The Farm. La fattoria

Martedì, 29 Maggio, 2018
Ore: 
21.00

Sezione Giovani: Stabilimento teatrale Officine Pinelli - Spinea

autore: liberamente ispirato alla FATTORIA DEGLI ANIMALI di George Orwell
regia: Roberta Borghi
adattamento: Roberta Borghi e Paolo Zaffaina
consulenza esterna: Fabrizio Paladin
responsabile del laboratorio: Roberta Borghi
scenografia: Alberto Guariento e Camilla Barbiero
preparazione attoriale: Luigi Ballarin
arrangiamento musica: Alberto Guariento
con: Rita Martello, Micol De Pisi, Riccardo Fincati, Alex Bianco, Sara Cosmo, Pietro Brunello, Alessio Priarolo,
Irene Buccovich, Sofia Gorghetto, Paride Muzio, Giovanni Narto
 

durata: 60 minuti

La semplicità apparente del testo nasconde un complesso strutturato di significati a più livelli: un’analisi anche sagace e con diverse sfumature comiche delle dinamiche che scaturiscono qualora si deleghi in tutto ad altri la gestione delle nostre libertà. Gli animali della fattoria sono per G. Orwell e anche nella nostra visione degli “escamotage” (essi si ribellano al fattore Jones stanchi di essere sfruttati e intrisi almeno all’inizio di ideali democratici) per spiegare in termini semplici i meccanismi che portano alle dittature. È un’opera rivolta dapprima ai popoli, ai cittadini e poi un monito ai governanti.
Abbiamo cercato di evidenziare le chiavi di volta della storia inventando e riadattando il testo, sezionandolo in tanti quadri che diano però assieme una visione generale del messaggio insito nella Fattoria. Tutto questo, dapprima attraverso lo studio del testo ed un confronto dialogico con ragazzi, poi con il lavoro fisico e creativo.
Quando e come nasce una dittatura? Quali sono i meccanismi agenti in essa? I popoli sanno gestire le loro libertà? È necessario essere parte attiva della comunità perché queste si alimentino?
Solo se riuscirà a dominare la società e a subordinare la macchina economica ai fini della felicità umana, e solo partecipando al processo sociale, l’uomo potrà vincere ciò che oggi lo porta alla disperazione: la sua solitudine, il suo sentimento di impotenza”. Erich Fromm
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