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Il progetto "Venezia per l'altraeconomia"

 

Presentazione
Il progetto "Venezia per l' Altraeconomia" nasce nel 2006 a partire da alcune esperienze promosse dall'Amministrazione Comunale (come, ad esempio, i progetti Cambieresti?, Equal Immenso, Piano Strategico), dall'Amministrazione Provinciale e dalle iniziative di un gruppo di associazioni locali nell'ambito del sostegno allo sviluppo dell'economia sociale e solidale. L'obiettivo del progetto è la costruzione e la promozione di una Rete di Economia Solidale (RES) veneziana, che raduni intorno ad un Tavolo permanente, promosso da Comune e Provincia di Venezia, le realtà che operano nell'economia solidale e sociale del territorio, arrivando alla strutturazione di un vero e proprio "Distretto di Economia Solidale" (DES), basato su modalità alternative di produzione, consumo, risparmio e lavoro.  

 

Come nasce il progetto "Venezia per l'Altraeconomia"
Nel 2006, un gruppo di associazioni elabora una prima proposta per la costruzione di uno spazio dedicato all' Altraeconomia. Questo costituisce l'input per lo stanziamento in bilancio comunale 2006, di fondi destinati allo sviluppo del progetto.
Nel giugno 2006, viene dato l'incarico ad un gruppo di lavoro composto da dirigenti, funzionari ed operatori delle Direzioni all'Ambiente, alle Attività produttive e alle Politiche Sociali del Comune di Venezia, già diversamente impegnati su tali tematiche, di elaborare un progetto comune che unisse le diverse attività e visioni dell'amministrazione comunale per promuovere e sostenere lo sviluppo di un'economia sociale e solidale nel nostro territorio.
Il 27 ottobre 2006, la Giunta Comunale approva il progetto "Venezia per l'Altraeconomia che prevede la costituzione di un Tavolo Permanente per l'Altraeconomia, la destinazione di una porzione dell'edificio EX PLIP, sito in Via San Donà 195, come spazio dedicato allo sviluppo e alla promozione dell'Altraeconomia e destina una parte del bilancio 2006 per questa iniziativa.

 

I principi del progetto
Il progetto "Venezia per l' Altraeconomia" fa riferimento ai principi dell'economia solidale e sociale. I soggetti di questa economia non convenzionale costituiscono una importante realtà del nostro territorio ed hanno un impatto significativo sia dal punto di vista produttivo e dello sviluppo socio-economico, sia nell'elaborazione di nuove forme di socialità e di scambi non mercantili, costituendo di fatto, una base concreta da cui partire per la costruzione della RES, la Rete di Economia Solidale.

L'economia solidale
Per economia solidale si intende un'economia che non abbia come priorità la massimizzazione estensione del profitto, ma che valorizzi le relazioni, che riconosca un'equa ripartizione delle risorse per tutti, che assuma come principi del proprio agire anche il benessere ed i diritti delle persone, la funzione sociale, la difesa dei beni comuni e dell'ambiente. In base a tali principi sarà possibile costruire circuiti in cui fluiscono i beni, i servizi e le informazioni prodotti dalle realtà dell'economia solidale, in modo che queste si possano sostenere a vicenda, creando gli spazi e le azioni per un'economia diversa. La strategia della rete verrà sviluppata non solo con i produttori, ma anche con i consumatori (singoli o riuniti in Gruppi di acquisto solidale) e con tutte le realtà, sia associazioni che enti locali, che svolgono attività di informazione e formazione su tali tematiche. Il rapporto di conoscenza diretta tra consumatori e produttori, preferibilmente del medesimo territorio, apre infatti nuove dinamiche relazionali, sociali e politiche che vanno ben al di là degli angusti spazi e regole che definiscono la tradizionale economia di mercato.

Le pratiche di economia solidale si identificano per la loro tensione verso alcuni elementi caratterizzanti:

  • nuove relazioni tra i soggetti economici basate sui principi di reciprocità e cooperazione;
  • giustizia e rispetto delle persone e dei lavoratori (condizioni di lavoro, salute);
  • formazione, inclusione sociale, garanzia dei beni essenziali; 
  • rispetto dell'ambiente (sostenibilità ecologica e basso impatto ambientale);
  • valorizzazione della dimensione locale (tendenzialmente a scala provinciale);
  • partecipazione democratica (autogestione, partecipazione nelle decisioni); 
  • impegno nell'economia locale e rapporto attivo con il territorio (partecipazione al "progetto locale");
  • disponibilità a "contaminare" e ad entrare in relazione con altre realtà che fanno riferimento all' economia solidale, condividendo con queste dei percorsi comuni;
  • impiego degli utili per scopi di utilità sociale; 
  • garanzia di un'equa redistribuzione del valore, anche verso i produttori del Sud del mondo;
  • trasparenza nella costruzione dei prezzi

 
L'economia sociale
A Venezia, l'economia sociale è il risultato di una presenza storica del terzo settore: qui assume un ruolo strategico poiché genera una ricaduta sociale nel territorio, rafforzando i legami sociali e il senso di appartenenza alla comunità, tutelando, al contempo le risorse ambientali del territorio. Economia e solidarietà, crescita economica e benessere sociale sono elementi apparentemente divergenti, che tuttavia convergono nella logica della cosiddetta "economia sociale". L'espansione dell'economia sociale attraverso la produzione di beni relazionali, crea valore economico minimizzando lo sfruttamento di risorse ambientali (sostenibilità ecologica) e costituisce una potente via per il riequilibrio del processo di concentrazione della ricchezza al quale stiamo assistendo attualmente (sostenibilità sociale). Oltre alla dimensione relazionale, l'economia sociale differenzia il proprio prodotto attraverso l'offerta di beni e servizi locali (cioè legati al territorio), la produzione di beni ad elevata qualità ambientale opportunamente certificati, lo sviluppo di propri sistemi di distribuzione, le relazioni democratiche e partecipative o infine, più in generale, l'offerta di prodotti non standardizzati ad elevato contenuto di conoscenze/informazione. Nelle imprese sociali, l'attenzione e sensibilità verso l'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati in attività produttive ed economiche - come previsto dalla normativa nazionale e comunitaria - che caratterizza le cooperative sociali di tipo B, è un fattore molto importante per aumentare l'occupazione e permettere a molti cittadini di uscire dal ciclo assistenziale in cui spesso alcune categorie di persone sono costrette per la mancanza di un reddito che sostenga i loro percorsi di vita e di autonomia.  

 
 

Per contatti e informazioni:
tel. 0412749681
E mail: altraeconomia@comune.venezia.it