La famiglia dell'antiquario

Domenica, 3 Marzo, 2019
Ore: 
16.30

 

Piccolo Teatro Città di Sacile

ovvero La suocera e la nuora
di Carlo Goldoni
regia di Filippo Facca
 
La commedia
Sesta delle quindici commedie scritte nel 1750, La famiglia dell’antiquario
offre a Goldoni la cornice ideale per deridere in lingua “i vezzi colti” dei suoi
concittadini, col pretesto di una trama apparecchiata a Palermo, ma condita
dalle maschere della tradizione veneziana. Troviamo così Arlecchino, occasionalmente
travestito da Armeno per meglio gabbare il padrone di casa,
Conte Anselmo Terrazzani, sprovveduto antiquario dilettante; e poi Brighella,
servitore briccone e tramaccione; Colombina, cameriera astuta e pettegola;
Pantalone, che ha voluto maritare la figlia Doralice al contino Giacinto
e vede ora sfumare la cospicua dote nelle stramberie antiquarie del Conte.
La vicenda si complica perché tra la nuora Doralice e la suocera Contessa
Isabella non corre affatto buon sangue, soprattutto a causa dei loro invadenti
consiglieri, il mellifluo Cavaliere del Bosco e la frivola Madama Beatrice.
Come rimettere a posto le cose, prima che la famiglia cada in rovina?
Note di regia
Non tira aria buona in casa del Conte Anselmo. Venti di guerra tra la moglie
e la nuora, un figlio che non sa che pesci pigliare, servi profittatori che
tramano con furbi consiglieri e faccendieri, magione in dissesto, finanze in
caduta libera… non resta che darsi all’antiquariato! In una delle commedie
più “decadenti” del genio veneziano, in cui anche le allegre maschere
sembrano vestire panni logori e ambigui (come Arlecchino, “maschera
mascherata”…), si sviluppa una trama che vuol far sentire quanto acre
possa essere l’odore del denaro. Soprattutto di quello che non c’è. Il ripetitivo
quantificare qualsiasi cosa in zecchini, l’impostare rapporti umani su
trattative economiche, la ricerca di ogni personaggio del proprio tornaconto
“prima che la nave affondi”, lo smarrire il giudizio dietro a vuoti passatempi,
sembra far sussurrare all’autore il consiglio di confrontarsi con valori
più profondi e veri. Un suggerimento da tenere ben presente. Sempre.
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