Negli ultimi anni tutti noi abbiamo preso confidenza con nozioni tecniche che sino a poco tempo fa appartenevano solo al mondo scientifico. Ora conosciamo il significato di sigle prima sconosciute come PM10 e IPA, siamo informati sul numero di giorni di superamento dei valori di legge, sappiamo che l'inquinamento atmosferico è diffuso in tutta la pianura padana e che la stagione invernale comporta un peggioramento delle condizioni di qualità dell'aria.
Abbiamo capito, se non altro a causa dell'adozione delle misure di limitazione alla circolazione veicolare, che i problemi ambientali hanno una ricaduta immediata e tangibile per tutti e non appartengono solo "al mondo della politica".
La città anti smog è ancora lontana da venire, ma l'attenzione e gli impegni assunti negli anni più recenti, per temi che comunque non sono di immediata risoluzione, si muovono nella direzione giusta.
Le difficoltà sono molteplici e sempre le stesse (i tagli della finanziaria, il sistema dei trasporti e delle merci, la Regione che rinuncia alla sua funzione di pianificazione del territorio ...), ma le risorse - sia economiche che professionali - che come amministrazione abbiamo messo in campo, sono costantemente in aumento e credo che se ne intravedano già i primi frutti.
Lo stato della qualità dell'aria merita quindi, tutta la nostra attenzione. Anche nel 2004 il periodo invernale è stato caratterizzato da valori elevati di determinati parametri inquinanti. Più di tutti, desta la nostra preoccupazione la situazione relativa alle polveri sottili PM10, che, più sensibili rispetto ad altri inquinati alle condizioni meteoclimatiche e ai fenomeni di ristagno nell'atmosfera, hanno registrato un aumento rispetto agli anni precedenti. Sono infatti 129 i giorni in cui, in almeno una delle stazioni di rilevamento, è stato superato il limite - seppur indicativo perché non ancora in vigore nel 2004 - di 50 µg/m3, limite che non dovrebbe essere superato per più di 35 giorni all'anno. La media annuale invece si è attestata a 46 µg/m3 come media d'area, toccando pero i 51 µg/m3 in Via Circonvallazione. Anche il benzo(a)pirene ha superato il valore limite di legge, con una media annuale di 1.7 µg/m3.
In risposta alla situazione illustrata, nel corso del 2004 abbiamo promosso diverse iniziative, elencate in seguito nel presente rapporto. In particolare Venezia ha aderito, al fine di rendere più efficaci i provvedimenti assunti a livello locale, ad un accordo volontario con i colleghi delle altre città capoluogo del Veneto, per l'applicazione di misure omogenee di limitazione alla
circolazione sul territorio regionale.
Solo a fine anno la Regione ha approvato il Piano Regionale di Tutela e di Risanamento dell'Atmosfera che comporterà per i comuni l'obbligo di dotarsi di un "Piano di azione" sulla qualità dell'aria. Il 2005 dunque ci vedrà impegnati su questo fronte: fare sintesi di tutte le informazioni di cui già disponiamo e predisporre una pianificazione a breve e a medio - lungo periodo per l'adozione di interventi a favore della qualità dell'aria e dunque della collettività.
Dobbiamo però essere onesti con noi stessi. Qualsiasi insieme di azioni, anche radicale, non basterà per riportare i valori delle concentrazioni al di sotto dei limiti di legge. Per arrivare a questo risultato occorre ripensare ai modelli di sviluppo, quanto meno a livello nazionale, occorre valutare le diverse alternative realmente disponibili e percorribili ora e subito, per rafforzare anziché indebolire il "sistema Paese". Si tratta di una scelta che non può più essere rinviata se non vogliamo presto, prestissimo trovarci intrappolati in situazioni che compromettono la qualità della vita, la salute, l'economia (locale e non solo), a causa dei problemi ambientali.
Assessore all'Ambiente
Laura Fincato