
Gli assessori comunali al Patrimonio, Mara Rumiz, e all'Urbanistica, Gianfranco Vecchiato, hanno rilasciato la seguente dichiarazione:
«A fronte di notizie fantasiose che circolano sul futuro dell'area ex Italgas, appare necessario e doveroso precisare che:
l'Amministrazione comunale, ritenendo di straordinario interesse l'area ex Italgas di Santa Marta, intende intervenire direttamente nell'attuazione del progetto di riqualificazione, già inserito nella variante al Prg della Città antica; proprio a questo fine l'Assessorato all'Urbanistica ha incaricato l'arch. Marco Casamonti di redigere un piano di fattibilità, utile soprattutto per definire la tipologia degli interventi edilizi e la loro ubicazione.
Sarà così possibile individuare la modalità degli interventi di bonifica, di maggiore o minore complessità e onerosità a seconda della tipologia degli insediamenti. La bonifica, così come era stato concordato dall'Amministrazione comunale nel precedente mandato, sarà eseguita da Italgas, proprietaria all'80% dell'area (mentre il restante 20% è di proprietà del Comune).
L'Ive - Immobiliare veneziana, società del Comune, acquisterà l'intero complesso: tratterrà per sé l'area destinata alla residenza, su cui interverrà direttamente; cederà al Comune, a valori da concordare, le aree destinate a servizi e attrezzature (scuola materna, verde pubblico, ecc); alienerà, mediante asta, i diritti edificatori legati agli insediamenti a carattere terziario.
Gli interventi sulla residenza saranno prevalentemente orientati al social housing: verranno locati, cioè, a canoni "sostenibili", superiori a quelli di edilizia residenziale pubblica ma inferiori ai prezzi di mercato.
Come è noto, l'Amministrazione comunale è particolarmente impegnata in un piano di social housing, in terraferma e nella città insulare, con l'obiettivo di costruire una risposta alla domanda di quelle fasce di popolazione e di reddito che fino a poco tempo fa venivano comunemente definite ceto medio - giovani, impiegati, insegnanti, ricercatori ecc - che non riescono più a trovare risposta nella offerta abitativa sul libero mercato».
Con viva cortese richiesta di pubblicazione / diffusione, se possibile nel testo integrale.
Venezia, 26 gennaio 2007