Giurisprudenza

sulla materia delle Pari opportunità

 

sulla materia di Mobbing

Indicazioni legislative nel contesto Europeo

 

La Commissione europea richiama continuamente gli Stati membri al rispetto reciproco della dignità a tutti i livelli sul luogo di lavoro affinché i datori di lavoro si impegnino nella lotta contro ogni forma di molestie e di violenze che possono presentarsi sul luogo di lavoro.
Tra i più recenti provvedimenti, l'accordo tra le Parti sociali europee a livello intersettoriale (CES, BUSINNESSEUROPE, UEAPME, CEEP) che segue una fase di consultazione - avviata nel 2004 - delle Parti sociali in merito al tema della violenza sul luogo di lavoro e dei suoi effetti sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro, definito nella strategia comunitaria per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro 2002-2006.
L'accordo (COM (2007) 686 dell'8-11-2007) mira a impedire e, nel caso, a gestire i problemi di prepotenza, molestie sessuali e violenza fisica sul luogo di lavoro; condanna tutte le forme di molestia e di violenza fisica sul luogo di lavoro; conferma il dovere del datore di lavoro di tutelare i lavoratori contro tali rischi.
Obiettivo dell'accordo è di:

  • sensibilizzare maggiormente i datori di lavoro, i lavoratori e i loro rappresentanti sulle molestie e sulla violenza sul luogo di lavoro;
  • fornire ai datori di lavoro, ai lavoratori e ai loro rappresentanti, a tutti i livelli, un quadro di azioni concrete per individuare, prevenire e gestire le situazioni di molestie e di violenza sul luogo di lavoro;
  • invitare le imprese ad elaborare delle dichiarazioni precise che indichino chiaramente la mancanza di tolleranza per ogni forma di violenza nella consapevolezza che una formazione adeguata dei dirigenti e dei lavoratori possono ridurre le probabilità di molestie e violenze sul luogo di lavoro.

 
L'accordo è la conferma di quanto la legislazione comunitaria ha già stabilito in tema di lotta contro ogni forma di violenza sul luogo di lavoro e di obbligo per i datori di lavoro di proteggere i lavoratori.

 

Normativa nazionale e proposte di legge sul mobbing

 

L'assenza di una specifica previsione legislativa non impedisce di difendersi dal mobbing dal momento che nel nostro ordinamento già esistono norme (costituzionali, civilistiche, penali e specialistiche) le quali, grazie ad una paziente opera di interpretazione, costituiscono un buon argine a protezione delle vittime di violenze psicologiche in ambito lavorativo potendo assicurare la tutela del lavoratore ed il risarcimento dei danni subiti in conseguenza dei comportamenti mobbizzanti oltre che la sanzione di tali comportamenti.
 
Il quadro normativo attuale, che vede l'assenza di una specifica previsione legislativa, non impedisce di difendersi dal mobbing dal momento che nel nostro ordinamento già esistono norme:

le quali, grazie ad una paziente opera di interpretazione, costituiscono un buon argine a protezione delle vittime di violenze psicologiche in ambito lavorativo potendo assicurare la tutela del lavoratore ed il risarcimento dei danni subiti in conseguenza dei comportamenti mobbizzanti oltre che la sanzione di tali comportamenti.

 

Le proposte di legge sul mobbing in itinere che sono presentati al Senato od alla Camera nella XV legislatura (Diversi di essi, costituiscono la riproposizione di d.d.l. e p.d.l. presentati dalle (stesse) forze politiche nella XIII e XIV legislatura.)

La Commissione Lavoro, in sede referente, prosegue l'esame del ddl 132 ("Norme generali contro la violenza psicologica"). Sono stati illustrati i ddl 1796 ("Norme a tutela dei lavoratori dalle violenze morali e dalle persecuzioni professionali sul luogo di lavoro") e 1834 ("Disposizioni a tutela dei lavoratori privati e pubblici dalla violenza e dalla persecuzione psicologica, -mobbing-"), congiunti con i ddl 405 ("Norme per contrastare il fenomeno del mobbing"), 471 ("Disposizioni a tutela dalla persecuzione psicologica negli ambienti di lavoro"), 584 ("Norme per contrastare la violenza o la persecuzione psicologica nell'ambito dell'attività lavorativa -mobbing-"), 657 ("Tutela dei lavoratori da violenze morali e persecuzioni psicologiche nell'ambito dell'attività lavorativa"), 939 ("Norme per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori da molestie morali e psicologiche nel mondo del lavoro") e petizione 257 ad essi attinente.

 
 

Codici e regolamenti

Codice di Condotta a tutela della dignità del personale

Il Comune di Venezia il giorno 25 giugno 2007 con delibera del Consiglio Comunale ha approvato il "Codice di Condotta a tutela della dignità del personale del Comune di Venezia".
Il Codice di Condotta ha lo scopo di informare i lavoratori/lavoratrici degli obblighi assunti dall'Amministrazione in merito alla prevenzione ed eventuale rimozione del fenomeno del Mobbing, e soprattutto di disciplinare la procedura per la trattazione delle denunce di Mobbing.
Il Codice di Condotta prevede inoltre la nomina del/della Consigliera/e di fiducia alla quale il dipendente/la dipendente potrà rivolgersi per essere assistito nel caso ritenga di aver subito Mobbing. La Consigliera/e che sarà prossimamente nominata/o dal Sindaco, deve essere esterna/o all'Ente ed essere in possesso di idonee competenze in materia.

 
 

Regolamento del Comitato paritetico sul fenomeno del mobbing
 
Il Comune di Venezia ha approvato con la seduta del Consiglio Comunale del 10 ottobre 2005 il Regolamento del Comitato paritetico sul fenomeno del mobbing ...

 
 

sulla materia delle Pari opportunità

Leggi

  • Decreto Legislativo del 11 aprile 2006, n. 198 - Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell'articolo 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246.
  • Decreto Legislativo del 31 luglio 2003, n. 226 - Trasformazione della Commissione nazionale per la parità in Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell'articolo 13 della legge 6 luglio 2002, n. 137.
  • Legge del 5 aprile 2001 n. 154 - Misure contro la violenza nelle relazioni familiari
  • Decreto Legislativo del 23 maggio 2000, n. 196 - Disciplina dell'attività delle consigliere e dei consiglieri di parità e disposizioni in materia di azioni positive, a norma dell'articolo 47, della legge 17 maggio 1999, n.144.
  • Legge dell'8 marzo 2000 n. 53 - Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità (congedi parentali), per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città
  • Legge del 17 maggio 1999, n. 144 - Misure in materia di investimenti, delega al Governo per il riordino degli incentivi all' occupazione e della normativa che disciplina l' INAIL, nonche' disposizioni per il riordino degli enti previdenziali.
  • Decreto Legislativo del 3 febbraio 1993, n. 29 art. 61 - Razionalizzazione dell'organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego, a norma dell'articolo 2 della legge 23 ottobre 1992, n. 421.
  • Legge del 10 aprile 1991, n. 125 - Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro.
  • Legge del 22 giugno 1990, n. 164 - Norme sulla composizione ed i compiti della Commissione di cui al comma 2 dell'articolo 21 della legge 23 agosto 1988, n. 400.
 

Circolari

  • CCNL 14 settembre 2000 art. 19 - Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale del comparto delle regioni e delle autonomie locali successivo a quello del 1 aprile 1999
  • Circolare del Ministero del Tesoro, Bilancio e P.E. - Nuove disposizioni per il sostegno della maternità e paternità, "Congedi parentali" (legge 8 marzo 2000 n. 53)
  • Circolare 16 novembre 2000 - Congedi parentali - Dip. Funzione pubblica.
  • Direttiva P.C.M. 27 marzo 1997 - Azioni volte a promuovere l'attribuzione di poteri e responsabilità alle donne, a riconoscere e garantire libertà di scelte e qualità sociale a donne e uomini.
 
 

Codici e Regolamenti

  • Codice di condotta contro le molestie sessuali - Approvato nella seduta del Consiglio Comunale del 17 ottobre 2001.
  • Regolamento Comitato Pari Opportunità - Approvato il 9 aprile 1994 dal Comitato Comunale per le Pari Opportunità su delega della Giunta Comunale che con delibera n.1503 del 27 aprile 1993 esecutiva il 23 maggio 1993 istituiva il Comitato  e lo delegava alla redazione del regolamento interno per lo svolgimento dei compiti istituzionali.
 
 
 

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