Per Lucio Quarantotto (1957 - 2012), un ricordo dell'assessore Bettin

 L'assessore alle politiche giovanili Gianfranco Bettin ricorda così il cantautore Lucio Quarantotto, che ieri si è tolto la vita a Mestre:

"Lucio Quarantotto, che ieri si è tolto la vita a 55 anni, è stato un artista, un autore di musiche e canzoni straordinario, il cui tormento interiore, vivo e sofferto da molti anni, a lungo si è tradotto in opere che a volte hanno conosciuto un'enorme popolarità, come la celebre "Con te partirò" (portata al successo da Andrea Bocelli e interpretata da moltissimi autori, anche grandi, in tutto il mondo), ma che sempre hanno colto angosce e attese del tempo, della generazione a cui apparteneva e, via via, dell'epoca a cui partecipava.
I suoi tre album - "Di mattina molto presto" (1982), "Ehi là"(1986), "L'ultima nuvola sui cieli d'Italia" (1990) - sono fra le cose migliori che la musica italiana abbia prodotto negli ultimi trent'anni. Proprio alcune settimane fa, in una serata al Candiani dedicata alla presentazione di un importante libro di Luigi Manconi sulla "musica leggera", insieme a Marco Paolini e a Gualtiero Bertelli ne avevamo evidenziato le grandi qualità artistiche e la singolare, significativa  posizione sulla scena italiana, purtroppo non sottolineata come avrebbe meritato (e su cui ha pure ironizzato in una bellissima canzone, "Tripoli", anche se non gli sono mancati autorevoli riconoscimenti critici).
Conoscevo Lucio da molti anni, fin da quando ci siamo incontrati in anni furiosi e vitali, in un ambiente in cui, proprio a Mestre, la ricerca artistica e culturale spingeva oltre le cupe vampe della politica e si apriva a nuove prospettive. Il suo ultimo lungo silenzio parlava del suo dolore, della sua anima inquieta ed esigente, di una solitudine altrettanto scelta che subita, come nell'ambiguo, tormentato e al tempo stesso creativo rapporto che spesso poeti e artisti, ma anche personalità di forte sentire e di acuta intelligenza, sviluppano nel proprio mondo. La nostra città dovrà saperlo ricordare, perché ne è stato un esponente significativo, una parte della sua coscienza più sensibile il cui volo non finirà su questo selciato insanguinato".

Gianfranco Bettin

Venezia, 1 agosto 2012

 

 
 

Attenzione: la pagina potrebbe avere contenuti non aggiornati


Questa pagina riporta informazioni provenienti dall'archivio del sito precedente.
I contenuti potrebbero non essere aggiornati.

Città di Venezia

Recapiti e contatti

Seguici e condividi su