Città Metropolitana / Gli eventi di settembre

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Caorle
5 settembre
Passeggiata musicale,
ore 19.45
piccoli concerti simultanei.
ore 21.15
Concerto finale: Symphonic Queen
 
Camponogara
7 settembre, ore 21.00
Skyline é il profilo delle nostre città, è una linea creata dagli edifici, è il segno che attraversa il cielo e unisce tutte le forme all’orizzonte e per questo rappresenta e caratterizza l’unicità di ogni luogo, sia naturale che urbano.
Tra questi edifici la danza verticale si inserisce con una performance spettacolare dove i danzatori disegnano il cielo con il loro corpo e fanno condividere l’immenso panorama a chiunque guardi.
Lo spettacolo dona alla città uno skyline potente dove la poesia della danza e e della musica dipingono nuove prospettive e visioni. 
I danzatori si muovono leggeri con una diversa gravità, sospesi ma solidamente attaccati alle architetture che fanno da cordone ombelicale alle dinamiche e al guizzo energico del volo. 
 
Dolo
8 settembre, ore 21,00
Symphonic Queen
Una Suite in più tempi tratta dalle melodie più famose dei QUEEN reinterpretate dalla voce di Laura Ivan.
Un prologo strumentale introduttivo creerà un magico collante classico - rock con arrangiamenti per band e grande orchestra sinfonica.
In anteprima sarà presentato "Time Waits For No One" il brano inedito del leggendario Freddie Mercury seguiranno: Radio Ga Ga - The show must go on - Bohemian Rhapsody - Love of my life - We Will Rock You - Crazy Little Thing Called Love - Don’t Stop Me Now - I Want to Break Free - We are the champion - Somebody to Love e molti altri.
 
Cavarzare
9 settembre, ore 21.00
Fossalta di Portogruaro
10 settembre, ore 21.00
La Vedova Allegra è senz’altro l’operetta più popolare e più amata in tutto il mondo ed è un capolavoro di genuina ispirazione dove i protagonisti  sono coinvolti in un vorticoso e divertente scambio di coppie, di promesse, di sospetti e di rivelazioni. Un parapiglia che, come è naturale che sia in una operetta, al termine si ricompone nel migliore dei modi con il matrimonio fra la bella vedova Anna Glavari e l'aitante diplomatico Danilo. 
Così, nel finale, tutti cantano la celeberrima marcetta "E' scabroso le donne studiar!"  in una Parigi elegante e spensierata, come elegante e spensierata vuole essere questa nuova e smagliante edizione de La Vedova Allegra.
 
Spinea
9 settembre 21.30
Skyline, spettacolo di danza verticale
14 settembre ore 16.45
Seme di mela, spettacolo per bambini dai 3 ai 7 anni
21 settembre ore 16.45
Pippi Calzelunghe, spettacolo per bambini dai 4 ai 10 anni
 
Chioggia
10 settembre ore 21.00
Passeggiata musicale, piccoli concerti simultanei.
ore 22.30
Symphonic Queen
 
Bibione
12 settenbre ore 21.00
Compagnia Bandakadabra, Figurini
Quadri, figure, figurini. Un susseguirsi di “immagini musicali”, di piccoli atti unici legati tra di loro dal meccanismo dell'associazione mentale, della citazione, delle scatole cinesi, o molto più semplicemente da un accordo in Si bemolle.
La Bandakadabra, estrosa formazione di fiati e percussioni torinese, una “fanfara urbana” secondo l’efficace definizione di Carlin Petrini, nata sulla strada, in mezzo alla gente che si sa, in quelle situazioni, è tutta da conquistare, fa un ulteriore passo avanti nella sua carriera e si cimenta in uno spettacolo comico-teatral-musicale dai toni vagamente surreali e dadaisti, capace, all’occasione, di abbattere la quarta parete e creare un flusso di comunicazione con gli spettatori seduti in platea.
A fare da fil rouge naturalmente la musica, l’unica capace di unire immaginari, situazioni e temi tra loro apparentemente inconciliabili: un riferimento alle atmosfere western e alle colonne sonore di Ennio Morricone si trasforma presto in un brano dei Beatles che a sua volta diventa l'occasione per riflettere ironicamente sulla “tossicità” degli smartphone e sulla sfortunata vita amorosa dei musicisti di “insuccesso”.
Ma tutto, qui, è anche un qualcos'altro: gli strumenti “suonano” ma posso diventare oggetti di scena, la musica non è solo da ascoltare ma anche da vedere. In questo continuo gioco di rimandi e mutamenti, i “figurini” della Bandakadabra provano sempre a costruire un dialogo con il pubblico, perché lo spettacolo sia anche un’occasione per scambiarsi qualcosa. Proprio come si faceva da bambini, giocando con le figurine, quando sui “celo celo, manca” si costruivano amicizie indissolubili e grandi passioni”.
 
Vigonovo
6 settembre, 21.30
15 settembre, 21.00
Alice nel paese delle meraviglie
La celebre e senza tempo storia di Carroll , che racconta della piccola Alice e dei suoi viaggi nel Paese delle meraviglie, viene riproposta in una versione inedita dove un narratore accompagna i bambini a conoscere il viaggio di Alice. Alice incontrerà tutti i personaggi a cui grandi e piccini sono legati: il Cappellaio Matto e la Lepre Marzolina, il Brucaliffo, il Ghignagatto e la temibile Regina di cuori. Il narratore oltre a raccontare interagisce con la storia suonando lui stesso con vari tipo di strumenti le musiche e i suoni che accompagnano il viaggio. Questo per avvicinare i ragazzi a più livelli di interazione: quello visivo, con la parte recitata,quello comprensivo, con le spiegazionidl narratore e quello uditivo associando gli strumentia movimenti e situazioni particolari della trama. Gli attori reciteranno con delle maschere per rendere il più reale e magico possibile la resa dei vari personaggi.
 
Scorzè
18 settembre ore 17.00
CRA CRA... e altre storie di animali ovvero le storie che viaggiano
Fiabe dunque. Le fiabe sono tornate, quelle di tradizione popolare, anzi le fiabe etniche, come qualcuno arditamente le definisce.
È stata anche la trasformazione rapidissima dell'Italia (una metamorfosi davvero, come nelle fiabe) con la presenza ormai stabile di donne, uomini, bambini provenienti da paesi e culture lontanissime, ad alimentare questa fame di fiabe.
La loro origine si è persa nel tempo, ma sono ugualmente arrivate fino a noi attraverso la tradizione orale. Il loro è stato un lungo viaggio fra le culture del mondo, per poi arrivare ad essere un grande patrimonio
mondiale.
Cenerentola, il gatto con gli stivali, Pollicino, sono infatti il primo esempio di interculturalità; le troviamo in ogni angolo del mondo.
La prima Cenerentola si pensa sia nata in Cina e la notte del ballo
portava ciabattine infradito; in Marocco indossava zoccoletti; in
Europa scarpette di cristallo o vetro.
Da queste ed altre riflessioni nasce questo progetto, l'idea di
raccontare storie del mondo utilizzando:
tecniche di narrazione tipiche della tradizione dei cantastorie, dei
griot, delle nonne o dei vecchi saggi dei paese più lontani;
suoni, rumori, odori, strumenti musicali caratterizzanti la tecnica
narrativa di questo o quel paese.
Un viaggio che non mancherà di stupire, divertire, commuovere,
apprezzare la grande ricchezza delle diversità.
 
Fiesso D'Artico
24 settembre ore 20.00
Il 15 agosto 1521, Angelo Beolco detto “Ruzante” si reca con Alvise Cornaro, suo mecenate e “datore di lavoro”, presso il Barco di Altivole, ex residenza di Caterina Cornaro (ultima regina di Cipro), per un grande ricevimento dato in occasione della visita del cardinale Marco Cornaro, vescovo di Padova dal 1517 mai fisicamente insediatosi nella diocesi patavina.
L’occasione è ghiotta per andare a reclamare la presenza del vescovo a nome di tutta la città di Padova. Ruzante non se la lascia scappare e il giorno di Ferragosto pronuncia davanti al cardinale una mirabile orazione, chiamata poi Prima Orazione, che negli anni, alla prova scenica si è rivelata un magistrale monologo teatrale.
Al porporato Ruzante descrive le bellezze del contado pavano (i possedimenti del vescovado), ne esalta la lingua e le bellezze femminili e, con iperboli ardite, richiede al cardinale (in modo alquanto rivoluzionario per l’epoca) il mutamento delle leggi canoniche che regolano la vita dei contadini. Oltre a ciò l'Oratione intendeva soprattutto proporsi come polemica contro la sterile erudizione accademica, attraverso l’uso di un linguaggio, quello dei villani, che rifaceva il verso alle pompose orazioni che qualche giorno prima le autorità padovane avevano rivolto al Cornaro stesso.
Nel cinquecentenario di questa orazione civile, Theama ripropone l’Orazione, ma con una visione moderna, quasi contemporanea, con un linguaggio addolcito rispetto alla stesura originale e con il contributo sulla scena di una voce “accademica” che in sinergia rappresentativa con l’attore sul palco, riporta una serie di precisazioni e curiosità sull’orazione, per ricontestualizzarne la forza evocatrice civile e teatrale. La prima Orazione viene integrata con estratti da i dialoghi ruzantiani, e da un estratto de “la lettera all’Alvarotto”. I testi a corollario completano la descrizione della poetica ruzantiana e conferiscono alla produzione un carattere ora drammatico ora scanzonato, fornendo una panoramica completa sulla visione di Angelo Beolco relativamente alla vita, alla società, ai costumi, agli uomini. Un’operazione artistica che restituisce dignità al teatro ruzantiano e nello stesso tempo ne aumenta la comprensibilità senza svilirlo nell’uso della lingua, motore sublime del repertorio di uno dei drammaturghi che hanno rivoluzionato il teatro moderno.
 
 
 
 
Ultimo aggiornamento: 14/09/2022 ore 10:49