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Inviamo, nel testo integrale, una dichiarazione congiunta a firma del presidente del Consiglio comunale, Roberto Turetta, e del presidente della Municipalità di Marghera, Flavio Dal Corso:
"L'atto inqualificabile con il quale i soliti ignoti, o per meglio dire i 'soliti idioti', proprio il 10 febbraio nel 'Giorno del ricordo' istituito con una legge apposita del 2004 dal Parlamento della Repubblica, hanno danneggiato il monumento che a Marghera ricorda i 'Martiri giuliani, istriani e dalmati delle foibe' trafugando la lapide che ricorda questa immane tragedia, ha suscitato in noi molta rabbia mista a tristezza.
Rabbia poiché ci sembra inconcepibile che, ogni anno a ridosso di questa ricorrenza, ci sia ancora qualcuno che si permette di danneggiare o deturpare un monumento che l'amministrazione comunale e la municipalità hanno voluto in quel luogo, ancor prima della legge nazionale che ha istituito il giorno del ricordo.
Inoltre, se come immaginiamo tale atto non è di semplice vandalismo ma sta a significare che si vuole negare una realtà storica o, in qualche modo, sfregiare la memoria di una tragedia come quella dei morti nelle foibe e dell'esodo nell'immediato dopoguerra delle popolazioni dell'Istria e della Dalmazia, suscita molta tristezza per il fatto che a circa 60 anni di distanza da quei fatti si continua a perpetrare lo stesso atteggiamento e lo stesso cieco fanatismo.
Sentiamo la necessità, proprio per il ruolo che ricopriamo di rappresentanza della cittadinanza di Marghera e del Comune di Venezia, di scusarci per quanto successo con la comunità e le associazioni degli esuli istriano dalmati e di impegnarci al ripristino rapido del monumento in Piazzale Martiri Giuliani e Dalmati delle Foibe".
Venezia, 14 febbraio 2011