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Il concetto di pari opportunità sintetizza l'intento di garantire uguali condizioni e prospettive di vita a tutti i cittadini, attraverso la definizione di politiche ed iniziative finalizzate alla rimozione degli ostacoli che impediscono un'effettiva parità.
In ambito comunitario rappresenta una strategia europea per l'occupazione abolendo la discriminazione basata sulla nazionalità, favorendo interventi rivolti a gruppi svantaggiati e promuovendo la parità delle retribuzioni tra i lavoratori e le lavoratrici consentendo la riduzione della disparità tra tassi di occupazione maschili e femminili e l'introduzione di misure per la conciliazione della dimensione lavorativa con quella familiare.
La partecipazione equilibrata del potere e delle posizioni decisionali di donne e uomini costituisce un'importante condizione per la parità. Essa trova applicazione in tutti i campi, soprattutto in quello della vita economica, sociale, culturale e familiare.
Il trattato di Amsterdam ha inserito un nuovo articolo, al fine di rafforzare il principio di non discriminazione in stretto rapporto con le pari opportunità. Tale articolo stabilisce che il Consiglio può prendere i provvedimenti necessari per combattere qualsiasi forma di discriminazione che sia fondata sul sesso, sulla razza o sull'origine etnica, sulla religione o sulle credenze, su un handicap, sull'età o sull'orientamento sessuale.
Il principio di pari opportunità può richiedere l'attuazione di un trattamento ineguale per compensare la discriminazione. Per realizzare la valutazione di impatto sulle pari opportunità è necessaria una integrazione della prospettiva di genere in tutte le fasi della sua realizzazione.
Per garantire il principio delle pari opportunità fra uomo e donna esistono diversi organismi tra i quali:
La Consigliera nazionale è membro del Comitato Nazionale di parità per l'attuazione dei principi di parità di trattamento ed eguaglianza di opportunità tra lavoratori e lavoratrici e del Collegio Istruttorio.
Le Consigliere regionali e provinciali partecipano ai comitati di sorveglianza e sono componenti delle commissioni di parità del corrispondente livello territoriale.