Mestre 900 per il museo della citta'

Un laboratorio per mestre

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L'impostazione del progetto Mestre Novecento è di connettere la ricerca e l'elaborazione di materiali che siano utili per un futuro museo della città ad una mostra che ne costituisca una parziale anticipazione e che verrà allestita al Candiani.
 
Per sviluppare un lavoro non effimero e che non cessi con la mostra, serve un laboratorio stabile e dotato di strumenti e operatori, cosa che già stanno facendo le città che anche in Italia investono risorse per la documentazione storica, in particolare sulla storia urbana, e per aggiornate prospettive museali fondate su competenze pluridisciplinari.
Oggi il laboratorio, nato per iniziativa volontaristica e senza mezzi in una sede precaria e marginale, trova cittadinanza al nuovo Candiani diretto da Roberto Ellero, al terzo piano, di fronte alla videoteca, la quale già costituisce uno dei settori che documentano o interpretano alcune trasformazioni del secolo appena trascorso.

 

Si tratta di un impegno pubblico che il Comune finalmente ha manifestato, dopo una troppo lunga vicenda di incertezze e ostacoli, che ha delegato pressoché esclusivamente al meritorio contributo della Fondazione di Venezia la sopravvivenza e attuazione dell'iniziativa.
Altro elemento cardine per un nuovo orizzonte è che oggi il Comune ha un ruolo istituzionale e di rappresentanza dei cittadini, così come la Provincia, rispetto all'operazione di acquisizione da parte della Fondazione dell'ex convento e poi distretto militare di via Poerio e dell'ex caserma Pascoli con i connessi spazi scoperti. Questo impegno immobiliare comporta evidentemente lo sviluppo del dibattito culturale e la scelta sui contenuti e sul tipo di museo da realizzare, tenendo conto della vicenda emblematica sul piano nazionale ed europeo percorsa nel novecento dalla zona industriale e dalla città di terraferma nel quadro della grande Venezia e guardando nel contempo alle più avanzate e attraenti esperienze museali in corso.

Si potrà decidere l'impostazione di un museo in grado di interessare visitatori in un ambito molto più vasto di quello locale, oltre che per la novità e forza dell'allestimento e della comunicazione, per la scelta tematica, optando per esempio di rappresentare i cardini delle trasformazioni economiche, sociali, urbane e territoriali del Novecento con marcati riferimenti a scala nazionale e regionale, con attinenza ai radicali mutamenti dell'intera area settentrionale del paese, ovvero del nord est.

E' auspicabile che la necessità di elaborazione e confronto su un progetto di ampio respiro porti ad una collaborazione che si esplichi anche con la costituzione di un organismo ad hoc tra la Fondazione, il Comune e la Provincia, altri soggetti interessati.
In ogni caso la vicenda emblematica di Mestre e Marghera è essenziale anche in questa ipotesi più ampia, così come è chiara e non più eludibile la necessità culturale e l'istanza degli abitanti di questa città, in gran parte nuova, di rappresentarla in un "museo della città".
Se il Comune di Venezia intende, come è nel programma del Sindaco, essere protagonista e avere un peso in questa prospettiva, deve attivare anche risorse proprie e costituire una struttura pubblica che lavori con continuità e in compartecipazione con altri soggetti e che contribuisca a cogliere l'occasione che ha questa città di realizzare un museo innovativo.

Il laboratorio raccoglie documentazione e produce elaborazioni sulle trasformazioni urbane e sulle storie della terraferma a partire dalle pazienti ricerche sui materiali e sui molti archivi pubblici e privati presenti, non pochi dei quali sono a rischio di perdita irreversibile o escono da questo territorio in cui si sono costituiti, come è appena avvenuto per il grande archivio ENEL-SADE trasferito a Napoli, connettendosi alle esperienze di documentazione istituzionali e associative già operanti a Marghera, Mestre, Favaro, Chirignago-Zelarino.

Si tratta di mettere in rete queste iniziative diffuse offrendo anche uno strumento di elaborazione concentrato in una sede che promuova e metta a disposizione pubblica una conoscenza d'insieme e partecipata della storia della città e dei suoi abitanti, che svolga attività didattiche, che abbia la credibilità per ricevere dai cittadini documenti e memorie che altrimenti andrebbero perdute e che possono invece essere conservate e organizzate come patrimonio in continua crescita di conoscenza collettiva.

I temi in produzione per la mostra vanno dalle elaborazioni cartografiche informatizzate che rappresentano in una decina di tappe e in una sintesi finale le trasformazioni che hanno costituito la grande città di terraferma, ad un vasto catalogo fotografico su Marghera e il lavoro industriale e sulla vita sociale ed eventi nella città in formazione; da una rassegna con schede e immagini sulle licenze edilizie tipiche di ogni periodo, a progetti di opere pubbliche e sulla vicenda dei trasporti pubblici dall'inizio del novecento; da rappresentazioni di dati socioeconomici di vari periodi a scala urbana e metropolitana, a tappe delle vicende amministrative, politiche, sociali e di movimenti come quello delle donne; da un approfondimento sul campo trincerato di Mestre a una rassegna di carte storiche che precedono il periodo oggetto della mostra.
 
Verranno esposti alcuni documenti, piani e oggetti in originale, mentre nella sala di studio e documentazione - che affiancherà l'esposizione - saranno consultabili database, "autostorie" elaborate direttamente da enti e associazioni, una rassegna bibliografica e degli archivi, materiali prodotti dagli Itinerari educativi, l'ampio repertorio già presente nella videoteca del Candiani. Il rotore dismesso della centrale di Marghera conferito dall'ENEL a Mestre Novecento ricorderà il patrimonio di cultura materiale che è, ancora per poco, possibile recuperare a Marghera.
Iniziative coordinate e progetti diffusi, a cura delle Municipalità e anche di strutture come il Vega, contribuiranno alla riflessione sulla città di Terraferma e sul 'secolo breve' all'interno del quale è cresciuta.

Giorgio Sarto

 
Marghera, posa della prima pietra del quartiere urbano,1921ca. Reale Fotografia Giacomelli Comune di Venezia
Marghera, posa della prima pietra del quartiere urbano,1921ca.

Il laboratorio Mestre Novecento è al terzo piano del Centro Culturale Candiani, di fronte alla Videoteca.
Si invitano le associazioni, enti ed aziende e tutti i cittadini che intendono contribuire alla documentazione per la mostra e per il futuro museo della città, a conferire al laboratorio fotografie, filmati, opuscoli e altri documenti e testimonianze del novecento. I documenti verranno riprodotti e gli originali restituiti assieme ad una copia in formato digitale.

Laboratorio Mestre Novecento
Centro Culturale Candiani - Comune di Venezia
Tel. 041 2386120
e-mail: museodimestre@comune.venezia.it
 

 
 
Inaugurazione centrale SADE di Porto Marghera, 1928 ca. Foto Ferruzzi, Archivio ENEL VeneziaPorto Marghera, cantiere Breda, nave pronta per il varo, 1932. Reale Fotografia Giacomelli Comune di Venezia

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