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Da grigia a verde. Dalle fabbriche chimiche che circondano la città-industria di Mestre a un bosco esteso quanto l'intera area industriale di Porto Marghera. Il sogno della Venezia di terraferma ricomincia a crescere e a farsi realtà a partire dal 1 e 7 ottobre 2007 con l'inaugurazione e apertura al pubblico di uno spicchio del futuro Bosco di Mestre: dopo il bosco di Carpenedo, il bosco dell'Osellino, ecco il bosco Ottolenghi.
Questo bosco, dedicato alla memoria di Adolfo Ottolenghi, rabbino della comunita' ebraica ucciso ad Auschwitz nel 1944, misura 20 ettari (circa 40 campi da calcio!) e fa parte della più vasta area, di circa 200 ettari, ceduta al Comune dalla Fondazione Querini Stampalia, sui quali sta sorgendo un importante parte del Bosco di Mestre; un'area verde cittadina che nei prossimi anni diventerà la più vasta d'Italia. 1.400 ettari - previsti nel Piano regolatore - tra querce, frassini, olmi e noccioli che trasformeranno la città in un polmone sano inserito tra autostrada, ferrovia e aeroporto. A regime sono previsti circa 75mq di macchia verde per ciascuno dei 186mila abitanti mestrini: un'enormità, rispetto ai 13mq di Milano e ai 14 di Roma. E' una vera e propria rivoluzione per la città, a partire dai suoi aspetti ecologici, sociali e paesaggistici.