08-10.05.2026 Bike festival "PAVÈ, Pedalando a Venezia"

#FestaEuVenezia2026

VENERDÌ 8 MAGGIO 2026
Proiezione film "Les chant des forets"
Inserito nel bike festival "PAVÈ - Venice Bike Festival"
ore 18 Auditorium M9 - Museo del '900, Via G- Pascoli 11, Mestre
==> Evento inserito nella Festa dell'Europa a Venezia 2026
Ingresso gratuito su prenotazione 
 
VENERDÌ 8 - DOMENICA 10 MAGGIO 2026
Installazione visiva di "Il canto del ghiaccio"
Inserito nel bike festival "PAVÈ - Venice Bike Festival"
ore 10-19 Foyer M9 - Museo del '900, Via G. Pascoli 11, Mestre
==> Evento inserito nella Festa dell'Europa a Venezia 2026
Ingresso gratuito
 
 
Dall'8 all’11 maggio 2026 si tiene "Pavè - Pedalando a Venezia", il bike festival di narrazione che per il quinto anno crea uno spazio di comunità per riflettere insieme sul tempo che viviamo e immaginare nuovi mondi.
Con talk, film e 1 installazione fotografica, per il quinto anno Pavè crea uno spazio di comunità per riflettere sul tempo che viviamo e immaginare nuovi mondi. Si pedala con le spettacolari gravel ride attorno alla Laguna di Venezia.
 

Il bike festival “PAVÈ, pedalando a Venezia” è ideato e realizzato da La Velostazione Venezia, in collaborazione con M9-Museo del '900 e Veneto Land of Venice, con il patrocinio di Regione Veneto, Università IUAV di Venezia, Le città in festa del Comune di Venezia, Europe Direct Venezia Veneto del Comune di Venezia, Caorle Venezia, FIAB Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta. I luoghi dell’evento sono l’auditorium di M9 Museo del ‘900 per le giornate di venerdì e sabato e il Parco San Giuliano la domenica dove verrà allestito il Pavè Village per la partenza delle gravel ride e la dimostrazione del Bike Polo.

PROGRAMMA COMPLETO PAVÈ 2026

Iniziative del bike festival “PAVÈ, pedalando a Venezia” in collaborazione con Europe Direct Venezia Veneto del Comune di Venezia:

=> Venerdì 8 maggio ore 18.00, M9 - Museo del '900
Proiezione del film "Les chant des forets" (Finlandia | 2025 | 95 min), un film di Vincent Munier: ambientato nei boschi dei Vosgi, il documentario è un viaggio visivo e sensoriale nella natura.
Linci, orsi, cervi, gufi e galli cedroni diventano parte di un universo silenzioso e potente, in cui ogni suono sembra custodire un sapere antico.
Munier non si limita a esplorare la bellezza selvaggia del paesaggio: la sua è una vera e propria meditazione sul tempo, sulla memoria e sulla trasmissione della conoscenza tra generazioni. Attraverso una narrazione essenziale ma profondamente emotiva, il regista intreccia tre sguardi: il proprio, quello del padre Michel e quello del figlio dodicenne Simon. Insieme, i tre condividono giornate in una baita immersa nei boschi, illuminate solo dalla luce calda delle candele, dove i racconti del padre si trasformano in insegnamenti per il nipote e in ricordi. I paesaggi innevati diventano distese bianche e aperte, la nebbia avvolge i pini scuri, ogni immagine è costruita con una cura quasi pittorica.
La ricerca del gallo cedrone, creatura elusiva e simbolica, guida l’intero racconto. Un pretesto narrativo sufficiente a dare senso e direzione a un’opera che è soprattutto contemplazione, ascolto e connessione profonda con il mondo naturale.
Un’esperienza di rara intensità, dove il paesaggio si fa maestro silenzioso, custode di una saggezza che attraversa le generazioni e ci ricorda, senza retorica, quanto siano sottili ma essenziali i legami che ci uniscono alla terra e tra di noi.
 
Accesso gratuito su prenotazione 
Per maggiori informazioni clicca qui
 
=> 8-10 maggio ore 10.00-19.00, Foyer di M9 - Museo del '900 
Installazione visiva di “Il canto del ghiaccio” (Italia | 2025 | 8 min) a cura di Paolo Ghisu e Stefano Collizzolli: Il Canto del Ghiaccio è un progetto documentario di lungo periodo, che osserva e ascolta la fusione del ghiacciaio del Làres, in Trentino, nel gruppo dell’Adamello. Decine di salite in quota che intrecciano documentazione, raccolta di video, fotografia e suono. Tre capitoli, modalità diverse di restituire questa esperienza. Un calendario di incontri per condividere il racconto e costruirne azione.
L’Estate del Làres è il primo capitolo di questo racconto: una stagione sulla vedretta, condensata in pochi minuti. Un omaggio alla bellezza di ciò che già non è più.
L’installazione è un breve film sulla visibilità del tempo e sull’impermanenza del mondo: il ghiaccio che fonde è acqua nevicata migliaia di anni fa, acqua fossile che scompare a ritmi vertiginosi. E aria di un remoto passato che si dissolve inavvertitamente in quella del presente.
 
Ingresso gratuito
Per maggiori informazioni clicca qui

 
Alcune foto dell'evento del 2025:
 
Per maggiori informazioni:
 
 
Ultimo aggiornamento: 22/04/2026 ore 12:44