Rilevazione dei Prezzi al consumo e Inflazione

---------------------------------------------------------------------

Da gennaio 2019 i Comuni capoluogo di provincia diffondono i dati dell’inflazione locale in concomitanza della pubblicazione da parte dell’Istat dei dati definitivi.
La decisione, condivisa da Istat e Uffici Comunali di Statistica, permetterà di diffondere alla stampa informazioni sull’Inflazione comunale non suscettibili delle revisioni che possono prodursi tra dato Provvisorio e dato Definitivo.

La prossima diffusione dell'indice dei prezzi al consumo per la città di Venezia, dati definitivi di APRILE 2026, sarà venerdì 15 maggio 2026 alle ore 10:00.

---------------------------------------------------------------------

Gli Indici dei Prezzi al Consumo misurano le variazioni che intercorrono nel tempo, confrontato rispetto a un tempo scelto come << base >>, dei prezzi rilevati sulle transazioni di un Paniere di Beni e Servizi di consumo, scambiati – a loro volta - tra operatori economici e utenti privati. Attiene a beni e servizi del mercato interno, acquistati dalla popolazione del territorio nazionale (non percepiti all’estero, autoconsumi, affitti figurativi etc).

L’inflazione misura la variazione del livello dei prezzi dei beni e servizi destinati al consumo delle famiglie.
L’inflazione si misura attraverso la costruzione di un Indice dei Prezzi al Consumo, uno strumento statistico che misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi, chiamato paniere, rappresentativo degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico anno.
L’Istat produce tre diversi indici dei prezzi al consumo: per l’intera collettività nazionale (NIC), per le famiglie di operai e impiegati (FOI) e l’indice armonizzato europeo (IPCA).

Tra i tre indici esiste una congruenza che attiene a:

- rilevazione dei prezzi ;

- metodologia di calcolo ;

- base territoriale ;

- schema di classificazione del Paniere adottato.

I tre indici vengono elaborati attraverso l’utilizzo dell’Indice di Laspeyres, ove, paniere e sistema dei pesi vengono aggoiornati con cadenza annuale e mantenuti fissi per la durata dell’anno intiero.

Gli Indici elencati in precedenza vengono definiti sulla base dello schema di classificazione dei prodotti previsto a livello europeo, dal nome COICOP (acronimo di << Classification Of Individual Consumption by Purpose >>).

Il primo livello vede 13 capitoli di spesa:

1) Prodotti alimentari e bevande analcoliche;

2) Bevande alcoliche e tabacchi;

3) Abbigliamento e calzature;

4) Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili;

5) Arredamenti, apparecchi per uso domestico e manutenzione corrente dell’abitazione;

6) Sanità;

7) Trasporti;

8) Informazione e comunicazione;

9) Ricreazione, sport e cultura;

10) Servizi di istruzione;

11) Servizi di ristoranti e servizi di alloggio;

12) Servizi finanziari e assicurativi;

13) Assistenza alla persona, protezione sociale e beni e servizi vari.

Il secondo livello annovera 47 Gruppi di prodotto e un terzo prevede 122 Classi di prodotto.

In accordo alla classificazione definita da Istat le 122 Classi si suddividono ulteriormente in 234 Sottoclassi e ancora, in 392 Segmenti di consumo, definendo, in codesta maniera, il << massimo livello di dettaglio della suddivisione per classi di consumo omogeneo >>. Le posizioni rappresentative sono un campione di specifici beni e servizi che accordano una << stima affidabile >> della dinamica dei prezzi ulteriore e di maggiore dettaglio rispetto al segmento di consumo. (Ad esempio, il << segmento di consumo >> Piccoli accessori elettrici definisce I prezzi delle << posizioni rappresentative >> Pila elettrica, Lampadina Led e Lampadina smart, prodotti – nello specifico rappresentativi delle Spese delle famiglie nell’acquisto di oggetti per la casa.

Le posizione rappresentative vengono scelte da uno studio su una pluralità di fonti, sono indicative delle tipologie maggiormente consumate e di facile reperibilità a livello territoriale. La loro scelta segue il criterio della prevalenza, ovverosia quei prodotti che identificano le più elevate quote di consumo. La cernita tiene in considerazione anche il criterio del peso medio (<< maggiore è il peso di un segmento di consumo sul totale dei consumi delle famiglie, maggiore deve essere rispettivamente il numero di posizioni rappresentative che contribuiscono a misurare l’evoluzione dei prezzi >>).

Sono 80 i comuni capoluogo di provincia, tra i quali il Comune di Venezia, che contribuiscono alla stima dell'inflazione con riferimento al paniere completo; in termini di popolazione provinciale la copertura dell'indagine è pari all'83,5%.
Di questi, 38 comuni, tra i quali il Comune di Venezia, effettuano la diffusione diretta dei dati comunali degli indici dei prezzi al consumo.

Dai link seguenti si può accedere alla pagina della diffusione mensile dell'indice NIC per la città di Venezia e alla pagina del confronto tra due diversi periodi per gli indici NIC e FOI locali e nazionali.

 
 
 
 

Link utili

 
 
 
 
Ultimo aggiornamento: 05/05/2026 ore 17:53