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Assessorato alle Attività Culturali
Biblioteca Civica di Mestre
comunicato stampa n. 16 5/2012
La Biblioteca Civica presenta la storia di un grande alpinista bellunese. Un libro autobiografico che ci fa scoprire la passione per la montagna, il rapporto con le Dolomiti e le fatiche di uomo abituato a scalare la roccia e la vita.
venerdì 25 maggio 2012
ore 21
Franco Miotto
PARETI DEL CIELO
Passioni, storie ricordi di una vita libera
a cura di Marco Conte
ns editore
Marco Conte
incontra FRANCO MIOTTO
Franco Miotto biografia
Frequenta fin da bambino la montagna: l'inverno con gli sci, l'estate compiendo lunghe e faticose camminate e l'autunno con il padre cacciatore. Franco eredita quindi dal padre la passione per la caccia che lo porta a praticare vertiginose cenge, canaloni e dirupi coperti da erbacce.
La sua storia alpinistica, invece, inizia molto più tardi: negli anni che vanno dal 1973 al 1984 compie alcune importanti imprese sulle pareti Alpi Orientali. La prima grande ascensione è sulla parete nord della Pala Alta, con compagni bellunesi, su cui apre una via di VI grado, dopo un difficile avvicinamento. Lo stesso inverno è la volta della prima invernale alla via italo-polacca alla Cima del Burel compiuta dal 2 al 6 marzo del 1974 in compagnia di Riccardo Bee. L'inverno successivo, sempre sul Burèl apre un nuovo itinerario di estrema difficoltà lungo una serie di diedri a sinistra della via italo-polacca della parete sud-ovest. A queste due ascensioni seguono una molti nuovi percorsi lungo le pareti delle cime della Schiara e della Palazza (come la via "Chino" Viel, sui Monti del Sole).
Poi è la volta della parete occidentale del Pelmo, scalata dopo alcuni tentativi sempre con Riccardo Bee e con Giovanni Groaz.
L'altra importante salita di Miotto e di Bee fu, nel 1978, la via diretta "dei bellunesi" alla parete nord-est del Pizzocco, itinerario estremo di sesto grado con tre brevi tratti di arrampicata artificiale su una parete remota.
Nel 1979 la cordata Miotto-Bee si scioglie dopo le ultime due imprese della "diretta" alla Seconda Pala di San Lucano, compiuta in condizioni molto sfavorevoli, sotto continue scariche di pietre, e della "via dei bellunesi" al pilastro sud-ovest dello Spiz di Luganaz, scalata dopo un lungo periodo di preparazione.
Nel 1980 Miotto scala nuovamente, con Benito Saviane, il pilastro sud-ovest del Burèl aprendo la "direttissima", la via più ardua del gruppo della Schiara.
Tra il 1981 ed il1982 Miotto e Saviane chiudono il ciclo delle grandi prime con le imprese più ardue della carriera sulla parete nord del Col Nudo aprendo 3 vie: la parete nord-est, il gran diedro nord all'anticima nord ed il gran diedro centrale sempre alla stessa, quest'ultima con il giovaneMauro Corona.
Per le sue importanti imprese alpinistiche su Burel, Pizzocco, Pale di San Lucano e Col Nudo viene premiato nel 2001 con il "Pelmo d'Oro". Franco Miotto è anche membro del Club Alpino Accademico Italiano (CAAI) e la sua esperienza di vita sulle Dolomiti Bellunesi è raccontata nel libro intitolato "La forza della natura", scritto da Luisa Mandrino.
ingresso libero fino ad esaurimento posti
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