Jonathan Colombo

Nato a Milano nel 1995, nel 2018 consegue la laurea triennale in Grafica d’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia dove attualmente frequenta il biennio di Decorazione.

“In Occidente lo specchio è un oggetto per essenza narcisistico: l’uomo non concepisce lo specchio che per guardarvicisi. Ma in Oriente, o per lo meno così sembra, lo specchio è vuoto: è il simbolo del vuoto stesso dei simboli («Lo spirito dell’uomo perfetto - dice un maestro del Tao - è come uno specchio. Non afferra nulla ma non rigetta nemmeno nulla. Riceve ma non conserva» ). Lo specchio dunque, non intercetta che altri specchi, e questa riflessione infinita è il vuoto stesso ( che, lo si sa, è la forma). Così lo haiku ci fa rimemorare ciò che non ci è mai capitato; in esso noi riconosciamo una ripetizione senza origine, un evento senza causa, una memoria senza persona, una parola senza ormeggi”.

Roland Barthes, L’impero dei segni, Torino, Einaudi, pag. 93

Chiostro dei S.S. Cosma e Damiano, Giudecca
jonathan.colombo5@gmail.com


Cinerama, grafite su carta, cm 130 x 98, 2018