11 novembre | Incontri Università Tempo Libero
con Nicoletta Betti Grisoni
L’estroso fanciullo è un racconto che riguarda un grande poeta, uno straordinario scrittore, un abile traduttore e un noto botanico. Ovvero Camillo Sbarbaro. Purtroppo non così famoso come invece meriterebbe, ha una vita ricca di emozioni, tra silenzi e scorribande, tra poesia e guerre, tra grandi amicizie e amori segreti, tra natura e licheni, si dipana il suo viaggio di uomo. La sorella Clelia lo descrive così: “Ragazzo inquieto e irrequieto fin dalla prima infanzia era sempre diverso e ogni volta vero; imprevedibili le sue reazioni.” Ed Eugenio Montale di lui scrive: “Omino piccolo, grassoccio, molto gentile, estremamente timido e riservato, profondamente onesto e sincero fino all’assurdo.” Ancora una volta, come abbiamo fatto per Wislawa Szymborska, Emily Dickinson e Giovanni Pascoli, andremo insieme a scoprire questo grande autore che alla “Fama” preferiva la “Fame” che placava in compagnia degli amici con un ottimo “Ciupin” ovvero la deliziosa zuppa di pesce ligure. Uno scrittore controcorrente che “non aveva smanie letterarie, ma cantava come un usignolo, per cantare”. Un uomo che, come aveva detto in un’intervista che comparve sul Gazzettino di Venezia nel 1967, “amava la natura, ma più ancora tutte le forme scartate dalla vita. Quelle che nessuno vede e soprattutto quelle che si trascurano ed ignorano come si fa con la povera gente.”
Ingresso libero