La temperatura dell'aria a Venezia

La temperatura dell'aria a Venezia (2002-2020)

Il Centro Previsione e Segnalazione Maree dispone di una rete telemareografica, in funzione dal 1982, per la misura dei parametri meteo-marini. La rete, inizialmente dedicata principalmente alla rilevazione dei valori di livello di marea, di vento e di pressione atmosferica, negli anni 2000/2002 è stata integrata con numerosi sensori meteorologici tra i quali la temperatura dell'aria, che viene rilevata in città e in mare. Per analizzare l'andamento della temperatura dell'aria a Venezia sono stati analizzati ed elaborati i dati dal 2002 al 2020 provenienti dal sensore collocato nella zona centrale della città, precisamente a Palazzo Cavalli, sede del Centro Previsioni e Segnalazioni Maree. I dati disponibili dal 2003 hanno cadenza di 5 min mentre per l'anno precedente sono stati utlizzati i dati orari.
Il World Meteorological Organization (WMO) nel 1992 definisce la temperatura dell'aria come "la temperatura indicata da un termometro esposto all'aria in un luogo al riparo da radiazione solare". Le misure a nostra disposizione, pur non rispettando completamente tali indicazioni a causa delle difficoltà di installazione dei sensori in area urbana o in mare aperto, rappresentano senz’altro una corretta indicazione sul fenomeno fisico. L’unità di misura della temperatura, come stabilito dal sistema internazionale, è il grado centigrado (°C).

1. Temperature massime e minime

Nella tabella sottostante sono riportati i record delle temperature massime e minime registrate a Venezia

Le massime temperature giornaliere  sono state registrate nel periodo estivo, in particolare tra i mesi di luglio e agosto, fatta eccezione per maggio 2009. Negli ultimi giorni di questo mese, infatti, in diverse regioni del nord Italia (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Lombardia) sono state registrate temperature superiori alla media stagionale. La maggior parte dei record fanno riferimento all’estate del 2015, considerata dal CNR la terza estate più calda dal 1800, dopo il 2003 e il 2012.  Nell’estate del 2015, oltre alle temperature elevate, favorite dal susseguirsi degli anticicloni nord-africani, è stato registrato un periodo di precipitazioni scarse (quasi assenti) tra luglio e agosto che hanno causato forti danni all'agricoltura.
Le temperature più basse si registrano maggiormente nei mesi di dicembre e febbraio. In particolare si distinguono i mesi di dicembre 2009 e febbraio 2012. Nell’inverno del 2009 l’Italia è stata colpita da un’eccezionale ondata di freddo che ha portato temperature estremamente basse e forti nevicate, in particolare tra il 18 e il 21 dicembre. Nei primi 15 giorni di febbraio 2012 sono state registrate temperature notevolmente sotto la media. In Veneto i record di temperatura più bassa sono stati registrati il giorno 6. Inoltre tra il 2 e il 5 febbraio è avvenuto il congelamento della superficie dell'acqua di diverse zone della laguna.

2. Andamento annuale

L’andamento della temperatura nel corso degli anni è stato analizzato tramite il calcolo delle medie annuali successivamente messe a confronto con la media del periodo (2002 – 2020). La temperatura media del periodo relativa a Venezia è risultata essere 15,9°C.
Nel grafico sottostante vengono rappresentati i valori medi annuali di temperatura in relazione alla media del periodo e alla media mobile sui 5 anni. L’andamento della media mobile attorno alla media del periodo ci mostra un progressivo aumento nel corso dei 20 anni.

Prendendo come riferimento il documento La temperatura dell’aria a Venezia dal 1959 al 1995 di Padre Giulio Avi, la temperatura media del periodo (36 anni) risultava essere di 13.7°C. Rispetto alle analisi degli ultimi 20 anni risulta una differenza di +2,2°C.

3. Andamento mensile

Nel grafico sottostante vengono riportate le temperature medie mensili calcolate nel periodo di riferimento. Il mese di luglio risulta essere il più caldo con 26.3°C di temperatura media  mentre il mese più freddo risulta essere gennaio con 5.8°C.

4. Andamento stagionale

Quando si parla di stagionalità bisogna distinguere le stagioni meteorologiche da quelle astronomiche in quanto per le analisi meteorologiche le due definizioni non coincidono. Le stagioni meteorologiche non prendono come riferimento i giorni di solstizio ed equinozio ma l’intero mese in questa suddivisione:
Inverno: dicembre – gennaio – febbraio
Primavera: marzo – aprile – maggio
Estate: giugno – luglio – agosto
Autunno: settembre – ottobre – novembre

5. Trend 

L’analisi sui trend statistici si è focalizzata sui dati di temperatura registrati in città. Affinché le elaborazioni possano avere una validità climatologica, il set di riferimento è stato integrato e ampliato a 51 anni (1970 - 2020) grazie ai dati provenienti dall’Osservatorio meteorologico dell’Istituto Cavanis di Venezia.

Per la ricerca di un possibile trend all’interno della serie storica di dati, è stato utilizzato il test MAKESENS “Mann-Kendall test and Sen’s slope estimates”, del Finnish Meteorological Institute. I dati sono stati suddivisi in stagioni climatologiche e successivamente sono state calcolate le tendenze annuali di media delle temperature massime, media delle temperature minime e media delle temperature medie.

I risultati ottenuti hanno evidenziato per tutte le analisi un trend crescente con un un minimo ma costante aumento della temperatura dell’aria nel corso degli anni a Venezia. Siccome i dati relativi alla stagione invernale si disperdevano maggiormente rispetto alle altre stagioni, per poter studiare meglio il legame tra lo scorrere del tempo e l'aumento della temperatura, sono stati calcolati gli indici di correlazione: 

I valori relativi all’inverno (seppur moderati) sono inferiori rispetto alle altre stagioni. Il trend di crescita della stagione invernale risulta quindi il più difficile da interpretare. La correlazione maggiore si ha sui dati di media delle temperature minime relative ad autunno e primavera.

Per quanto riguarda la stagione estiva dai risultati delle analisi svolte ci si aspetterebbe un valore di correlazione maggiore ma i valori di alcuni anni particolari possono alterare il valore. Ad esempio nell'estate del 2003 sono state registrate temperature al di sopra della media in tutta Italia e nelle estati del 1984 e 1995 temperature più basse, a causa del transito di diverse perturbazioni dovute alla posizione dell’anticiclone delle Azzorre che ha favorito la formazione di campi di bassa pressione sul Mediterraneo e sull’Italia.

6. Anomalie termiche

Per avere un ulteriore conferma dell’aumento nel corso degli anni della temperatura, è stata fatta l’analisi delle anomalie termiche nel periodo 1970 - 2020: per ogni anno è stata calcolata la differenza tra la temperatura media annua e il valore medio del periodo (1970-2020). Tale differenza è stata calcolata per stagione climatologica prendendo in considerazione i dati annuali di media delle temperature medie. Il progressivo aumento della temperatura è visibile in tutte e quattro le stagioni.

7. Confronto tra mare e laguna

Per analizzare la presenza di differenze tra la temperatura registrata in città e in mare sono stati considerati i dati relativi alla Piattaforma ISMAR – CNR, situata a 15km dalla costa. Sono stati messi a confronto i risultati ottenuti dall'analisi annuale, mensile e stagionale: la differenza tra le temperature medie di città e mare risulta essere di circa 0,5°C

Per quanto riguarda l'analisi delle medie mensili, durante i mesi estivi in mare si registra una temperatura in media più bassa di 1,5°C mentre nei mesi invernali più alta di circa 0,5°C

Come nelle precedenti analisi annuali e mensili, anche per l'analisi stagionale troviamo una differenza di valore tra la media registrata in città e quella registrata in mare. Questa differenza è data dall’azione termoregolatrice del mare; la capacità termica permette al mare di cambiare temperatura in modo più graduale creando una differenza di temperatura con la terra. Questa differenza di temperatura genera uno scambio di calore grazie al quale il mare d’estate assorbe calore dalla terra e d’inverno lo rilascia gradualmente, creando un clima mite nelle zone adiacenti.

8. Ringraziamenti

Le elaborazioni statistiche contenute in questa pagina sono state possibili grazie al contributo di:

- Kiara Isoldi che, nell’ambito del Servizio Civile Universale svolto presso il nostro Centro, ha portato a compimento il lavoro mediante l’integrazione del data base, l’elaborazione statistica dei dati e la rappresentazione dei risultati con grafici e tabelle;

- Giulia Adolfo ed Elisa Danesin che, nell’ambito del loro stage universitario presso il nostro Centro, hanno eseguito il controllo e l’integrazione dei dati registrati dalla rete di rilevazione meteomarina del Centro Maree e, inoltre, elaborazioni statistiche sui risultati;

- Marcello Cerasuolo, colonnello in congedo dell’Aeronautica Militare esperto di meteorologia, che ha gentilmente offerto linee guida sulle metodologie da utilizzare nell’elaborazione e rappresentazione dei dati meteorologici.

A tutti loro va il ringraziamento del CPSM.