Bonvià! La piccola grande Odissea di Timul

da Lunedì, 26 Marzo, 2018 a Martedì, 27 Marzo, 2018
Doppio spettacolo ore 9.15 e ore 10.45
 
età: 7-10 anni
con: Susi Danesin 
regia: Gaetano Ruocco Guadagno 
scenografie e costumi: Alberto Nonnato
 
Spettacolo riservato alle scuole
 

Idea del progetto

L'uomo e il viaggio sono un binomio indissolubile nella storia dell'umanità. Da sempre c'è chi viaggia per fuggire, chi per raggiungere la speranza, chi per costruire il suo futuro, chi perché curioso vuol saziare la sua sete di conoscere o la fame di sapere... Chi viaggia da sud verso nord, chi da nord verso sud... Chi da est raggiunge l'ovest e chi percorre il verso opposto... Consapevoli però che i "nord", i "sud", gli "est" e gli "ovest", sono sempre diversi, così come tantissimi sono i luoghi d'arrivo perché altrettanti sono i luoghi di partenza. Il viaggio è per l'uomo il momento in cui egli compie un percorso che lo porterà fino alla "meta successiva"... Una metafora del cambiamento, dell'evolvere, del conoscere, che ha in comune per tutti un obiettivo chiaro: un'esistenza serena, gioiosa, sicura, una condizione migliore. Ciò che per i filosofi greci antichi ha sempre coinciso con il fine ultimo di tutte le azioni dell’uomo, il fine ultimo della vita: la ricerca della felicità.

Lo spettacolo affronta il tema del "viaggio" e il "viaggiatore" e prende spunto dalla storia di colui che la letteratura definì il re dei viaggi: Ulisse. Per Ulisse, il fine ultimo dell’Odissea non è tanto Itaca, quanto il viaggio che lo riporterà a casa, durante il quale l’eroe greco supererà ostacoli di ogni tipo, rinnovando la propria conoscenza del mondo e di se stesso. L’Ulisse di Omero è un perfetto esempio della "tensione" alla ricerca che porta alla felicità.

Il protagonista della storia che andremo a raccontare sarà un novello Ulisse che, così come fu per l'eroe, avrà nel genio e nell'astuzia il suo unico bagaglio per affrontare il viaggio, di cui non interessa la meta ma il percorso, quello che egli riuscirà ad inventarsi per affrontare difficoltà, attese, gioie e paure. Un susseguirsi di situazioni avvincenti, epiche, poetiche e divertenti, che in scena si trasformerà in un continuo utilizzo 'improprio" degli oggetti, del corpo e della storia, in un vero e proprio "elogio alla creatività". Il tutto raccontato attraverso il linguaggio universale del corpo, nel silenzio condito da suoni, in una chiave comica e poetica.

 

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