Polyphony of Stones

Martedì, 24 Marzo, 2026
Ore: 
19.30

Enzo Favata soprano sax, bas clarinet, live electronics synth samplers
 
Tenores di Bitti
 
Omar Bandinu voce basso, piano & live electronics
Marco Serra voce contra
Bachisio Pira voce voche mesu voche
Arcangelo Pittudu voce voche mesu voche
 
 
Un progetto musicale di grande suggestione promosso dall’associazione “Amici della musica di Mestre”, che unisce il canto tradizionale sardo, il jazz e l’elettronica in un’esperienza di ascolto intensa e coinvolgente. L’appuntamento al Toniolo di martedì 24 marzo alle 19.30 con “Polyphony of Stones” è dedicato alla memoria di Nives Ardu recentemente scomparsa e per molti anni componente della segreteria della associazione e nasce dall’incontro tra Enzo Favata, musicista jazz tra i più originali del panorama italiano, e i Tenores di Bitti, tra i più autorevoli interpreti del canto a tenore, una pratica vocale antichissima profondamente legata alla cultura pastorale della Sardegna e riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Il riferimento alle “pietre” del titolo richiama i paesaggi megalitici e la dimensione arcaica della memoria, mentre l’intervento tecnologico apre lo spazio a una rilettura contemporanea di quei materiali sonori. Vanno in scena, quindi, cinque voci e un universo sonoro che intreccia tradizione e sperimentazione, creando un dialogo continuo tra passato e presente per uno spettacolo lontano dal folklore che racconta una Sardegna complessa, in cui voci antiche e linguaggi contemporanei convivono in equilibrio. “Polyphony of Stones rappresenta bene lo spirito con cui costruiamo la nostra programmazione: la volontà di mettere in dialogo tradizione e ricerca, radici e contemporaneità – spiega il presidente dell’associazione “Amici della musica di Mestre”, Mauro Pizzigati - È un progetto che nasce dall’ascolto reciproco tra artisti provenienti da mondi diversi e che invita il pubblico a vivere la musica come esperienza, non solo come esecuzione. Crediamo che proposte di questo tipo arricchiscano il panorama culturale della città e stimolino una curiosità sempre nuova verso linguaggi musicali meno consueti”.
 
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Ultimo aggiornamento: 11/03/2026 ore 11:04