Odisseo

Giovedì, 23 Maggio, 2019
Ore: 
21.00

 

I.T.I.S. A. Rossi - Vicenza
 
autore: liberamente ispirato all’Odissea di Omero
regia: Valentina Brusaferro
assistente alla regia: Roberta Magnaguagno
responsabile del laboratorio: Roberta Magnaguagno
scenografia: Il Cantiere Teatrale, Valentina Brusaferro, Roberta Magnaguagno
adattamento: Valentina Brusaferro
musiche: varie
 

con: Alberto Fanchin, Alberto Tedesco, Alessandra Simionato, Anna Boscaiolo, Antonio Sabbatini, Chiara Piccoli, Emma Pelattiero, Enrico Bellon, Gaia Sartori, Giovanni Bevilacqua, Isabella Lucietto, Marco Marangoni, Marco Zamperetti, Michele Fantelli, Thomas Stella

durata: 60 minuti

Ingresso libero

Proviamo a dialogare con il mito attraverso una rispettosa ricerca, una consapevole complessità e una leggera follia. Affrontiamo l'opera di Omero utilizzando il testo originale, e molte altre versioni riscritte in prosa o versi, riconoscendo in Odisseo i temi che riguardano la vita di ogni essere umano. Attraverso i contenuti simbolici e metaforici del poema, sviluppiamo le immagini che l'opera ci offre, con le quali percorriamo il viaggio di Ulisse. Che è il viaggio di ognuno di noi. L'approccio all'opera passa per una cauta esplorazione, fino all'assedio del testo, alla rottura linguistica, alla violazione dei temi, giungendo infine alla scoperta del verso e alla sacralità delle parole. Il lavoro si nutre di suggestioni musicali, coreografiche, visionarie, e si traduce in azione scenica. L'incontro con l'umano, con il sovrannaturale, con l'altro da noi; le figure archetipiche, i mostri, gli spiriti, le anime amiche, gli esseri divini e le ombre, accompagnati da un paesaggio che accoglie e talvolta respinge, o imprigiona, un paesaggio vivo, che si trasforma e si deforma assieme al protagonista. Al centro del nostro lavoro, il corpo dell'attore, come strumento espressivo che accompagna al cuore della storia, luogo originario del vissuto, dove riconosciamo l'anima dei personaggi, e incontriamo il teatro. Emergono allora molte verità che non possono che raccontarsi sempre in maniera diversa, mostrando le interpretazioni di un significato ultimo, comunque parziale e sfuggente, che l'essere umano inutilmente insegue, senza mai poterlo raggiungere. Come nel peggiore degli incubi. O nel migliore dei sogni.

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