Tutte le creature abitano il confine
da Domenica, 6 Settembre, 2026 a Domenica, 27 Settembre, 2026
Henri Beaufour | Chiara Calore
Tutte le creature abitano il confine
A cura di: Luca Berta e Francesca Giubilei
Sede: Palazzetto Tito - Fondazione Bevilacqua La Masa, Dorsoduro 2826, Venezia
Date d'apertura: Dal 5 al 27 settembre
Opening: Sabato 5 settembre, dalle 18.30 alle 20.30
Orari: Da mercoledì a domenica, dalle 10.30 alle 17.30
La mostra bi-personale, a cura di Luca Berta e Francesca Giubilei, indaga le soglie dell'identità, della forma e dell'alterità, trasformando l'interruzione imposta dalla scomparsa di Beaufour in un inaspettato e potente rilancio del dialogo artistico.
Dal 5 al 27 settembre, gli storici spazi di Palazzetto Tito, sede della Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia, ospitano Tutte le creature abitano il confine, mostra bi-personale che unisce le visioni di Henri Beaufour e Chiara Calore. L'esposizione, curata da Luca Berta e Francesca Giubilei, si configura come una profonda conversazione visiva e concettuale tra due artisti di generazioni differenti (Beaufour, 1965-2025; Calore, 1994).
Il progetto espositivo nasce originariamente dall'idea di esplorare le profonde convergenze nel lavoro dei due autori, accomunati, pur nella diversità formale e tecnica dei loro linguaggi, da un'instabilità di fondo dei soggetti indagati, costantemente in bilico verso una fase metamorfica: umano/animale, terreno/ultraterreno, quotidiano/mitologico.
Al primo piano di Palazzetto Tito, il percorso espositivo guida il pubblico attraverso un continuo confronto tra opposti. Le immagini ne alterano i confini, rendendoli sempre più incerti e aprendo uno spazio sospeso, difficile da interpretare. Da una parte, le figure minuziosamente ritratte da Chiara Calore emergono da un brulicare di esseri, oggetti e piccoli eventi che animano le sue superfici pittoriche; dall'altra, le forme scolpite da Henri Beaufour si presentano come superfici instabili, zone di trasmittanza dove l'inquietudine interiore si riflette nel gesto creativo primordiale dell'impronta.
Un dialogo ininterrotto di fronte all'alterità: la mostra assume un'ulteriore e toccante importanza alla luce delle recenti e drammatiche circostanze che hanno visto la prematura scomparsa di Henri Beaufour, avvenuta nel novembre del 2025, proprio mentre questo dialogo artistico muoveva le sue prime battute. Questo tragico evento avrebbe potuto interrompere l'intero progetto di mostra, invece ha consentito di svelarne il nucleo più profondo. Entrambi gli artisti, infatti, hanno sempre puntato lo sguardo con insistenza e rigore sul tema della morte, incorporando la consapevolezza della mortalità nel loro stesso modo di concepire l'arte. Le loro opere testimoniavano già quello che la contingenza della vita ha reso evidente, ovvero che un dialogo, anche appena iniziato, può sempre interrompersi perché uno dei due non ci sarà più. Oggi Henri Beaufour è assente, ma le sue opere parlano con una voce resa ancora più chiara e incisiva da questa assenza. E adesso tocca a Chiara Calore a prendere la parola, plasmando il suo immaginario in risposta a questo filo dialogico.
Le opere di Beaufour (teste, animali, ritratti) abitano gli spazi di Palazzetto Tito accanto a quelle di Calore, rivelando inediti risvolti di significato. Come sottolineano i curatori: "Le opere d'arte dicono sempre qualcosa di più e di altro rispetto a quello che può mai avere inteso il loro autore. È vero, Beaufour non potrà rispondere direttamente in questa conversazione che prosegue. Ma le sue opere diranno forse qualcosa che non avevano mai detto prima, rilanceranno la loro enigmatica presenza a contatto con un altro enigma."
La pittura di Chiara Calore e la scultura di Henri Beaufour si rispondono attraverso le sale, fino a un estremo incrocio/scambio di medium, che presenta due autoritratti: una scultura in ceramica di Calore accostata a un dipinto su tavola di Beaufour.
Questo dialogo tra artisti di diversa generazione risponde inoltre alla missione originaria della Fondazione Bevilacqua la Masa, istituzione presso cui Chiara Calore è già stata borsista nel 2018, ovvero quella di sostenere e promuovere la ricerca artistica contemporanea giovanile.
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