Riforestazione, miglioramento e ampliamento del Bosco di Zaher
In questa pagina troverete informazioni sugli interventi che il Comune di Venezia sta realizzando all’interno del Bosco di Zaher, una grande area boschiva parte del più ampio Bosco di Mestre.
Gli interventi
Il Bosco di Mestre è un’area verde di circa 230 ettari, circa due volte la superficie di Murano. Questa area non è un bosco solo, ma l’insieme di più aree boschive: il Bosco di Carpenedo, il Bosco dell’Osellino, il Bosco di Campalto e le vaste aree Querini, che comprendono i Boschi Ottolenghi, Franca e Zaher, nati per ricordare e narrare le storie dei personaggi da cui prendono il nome.
Quest’ultimo, nel 2026 sarà interessato da interventi di gestione forestale responsabile e attiva, con l’obiettivo di curare e ampliare il bosco.

Miglioramento della gestione forestale del bosco di Zaher
Un bosco gestito attivamente è un bosco più sano e resiliente. Proprio per questo motivo, insieme a Etifor, spin-off dell’Università di Padova specializzato in consulenza ambientale, abbiamo individuato le aree di intervento del bosco e definito le azioni necessarie per favorire una gestione più responsabile di queste superfici.

In alcune zone verranno rimossi, attraverso interventi di diradamento, gli alberi che crescono troppo velocemente o che non appartengono alle specie tipiche del territorio, oltre alle piante morte, deperienti o malate che possono ostacolare uno sviluppo sano del bosco. Inoltre, in un’area specifica verranno realizzate attività di impianto di specie autoctone più resilienti, adatte alle caratteristiche ambientali del sito.
Le attività di diradamento e pulizia sono considerate dagli esperti forestali fondamentali per il benessere del bosco, perché permettono di garantire più spazio, luce e risorse alle piante che da sempre vivono in questi ecosistemi. In questo modo si tutelano specie preziose come farnie, frassini e carpini e si favorisce una crescita più equilibrata e duratura del bosco.

Il Bosco di Zaher
Il Bosco di Zaher racconta la storia di Zaher Rezai, giovane migrante fuggito dalla guerra in Afghanistan e morto a Mestre nel 2008. Questo luogo di memoria e ricreazione verrà ampliato riforestando un’area incolta adiacente ai confini attuali del bosco, che sarà riforestata in modo naturaliforme. Verranno messe a dimora specie autoctone, tra cui querce, frassini, pioppi, aceri campestri, tigli, ciliegi, e arbusti come corniolo, sanguinella, crespino e sambuco.
Queste attività permettono di favorire la crescita delle specie tipiche del bosco planiziale e di prevenire il degrado del bosco nel tempo.
All’inizio dei lavori può capitare di vedere alberi tagliati. Si tratta di un’operazione normale e necessaria per mantenere il bosco in salute: vengono rimossi alberi invasivi o troppo competitivi, per consentire alle specie autoctone di crescere e prosperare.

I benefici per il territorio
Gli interventi contribuiscono a:
- aumentare la biodiversità e tutelare le specie che abitano in questi habitat;
- favorire la rinaturalizzazione dei corsi d’acqua;
- creare e migliorare spazi di svago e tempo libero per la cittadinanza;
- migliorare la qualità dell’aria;
- contribuire alla mitigazione del clima e alla cattura della CO₂.
Come vengono finanziati questi lavori?
Il progetto è finanziato da Enel e gli interventi rientrano in un accordo tra l’Amministrazione comunale e l’azienda per rendere possibile il piano di riforestazione e di miglioramento forestale sul territorio.
L’accordo nasce dal confronto avviato nel 2023 in occasione dell’intervento di Enel Produzione sulla Centrale termoelettrica “Andrea Palladio” di Fusina, dove le precedenti unità a carbone sono state sostituite da una nuova unità a gas naturale, progettata secondo criteri avanzati di efficienza e compatibilità ambientale.
Domande frequenti (FAQ):

Perché stanno facendo dei lavori nel bosco?
I lavori servono a migliorare la gestione forestale del bosco, rendendo il bosco più sano, stabile e resiliente nel tempo. Gli interventi sono pensati per favorire lo sviluppo delle specie autoctone, tutelare la biodiversità e accompagnare l’evoluzione naturale del bosco in modo responsabile.
Perché vengono tagliati alcuni alberi?
Il taglio di alcuni alberi fa parte della gestione forestale. Serve a rimuovere specie invasive, alberi troppo fitti o piante deperienti che impediscono alle specie autoctone di crescere correttamente. Questi interventi aiutano a mantenere il bosco sano e stabile nel tempo.
Il bosco resterà aperto durante i lavori?
Il bosco resterà in gran parte accessibile, ma potrà essere chiuso temporaneamente e a tratti solo nelle aree in cui si sta lavorando di volta in volta.
I lavori sono temporanei o cambieranno in modo permanente il bosco?
I lavori sono temporanei e termineranno nel 2026. L’obiettivo è però quello di generare effetti positivi duraturi, migliorando nel tempo la salute e la qualità del bosco.
Verranno piantati nuovi alberi al posto di quelli rimossi?
La messa a dimora di nuovi alberi avverrà solo nelle aree di riforestazione e di ampliamento del bosco. Non vengono piantati alberi esattamente al posto di quelli rimossi, perché l’obiettivo degli interventi è dare più spazio e risorse alle specie già presenti.
Che tipo di piante verranno messe a dimora?
Verranno messe a dimora esclusivamente specie autoctone, tra cui quercia, carpino, frassino, acero campestre, tiglio, ciliegio e diversi arbusti tipici del territorio.
I lavori avranno un impatto sulla fauna che vive nel bosco?
Sì, l’impatto sarà positivo. Alcune piante morte verranno lasciate in bosco perché rappresentano habitat importanti per insetti, funghi e altri organismi, oltre che per gli impollinatori. I lavori saranno organizzati per lotti, concentrandosi su piccole aree alla volta e riducendo al minimo il disturbo agli habitat esistenti.
Ci saranno benefici concreti per chi frequenta il bosco, come famiglie e bambini?
Sì. Gli interventi miglioreranno la visibilità e lo spazio accessibile, aumentando anche la sicurezza, grazie alla rimozione di piante fragili o instabili che potrebbero schiantarsi.
Chi si occupa della manutenzione dopo la messa a dimora degli alberi?
Il progetto di riforestazione prevede anche la manutenzione nei primi anni di crescita delle piante, una fase in cui sono più vulnerabili e necessitano di cure specifiche.
Come posso informarmi sugli sviluppi del progetto o segnalare eventuali problemi?
Sarà possibile seguire gli aggiornamenti attraverso i canali ufficiali del Comune. Eventuali segnalazioni o problemi potranno essere comunicati direttamente al Comune stesso.
Si può davvero creare un bosco partendo da zero?
Sì. La creazione di un nuovo bosco avviene attraverso la preparazione del terreno, la messa a dimora di giovani piante arboree e arbustive autoctone e una serie di cure successive, come irrigazione, sfalci e potature, soprattutto nei primi anni dopo l’impianto.
Perché è necessario migliorare la gestione forestale?
Molte aree del Bosco di Mestre sono giovani rimboschimenti che, dopo i primi anni, non hanno ricevuto le cure previste. L’assenza di interventi ha favorito specie a rapido accrescimento e invasive, a discapito delle specie tipiche del bosco. La gestione forestale serve a riequilibrare il bosco, migliorandone stabilità, biodiversità e capacità di crescita nel tempo.
Perché proprio in questo periodo dell’anno?
Secondo la normativa forestale, il periodo più idoneo per questo tipo di interventi è l’autunno-inverno, quando le piante sono in fase di riposo vegetativo e il suolo è meno fragile. Questo consente anche il passaggio dei mezzi necessari senza arrecare danni significativi al terreno.

