanato Lisa, Peraro Simone, Piovesan Federico, Piva Eugenia, Pjolla Kristina, Polido Beatrice, Psalidi Filippo, Scaggiante Rebecca, Simons Fede, Tedeschi Anna, Toso Sofia, Vianello Benedetta, Yakovlyeva Ivanna, Zago Angelica, Zago Giovanni, Zambon Giovanni, Zanette Bovo Milenka, Zullo Martina

durata: 60 minuti

Ingresso libero

La vicenda è incentrata sulle vicissitudini di una scalcinata compagnia di attori “Rollercoasters” (Montagne Russe) alle prese con l'allestimento di una commedia degli errori farcita di sardine, cavi che si sganciano e intrusi di ogni genere. Nel mettere in ridicolo i tradizionali meccanismi della commedia classica (dallo scambio di ruoli all'agnizione finale), l'intreccio della trama passa in secondo piano rispetto alla caratterizzazione estrema dei personaggi fino a farli diventare stereotipi. Il lavoro presentato è un tipico esempio di metateatro in cui la regia si diverte a mescolare e confondere scena e vita reale, accomunate dalla precarietà e dalla labilità di apparenze egualmente ingannevoli. Non si tratta più semplicemente della rottura dell'illusione scenica: l’illusione stessa, con un gioco molto più sottile, viene messa in discussione in quanto tale, postulando che i personaggi esistano di per sé stessi al di fuori della finzione, e insinuando il dubbio che non esista una realtà oggettiva (di cui il teatro sarebbe “mimésf’, imitazione), ma che la vita reale sia non meno illusoria, inafferrabile, inconsistente ed evanescente del mondo fittizio inventato dall'arte. Il ritmo incalzante, le gags, gli equivoci, i colpi di scena tengono il fiato sospeso e convincono gli spettatori a fare il tifo per i “Rollercoasters” è il gioco del teatro nel teatro, di immediato effetto comico. Work in Progress celebra il teatro nel modo migliore: prendendolo in giro. “Portare le sardine dentro, portare le sardine fuori...E’ la farsa. E' il teatro. E' la vita!”

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