La processionaria, interventi di prevenzione e di contrasto

Ultimo aggiornamento 07/03/2019

INTERVENTI DI PREVENZIONE E CONTRASTO IN AREE VERDI E SCOPERTI SCOLASTICI
Dott. Mario Scattolin

Ciclo di vita della Processionaria

Traumatocampa (=Thaumetopoea) pityocampa è un lepidottero defogliatore che compie una generazione all’anno. Gli adulti sfarfallano dal terreno tra la fine di giugno e l'inizio di settembre, con un picco di sfarfallamento nel mese di luglio, a seconda delle condizioni climatiche. Dopo essere stata fecondata la femmina depone le uova a spirale intorno ad una coppia di aghi, ricoperte da squame dell'addome; l'incubazione delle uova dura in media un mese. Le larve neonate si possono trovare già a fine luglio alle quote più elevate, mentre nelle aree di pianura e di media collina, queste si osservano di solito a partire da fine agosto; nelle pinete costiere non compaiono in genere prima di settembre. Sin dai primi stadi di vita le larve si nutrono degli aghi, scheletrizzandoli.

Il primo nido autunnale (prenido) viene costruito in prossimità dell'ovatura e consiste in una rete di fili siricei che ingloba alcuni aghi parzialmente erosi. Con il procedere dell'autunno le larve formano altri ricoveri progressivamente più compatti, fino a formare il nido definitivo in corrispondenza dell'inizio dell'inverno. Le larve mature, in un periodo variabile a seconda delle condizioni climatiche dalla fine di febbraio all'inizio di aprile, abbandonano la pianta ospite e in fila indiana si dirigono in processione verso un luogo adatto in cui interrarsi. Infatti, ad una profondità variabile dai 5 ai 20 cm, esse formano la crisalide e rimangono in una condizione di sviluppo arrestato (diapausa), fino al sopraggiungere delle condizioni ambientali idonee allo sfarfallamento (a volte la diapausa può protrarsi anche per anni).

Normativa di riferimento

Decreto Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forrestali. 30/10/2007 Disposizioni per la lotta obbligatoria contro la processionaria del pino Traumatocampa (Thaumetopoea) pityocampa (Den. et Schiff).

Art. 1.

1. La lotta contro la processionaria del pino Traumatocampa pityocampa (Den. et Schif) e' obbligatoria, nelle aree in cui le strutture regionali individuate per le finalità di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, competenti per territorio, hanno stabilito che la presenza dell'insetto minacci seriamente la produzione o la sopravvivenza del popolamento arboreo.

2. Le strutture regionali individuate per le finalità di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, per attuare il presente decreto, possono avvalersi del Corpo forestale dello Stato o dei Corpi o Servizi forestali regionali nonché di altri idonei soggetti.

Art. 2.

1. Le strutture regionali individuate per le finalità di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, prescrivono, nelle aree individuate ai sensi del comma 1 art. 1, le modalità di intervento della lotta obbligatoria.

2. Gli interventi prescritti ai sensi del comma precedente sono effettuati a cura e a spesa dei proprietari o dei conduttori delle piante infestate.

Art. 3.

1. Le strutture regionali individuate per le finalità di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, garantiscono la massima divulgazione relativamente alle tecniche di prevenzione e contenimento dell'insetto.

Art. 4.

1. Eventuali interventi di profilassi disposti dall'Autorità sanitaria competente, per prevenire rischi per la salute delle persone o degli animali, sono effettuati secondo le modalità stabilite dalla struttura regionale individuata per le finalità di cui al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, competente per territorio.

Art. 5.

1. Fatta salva l'applicazione dell'art. 500 del codice penale, agli inadempimenti alle disposizioni di cui al presente decreto, si applicano le sanzioni amministrative previste dall'art. 54, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214. [...]

Decreto Regione Veneto n. 9 del 23/09/2008 “DM. 30/10/2007 - Disposizioni per la lotta obbligatoria contro la processionaria del pino Traumatocampa (Thaumetopoea) pityocampa (Den. et Schiff) nel territorio della regione del Veneto”. […]

1. Nel territorio regionale non sussistono aree nelle quali la presenza della processionaria del pino sia tale da costituire seria minaccia per la produzione o la sopravvivenza del popolamento arboreo e nelle quali, di conseguenza, debbano essere disposte per finalità fitosanitarie misure di lotta obbligatoria all’insetto.

2. Le modalità tecniche degli eventuali interventi di profilassi disposti dall’Autorità sanitaria per prevenire rischi per la salute delle persone o degli animali, verranno stabilite dall’Unità Periferica per i Servizi Fitosanitari sulla base delle specificità ambientali di volta in volta rilevate.

3. Informazioni aggiornate sulle tecniche di lotta per il controllo della specie sono presenti nella scheda tecnica reperibile sul sito web della Regione Veneto;

4. Per quanto non previsto nel presente decreto si fa riferimento al Decreto Ministeriale 30/10/2007 e al D.lgs n. 214/2005;

5. Di richiedere la pubblicazione del presente decreto sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.

Regolamento comunale per la Tutela e la Promozione del verde in città Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n.111 del 21 luglio 2003 e successivamente modificato con Delibera di Consiglio Comunale. n. 41 del 20 aprile 2009, pubblicato all’albo pretorio in data 5 maggio 2009 e divenuto esecutivo in data 16 maggio 2009

D2. Allo scopo di mantenere e salvaguardare il patrimonio verde, pubblico e privato, tutti i proprietari di piante in genere, sono obbligati a provvedere in base alla legislazione vigente, alla prevenzione e lotta contro le principali fitopatologie e parassiti animali. In particolar modo è obbligatoria la lotta, secondo la legislazione vigente, ai principali patogeni fungini o parassiti animali, quali:

a) Processionaria del pino (Taumatopea pityocampo) su pino nero e cedro (Decreto del Ministero Politiche Agricole del 30.10.2007);

[…]

D4. Qualsiasi difetto, alterazione, sintomo di malattia, deperienza, visibili sulle piante dovranno essere tempestivamente segnalati all’Ufficio Verde Pubblico del Comune di Venezia da parte dei proprietari degli alberi e degli arbusti. Dopo sopralluogo effettuato, l’ufficio suddetto provvederà ad emettere apposite ordinanze di intervento o di eventuale

abbattimento. In tali ordinanze saranno evidenziati tutti gli accorgimenti atti a garantire l’incolumità pubblica, nonché il diffondersi della malattia o parassitosi in atto. Tutti gli interventi di cui sopra, siano essi di prevenzione, curativi o, nella peggiore delle ipotesi, di abbattimento delle piante morte, dovranno essere condotti rispettando rigorosamente le disposizioni legislative vigenti in materia.

Contratto di Servizio di manutenzione servizio di manutenzione a ridotto impatto ambientale del verde pubblico urbano e scolastico della città di Venezia con il gestore Consorzio Sociale Unitario G. Zorzetto

Art. 54.5: Trattamenti fitoiatrici, diserbi e trattamenti endoterapici

In conformità a quanto previsto dal decreto del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare del 13 dicembre 2013, la gestione ed il controllo dei parassiti deve avvenire attraverso l'applicazione di tecniche (ad esempio trattamenti termici, meccanici o biologici) che consentano la riduzione al minimo dell'impiego di prodotti fitosanitari che, ove utilizzati, devono essere di origine naturale.

Per l’esecuzione dei trattamenti fitoiatrici necessari, o per l’effettuazione di diserbi, dovranno utilizzarsi soltanto prodotti autorizzati per l’uso, alle dosi di etichetta e secondo le modalità previste dalla normativa vigente e valutate caso per caso, in sicurezza sia per l’operatore sia per cittadini ed animali che per l’ambiente.

L’Impresa, tramite le comunicazioni ordinarie, comunicherà sempre alla Amministrazione i trattamenti che intende eseguire, i prodotti che intende usare, le dosi e le modalità.

Le cure fitoiatriche alle piante per gli ambiti in manutenzione a canone, sono da considerarsi interventi ordinari e sono già inclusi nel prezzo a corpo di ogni ambito. Sarà cura dell’Impresa verificare la necessità di effettuare i trattamenti, di scegliere il fitofarmaco più adatto tra quelli consentiti dalla normativa, di impostare i criteri e le tempistiche di lotta. L’aspetto tecnico della difesa fitosanitaria è pertanto a totale carico dell’Impresa.

Anche per eventuali interventi endoterapici, eventualmente necessari e compresi nei compensi a canone, la valutazione sull’opportunità di eseguirli e le modalità di esecuzione spettano all’Impresa. L'Amministrazione verificherà soltanto che le piante siano indenni, Thaumetopea pityocampa. L’Impresa avrà anche la possibilità di eseguire interventi alternativi.

Per quanto attiene ai diserbi, si distinguono due casistiche: diserbi di aree coltivate e diserbi di aree o porzioni di aree non coltivate.

Per le aree coltivate (aiuole, formazioni coese, tondelli di piante, ecc.) la scelta se diserbare od operare scerbature manuali spetta soltanto all’Impresa, sarà soltanto importante il risultato: assenza di malerbe.

Per il diserbo dovranno essere utilizzati soltanto prodotti autorizzati per lo scopo, alle dosi di etichetta e secondo le modalità previste dalla normativa. Danni alle piante causati da errati diserbi (dosi, modalità, principio attivo, deriva, ecc.) dovranno essere riparati immediatamente (se possibile) con la sostituzione delle piante e la perfetta ricostruzione dalla situazione danneggiata. Se il danno non è riparabile scattano le penalità.

Nel caso di aree incolte (piazzole, vialetti, contorno di manufatti, ecc.) anche all’interno di aree coltivate, sarà cura dell’Impresa provvedere all’eliminazione delle malerbe tramite diserbi o altre operazioni manuali. Importante è che tali aree (stradelli, aree marginali semi-pavimentate, ecc.) siano pulite dalle infestanti.

Tutti gli interventi fitosanitari dovranno concludersi con la comunicazione delle informazioni per il caricamento sul sistema informatico. La lavorazione sarà considerata conclusa nel momento in cui questa sarà stata opportunamente informatizzata.

Procedure attuate

Scoperti scolastici

Gli interventi di carattere obbligatorio, adottati dal Gestore CSU Zorzetto circa la lotta alla Processionaria del pino, riguardano operazioni, innanzitutto di monitoraggio del fenomeno sul territorio di competenza, quindi, su tutte le specie interessate da questo parassita.

Sono state individuate le aree infestate, intervenendo con azioni meccaniche di recisione delle parti di rami infestate dai nidi, e termodistruzione in loco degli stessi.

Successivamente le piante sono state trattate con trattamento endoterapico, utilizzando prodotti ammessi dalla normativa vigente per questa specifica patologia, fra cui il Vertimec.

Attualmente, il patrimonio arboreo interessato da trattamenti endoterapici, anche a scopo preventivo, è l’80% del totale degli esemplari di pino e cedro presenti negli scoperti scolastici. Gli esiti del trattamento risultano essere positivi tanto che nelle aree sottoposte a trattamento, non abbiamo più registrato la presenza del parassita, né a terra, né in chioma. Ogni trattamento garantisce una copertura di tre anni. A settembre prossimo, sono in programma interventi endoterapici sulle piante mai trattate (rimanente 20%), che pur non manifestando la presenza del parassita, insistono in ambiti territoriali dove il parassita risulta essere fortemente presente in aree private.

Quindi a settembre prossimo, tutto il patrimonio arboreo presente all’interno degli scoperti scolastici e sensibile a questo parassita (Pinus Pinea, Pinus Nigra, Cedrus Deodara, Libani), risulterà essere trattato.

Verde Pubblico

Da quando il Piano di Azione Nazionale (P.A.N.) ha di fatto impedito l’uso di prodotti a base di Bacillus thuringiensis, la tecnica di lotta usata principalmente è la rimozione meccanica dei nidi.

Durante la primavera/estate 2016 sono state posizionate nella zona del Lido di Venezia anche delle apposite trappole a feromoni per la cattura massale degli insetti adulti; tale tecnica ha dato buoni risultati in termine di riduzione del numero di nidi identificati e rimossi nel passato mese di gennaio, fatto salvo un ambito in cui ignoti hanno sottratto parte delle trappole installate.

Nei mesi di dicembre 2018 e gennaio 2019 si è proceduto al consueto monitoraggio delle zone sensibili e rimozione meccanica dei nidi.