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Diritti umani violati nei confronti dei migranti al porto di Venezia: presentato un dossier dell'Osservatorio veneziano contro le discriminazioni razziali

Ogni anno, nel porto di Venezia, sono centinaia i casi di violazione dei diritti umani nei confronti dei migranti clandestini provenienti dalla Grecia. La denuncia viene lanciata dall'Osservatorio veneziano contro le discriminazioni razziali, sulla base di un dossier che raccoglie i dati rilasciati ufficialmente dalla Prefettura di Venezia, presentato questa mattina, al Municipio di Mestre, con una conferenza stampa a cui erano presenti, tra gli altri, il vicesindaco e assessore comunale alle Politiche sociali, Sandro Simionato, l'assessore comunale alle Politiche giovanili e Pace, Gianfranco Bettin, il portavoce dell'Osservatorio veneziano contro le discriminazioni razziali, Alessandra Sciurba.

"Non solo - ha spiegato Alessandra Sciurba - i migranti spesso non vengono nemmeno messi in contatto con gli operatori sociali, per essere informati dei loro diritti, come ad esempio quello di poter presentare domanda di protezione internazionale, ma vengono direttamente respinti dalla Polizia di frontiera, fatto ancora più grave, perché queste persone devono tornare in Grecia, una nazione che non riconosce il diritto d'asilo e li tratta molto duramente, mettendo spesso a repentaglio la loro stesso vita. Secondo i dati della Prefettura, nel 2010, su 715 migranti, ne sono stati respinti, con affido al comandante della nave, 627 (e di questi almeno 419 non avrebbero potuto esporre la propria situazione personale agli operatori competenti). Nel 2011 su 331 arrivi, ben 265 sono stati i respinti e 155 le persone che non avrebbero incontrato gli operatori.

"Con questo - ha spiegato Bettin - non si vuole puntare il dito contro la Polizia di frontiera, che evidentemente obbedisce a ordini superiori: negli ultimi vent'anni il governo ha in effetti attuato una politica migratoria miope. Invece di creare le situazioni per l'accoglimento e l'inserimento di queste persone, si è pensato ad allontanarle, a confermare la loro clandestinità, col risultato che molte di esse sono finite nella rete della criminalità organizzata."

"Il nostro Comune - ha sottolineato Simionato - ha invece sempre cercato di dare un'opportunità di inclusione e integrazione agli immigrati, e continuerà a farlo, sperando che il nuovo governo venga finalmente incontro a questi sforzi. Nel caso dei migranti provenienti dalla Grecia la faccenda è ancora più grave, perché essi, tornando nel Paese ellenico, mettono davvero a repentaglio la loro sicurezza. Ricordo che l'Italia, proprio per aver rispedito dei clandestini in Libia (ritenuta anch'essa "Paese non sicuro") ha subito recentemente una condanna dalla Corte europea dei Diritti umani: ora la cosa potrebbe ripetersi, perché la stessa Corte si pronuncerà a breve su 35 ricorsi presentati da altrettanti migranti respinti dai nostri porti."

Mestre, 28 marzo 2012 / uz

 

 
 

 
 
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