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Città di Venezia
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Incontro del Santo Padre Benedetto XVI con il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni. Saluto di Benvenuto della Città al Pontefice

Di seguito, il discorso integrale di benvenuto che il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni ha pronunciato all'arrivo di Papa Benedetto XVI a Venezia.
 
 
Santità!
 
     Con grande emozione mi rivolgo a Lei per darLe il benvenuto della Città di Venezia; della Città e della Terra di San Marco.
     Una Città, uno Stato, che ha costituito per secoli un faro di civiltà e nello stesso tempo un baluardo della Cristianità.
     Una Città che ha saputo mirabilmente coniugare le virtù civili con quelle religiose, al punto di riconoscersi e quasi immedesimarsi nel Suo Santo patrono, senza rinunciare alla laicità delle Sue istituzioni.
     E' un esempio unico di compenetrazione e dialogo costante tra le due realtà fondanti di qualsiasi Società.
     Certamente favorita dall'essere, i Veneziani, uomini di pace, mercanti intelligenti che giravano il mondo mettendo in rapporto popoli e civiltà diverse con una rara disponibilità a capire l'altro, il "foresto", ed anche di accoglierlo.
     Hanno tuttavia saputo usare le armi quando ciò si rivelava ineludibile, come è accaduto quando si è trattato di difendere la Cristianità.
     Una Città che ha avuto uno stretto ed intenso rapporto con la Chiesa di Roma a cui ha dato Papi e Cardinali. Solo nel secolo appena trascorso sono stati ben tre i Papi "veneziani", che hanno saputo imprimere forti spinte innovative alla Chiesa Cattolica.
     Ma Venezia non è una Città che guarda soltanto al suo pur glorioso passato. Essa è una Città che ancora oggi continua ad essere punto di riferimento della cultura occidentale, e nello stesso tempo luogo di incontro e di confronto tra diverse culture e sistemi politici.
     Essa lo è stata persino nel duro periodo della "Guerra Fredda", ed ambisce ad esserlo anche oggi in un momento in cui il Mondo è attraversato da numerosi conflitti.
     Certo non è facile mantenere lo splendore dei suoi monumenti e delle sue Chiese in un momento di grave crisi economica, che sta colpendo larghe fasce di popolazione, in particolare le più deboli, come gli operai e tutti i lavoratori delle aree industriali di Porto Marghera, ai quali non può non andare il nostro pensiero, soprattutto in un momento di gioia come questo.
     Stiamo impegnandoci per superare queste ed altre emergenze (calo demografico del centro storico, gestione del turismo), fidando nella laboriosità e nell'impegno delle nostre genti.
     Sono certo che la Sua visita come quella di venticinque anni fa del Suo predecessore, ma soprattutto quanto Lei ci vorrà dire, ci aiuterà ad affrontare con rinnovato vigore le difficoltà presenti.
     A Lei, Messaggero di pace, indirizzo con affetto il saluto marciano "pax tibi Marce evangelista meus", in un rinnovato legame filiale tra Pietro e Marco.
 
     Benvenuta Santità!
 Venezia, 7 maggio 2011 / Sco

 

 
 

 
 
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