

Le caratteristiche del territorio
L'area obiettivo del programma Urban Italia a Venezia è l'ex Quartiere 2 - ora inserito nella Municipalità Venezia-Murano-Burano - e comprende l'area del sestiere di Dorsoduro, Santa Croce, Santa Marta, San Basilio e l'area portuale, l'Isola della Giudecca e Sacca Fisola. In particolare l'Isola della Giudecca è l'area cittadina dove si sono concentrate e tuttora si attivano molte delle azioni che l'Amministrazione Comunale ha progettato e approvato negli ultimi anni, con l'obiettivo di trasformare e rivitalizzare, anche attraverso azioni innovative, le aree disagiate del centro storico veneziano. Inoltre l'area ricopre una particolare importanza nelle linee e nelle condizioni operative del Piano Strategico comunale, il quale mette a sistema tutti gli interventi di trasformazione urbana destinati a rivitalizzare e riqualificare sia il tessuto sociale che quello infrastrutturale cittadino. Le criticità dell'area, alle quali serve rispondere con un insieme articolato di interventi, riguardano la struttura demografica precaria, la necessità di integrazione sociale, il livello elevato di criminalità, il degrado ambientale e la presenza elevata di popolazione studentesca.
Il profilo demografico
La precarietà della struttura demografica è la principale debolezza strutturale dell'area obiettivo, determinata da una elevata presenza di popolazione anziana e da un basso livello delle nascite. L'intero contesto generale del centro storico lagunare di Venezia si dimostra essere a sua volta in evidente fase di debolezza strutturale, e l'area di intervento in questo senso rappresenta un esempio interessante al fine di proporre azioni in grado di riequilibrare le diverse componenti residenti, stabili e temporanee, presenti nelle diverse frazioni della popolazione giovani, studenti, adulti, anziani, ecc. In altri termini gli indicatori relativi all'area obiettivo sono in modo preoccupante vicini ad una soglia di non-ritorno, che deve essere accuratamente evitata, pena il degrado e il tracollo di un'area vitale e strategica per Venezia.
Un fattore di criticità nell'area in questione è rappresentato dall'integrazione sociale, ovvero dalla presenza "eccezionale" nella città lagunare e in tutto il comune di Venezia di popolazioni "segregate", separate da muri fisici, culturali e storici, che compromettono la normale vita di quartiere. In particolare per quanto concerne i muri fisici e logistici, il sistema di collegamento della Giudecca (che rappresenta il 25% della popolazione dell'area obiettivo) si presenta certamente inadeguato. Un altro elemento di criticità è quello che riguarda l'elevato tasso di criminalità. Infatti l'area di intervento si trova all'interno di un Comune dove l'indicatore "persone denunciate su popolazione residente" è superiore del 59% alla media del Centro Nord e la presenza del porto contribuisce ad aumentare la soglia di rischio. Da non dimenticare inoltre che nell'area di intervento sono localizzati tutti gli istituti di pena veneziani. Vi è poi un ulteriore aspetto da considerare, ovvero il degrado ambientale che nell'area si esprime attraverso un territorio particolarmente degradato, al punto che, insieme allo spazio di Marghera, l'area di intervento è inserita nel piano regionale di bonifica quale unica zona del centro storico con queste caratteristiche.
Dal punto di vista delle potenzialità dell'area, la presenza di aree produttive dismesse costituisce un elevato potenziale di rilancio per le diverse funzioni urbane. Il PRGC di Venezia individua nella città antica numerose aree di intervento per la trasformazione urbana, nelle quali obiettivi prioritari sono le riconversioni di edifici e di aree che nel secolo XIX e XX erano destinate ad usi produttivi, industriali, manifatturieri. Con specifico riferimento all'Isola della Giudecca, l'analisi di tali aree evidenzia un uso intensivo del prefisso "ex": non si tratta solo di attività produttive che furono falegnamerie, distillerie, manifatture di tappeti, orologi, ma anche cantieri navali, pastifici, fonderie, molini, stabilimenti cinematografici e lavanderie alberghiere. Il fisiologico ricambio di usi urbani in quest'isola dimostra una notevole concentrazione e in virtù della sua segregazione territoriale ne ha fatto prima una localizzazione ottimale di fabbriche e ricoveri, in senso lato, e poi un'area di abbandono e degrado. Allo stesso modo le zone di testa della "marittima" e dei subquartieri limitrofi Santa Marta scontano le stesse conseguenze. L'intera zona portuale oggi è interessata da un importante insieme di interventi dell'Autorità Portuale e di altri soggetti istituzionali e privati locali, ai quali il programma Urban Italia deve aggiungere fattori di incremento, velocizzazione e consolidamento dell'integrazione tra aree e funzioni ieri e ancora oggi marginali e marginalizzate. In questo ambito territoriale una ulteriore funzione segregata, quella carceraria, interessa elettivamente l'area: Santa Maria Maggiore nelle vicinanze di Piazzale Roma, il carcere femminile alla Giudecca e il servizio Sat di recupero dei tossicodipendenti. La presenza di queste attività nel centro urbano non è destinata a cessare, ma a trasformarsi rapidamente e profondamente, così come tutto l'insieme di servizi e attività assistenziali per giovani (Esu) e anziani (Ire) sono soggette a processi di progressiva apertura e integrazione con le altre funzioni assistenziali della città, e rivolte dunque ad una platea più ampia di quella oggi servita. In base ad analisi recenti, nel periodo tra il 1992 e il 1999, su quattordici interventi finalizzati alla residenza ben la metà sono stati localizzati nell'area obiettivo e ben cinque nella sola Isola della Giudecca, un'«isola nell'isola », che nell'immaginario collettivo è il quartiere operaio, abbandonato e in declino in una città ricca e famosa. Ma proprio questo quartiere diventa negli anni novanta teatro di un recupero, di un rilancio, di un risanamento e rinnovamento che comprende molte aree dismesse e nuovi poli residenziali. Un esempio di questo rinnovamento è la localizzazione nell'area ex-Cnomv del sistema della cantieristica minore veneziana, un progetto che oggi esprime nuove potenzialità e vede nuovi interventi, tra cui la realizzazione di un incubatore di imprese. Infine un ulteriore aspetto da considerare riguarda la necessaria integrazione tra le popolazioni temporanee non turistiche, rappresentate dagli studenti e dal personale universitario, e la cittadinanza residente. La letteratura urbana recente ha da tempo segnalato l'importanza che le comunità studentesche svolgono in ambito urbano, sia dal punto di vista della vivacità e vitalità quantitativa che dal punto di vista qualitativo. L'area obiettivo contiene al suo interno 18 delle 25 sedi universitarie cittadine. In particolare cinque riguardano la sola area di Santa Marta. Gli effetti della presenza universitaria a Santa Marta, non ancora quantificati e per ora neppure quantificabili con rilevazioni statistiche accurate, sulla vitalità dell'area obiettivo sono comunque tangibili per un attento osservatore. La comunità studentesca è oggi uno dei punti di potenziale forza del quartiere e può rappresentare una chiave di volta, economica e sociale, per Venezia, soprattutto per la parte di città meno turistica ma altrettanto ospitale. Per tale motivo diventano strategici gli assi di intervento e le misure relative all'integrazione tra popolazioni, che con il supporto della società dell'informazione, dei servizi informatici e delle attività culturali, potrà esprimere un nuovo modello di residenzialità diffusa e attiva nell'area obiettivo.